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| 05 mag 2023 | 16:48

TFF recensioni / Ecco perché il Trento Film Festival è della stessa sostanza della ridarella che ti prende quando sei molto stanco: 3 film per più di 10 calici

Francesca Braito, blogger fan del Festival dopo aver recensito l'evento per anni sulla sua pagina Fb e su ''Grazie per la domanda'' su Il Dolomiti. Ci porta nelle sale di Trento tra calici (il voto massimo sono cinque calci) e curiosità sugli eventi della kermesse delle Genziane

di Francesca Braito

TRENTO. Tieffefers: ho il collo bloccato male causa poltrona del cinema (e giovane età facilmente) è questo rende difficilissimo fare i micropisolini durante le proiezioni, per cui il premio Mastrota dovrà credo basarsi sui primi tre giorni di visioni.

 

Detto questo l'altroieri al Modena c'era un'aura di surrealismo meravigliosa che non ha fatto che riconfermare l'evidente. Il TFF è fatto della stessa sostanza della ridarella che ti prende quando sei molto stanco con i tuoi amici.

 

Momento ridarella 1 - mi affretto per vedere il corto delle novunquarto prima della proiezione delle novemmezza perché un amico mi ha scritto che il corto è di un amico suo e ci vediamo e dai, daje, certo, ci vengo. Entro in sala, percepisco che c'è qualcosa che non va. Mi siedo: rileggo il messaggio: Ciao vieni a vedere Pietro venerdì? È mercoledì. Sono a vedere rumore. Buio.

 

Momento ridarella 2 - finito Rumore mi sposto di sala e trovo l'ubiquo Fant che presenta la proiezione serale. Nel giro di quattro minuti succede che: Fant annuncia di non trovare la regista ucraina. Tutti cercano la regista ucraina

Escono: la regista ucraina non c'è. Tornano: la regista ucraina è sempre stata lì. Si glissa con stile. Fant presenta. Nessuno traduce alla regista. Fant traduce alla regista. Fant chiede a mezza bocca alla preziosa Veronica se deve fare quella cosa. La preziosa Veronica dice sì. Fant dice alla regista che ha vinto il premio della cassa rurale. Fant traduce alla regista che ha vinto un premio della cassa rurale. La regista dice che bello grazie. Fant traduce che bello grazie. Fant realizza di non avere nessun premio e fa una faccia da antico vaso alla preziosa Veronica. Segue breve ma dilatatissimo momento di generale ed empatico panico di noi presenti. Da una poltrona compare Deus ex machina un apposito signore della cassa rurale che (sorpresa) ha il premio della cassa rurale. Prevale la felicità. Applausi.

 

Momento ridarella 3 - a fine proiezione arriva la traduttrice che è pure un po' stanca e ha ragione, è praticamente mezzanotte riga' s'è fatta na certa. La traduzione è faticosa, si vede, l'inglese ucraino è un po' ostico ma la porta comunque in qualche modo a casa. Ed è allora che il coup de theatre, così, a sfregio, guardandola fissa negli occhi come a dire mo' traduci questa l'intervistatore chiede: regista ucraina, ci racconti qual è stata la genesi produttiva del film? Amica traduttrice io le ho viste le bestemmie nei tuoi occhi. 100% same energia di quando mio padre conversando con i signori tedeschi da cui facevo la ragazza alla pari attraverso mia mediazione linguistica mi fa: chiedigli se questa stufa è di ghisa. Ho riso così tanto che non so se sono stata attenta ai film, ma vado comunque a dirvi di:

 

Rumore | ITA | 2022 | 7' 3 CALCI SU 5

Apprezziamo la coerenza con il titolo. (Ma non è Piero)

 

Una giornata nell'archivio Piero Bottoni | ITA | 2022 | 35' 4,5 CALICI SU 5

Direttamente dai film segnati sul mio programma come SMF di quest'anno (che vuol dire Selezione Miro Forti che è garanzia di qualità ma anche certe volte di Santissima Miseria Fachequestofilmfiniscapresto quando la qualità è troppa e noi beceri arranchiamo male) questo documentario ci racconta una storia che non sapevamo di voler sapere, di questo signor architetto milanese con un cognome da libro di Richard Scarry. Ci avete mai pensato alle macerie che rimangono dopo le guerre? Dove vanno a finire? A Milano (pazzesco) dovevano essere trasportate un po' in periferia per fare la base di un laghetto di un quartiere di edilizia popolare che si era immaginato il signor Bottoni e poi erano talmente tante che da concave si sono fatte convesse e insomma è successo il Monte Stella.

 

Del signor Bottoni diciamo anche: che ha un uso dell'italiano scritto di una grazia e una precisione clamorosa, che è un ordinatino e che nel progettare case popolari che fossero funzionali ma anche belle ma anche compatte gli è diventata a un certo punto la casa di Pozzetto in Ragazzo di Campagna. Ah poi ho un po' riso perché la signora Bottoni stava scomodissima sulla sedia e continuava invano a tirarsi su dritta con la schiena e il karma mi ha giustamente punita incriccandomi il collo così imparo tiè. Numero persone addormentate secche in sala: almeno 3.

 

Plai | UKR | 2022 | 75' 4 CALICI SU 5

Forse il documentario con le più belle immagini che ho visto quest'anno, finalmente due mucche, ma niente parti bovini. Parla di una guerra che non si vede ma che non si può ignorare, ma più di tutto secondo me dell'ingiustizia di avere sei anni e avere opinioni sulla morte. Il documentario contiene: un bambino spiazarol, tutte le stagioni contemporaneamente, il mio tipo preferito di personaggio archetipico del TFF: la sciura vecchissima che fa lavori faticosissimi. E qui mi taccio, fino al prossimo sproloquio baci ciao.

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