TFF recensioni / Mad Haidi riempie due sale (una non bastava per i 300 in coda) alle 23: ''E' come essere a vedere Titanic nel '97''
Francesca Braito, blogger fan del Festival dopo aver recensito l'evento per anni sulla sua pagina Fb e su ''Grazie per la domanda'' su Il Dolomiti. Ci porta nelle sale di Trento tra calici (il voto massimo sono cinque calci) e curiosità sugli eventi della kermesse delle Genziane

TRENTO. Tieffeffers del mio cuor, qui il festival si avvia verso la fine, le Genzianone sono state consegnate, questo pomeriggio assegniamo anche gli attesissimi (da tutti noi sedici e le mie zie) premi di Grazie per la domanda. Per recuperare il recuperabile e fingere di essere puntuale oggi facciamo un riassuntone degli ultimi giorni, andiamo a vedere i premiatissimi e poi dormiamo per le successive 72 ore filate.
Allora giovedì io e un paio di Campari Spritz abbiamo visto:
Puyuelo | ES | 2022 | 25' 3,5 CALICI SU 5
Questo documentario segue le avventure stanziali di un paese di quattro case in Spagna e di quattro regaz che hanno fatto quella cosa che tutti dopo i trent'anni hanno detto almeno una volta di voler fare: mollare rogne, affitti e lavoro da seduti e andare a vivere in cima a una montagna pur sapendo che poi tendenzialmente ci ricordiamo che non c'è l'acqua calda e non va internet e impostiamo la sveglia per il giorno dopo. Durante questo film ho realizzato due cose equamente importanti:
- vorrei mollare tutto e andare a vivere in cima a una montagna
- ho visto più muretti a secco che parti ovini, quest'anno. Documentaristi, ci date notizie dai pastori? Tutto occhei? Ci preoccupiamo?
Heimaland | BE, IS | 2022 | 67' 3 CALICI SU 5
Il documentario racconta di Islanda, e nello specifico di regione islandese vicino a vulcano islandese che ogni sessant'anni erutta lasciando nel ghiacciaio segno fisico dello scorrere del tempo come i cerchi nei tronchi degli alberi.
Scrivere questa rece mi ha fatto partire dei ragionamenti geografici e antropologici che adesso vi dico solo se mi promettete di aiutarmi a metterli in fila perché mi addentro in una cosa di cui non so 'na ceppa.
Tutto parte dallo stupore di sapere che pure in Islanda, che è un posto freddo, severo e meraviglioso quindi deve per forza essere abitata da persone fredde, severe e meravigliose ci sono persone che si sfregano le mani come le mosche nel pensare a terreni da acquistare, alberghi da costruire e turisti da spremere. Stavo quindi per scrivere che non è mica vera quella cosa che il paesaggio plasma le comunità che lo abitano, che è un sillogismo pirla. Poi però ho anche pensato che era così, prima, e che poi 'sta faccenda che abbiamo deciso il capitalismo a livello globale ha poi appiattito una serie di bruttezze. Sarà 'na scemenza? Forse sì, ho pensato troppo, vado a bere un bicchier d'acqua.
Ah, poi c'è anche la storia di un signore tenerino che alla fine deve bruciare il suo aereoplanino e ho quasi pianto come quando Tom Hanks perde in mare Wilson il pallone in Cast Away. Questo di giovedì.
Ho poi tutta una storia lunghissima su venerdì sera, sui segnali dell'universo, le coincidenze, me che vado avanti e indietro da Gardolo tre volte nel giro di un'ora e pratico lo sport estremo di parcheggiare di venerdì sera nei pressi del cinema Modena e roba così ma ve la risparmio perché forse è inutilmente lunga. Vi dico invece che sono riuscita a vedere:
Piero | ITA | 2022 | 12' 3,5 CALICI SU 5
Un corto molto tenerino su uno che fa il potatore acrobatico (potrebbe non essere il nome tecnico ma insomma ci siamo capiti). Ha tutte delle teorie sulla bellezza e è piuttosto occhei nel canto delle ninnananne. L'hanno girato degli allievi di un corso di futuri documentaristi per cui approfitto per chiedere loro già da adesso di non esagerare con i parti ovini e di scrivere bene chi sono le persone che vediamo sullo schermo così noi capiamo bene.
Bitterbrush | USA | 2021 | 91' CALICE SENZA VOTO
Ne ho visto solo un pezzetto perché l'antica maledizione delle chiavi del lavoro ha colpito ancora e sono dovuta tornare a Gardolo. Siccome non mi sono mai tirata indietro sui giudizi sommari e poco motivati azzarderò un: bello ma troppo americano.
Sono ritornata al Modena giusto in tempo per The Evento: la proiezione delle 23 di Mad Heidi, splatterone tenero, piccolo, con un cuore così.
C'era così tanta gente sgaizata che al Modena hanno dovuto sdoppiare la proiezione in due sale. Si parla di 300 ingressi (compreso quello del primo cittadino Franco che speriamo miri a diventare tiranno del formaggio). "Stiamo scrivendo una pagina di storia" Sbinz Cortelletti dall'avamposto Modena. "E' come essere a vedere Titanic nel '97" tizio un paio di file davanti alla mia. Due commenti sobri e misurati come sobrio e misurato è stato
Mad Heidi | CH | 2022 | 92' 4 CALICI SU 5
Nazi-svizzeri che instaurano una dittatura casearia, funzionari uccisi perché ritardatari, orologi a cucù con scansione della retina, delatori di intolleranti al lattosio,: è tutto bellissimo. Le rivisitazioni dei personaggi, i costumi: tutto. La signorina Rottermeier è direttrice carceraria, Clara è in sedia a rotelle dopo un incontro di Schwingen particolarmente cruento, di Peter non so che dirvi se non che mi sono innamorata. L'unico personaggio che secondo me è uguale anche nel cartone è Il Nonno, che qui come allora è fulgido esemplare di uomo ruvido ma dal cuore d'oro. Che dire se non: ve l'avevo detto? Stiamo vicini che oggi è l'ultimo giorno, ovvero il più lontano dal prossimo Trento Film Festival. Stay Strong, Stay al Modena.












