TFF recensioni/ ''Montagne di famiglia'' ok ma musica elettronica anche no. ''Ice Merchants'' da 5 Calici pieni, ecco la scalciatona che aspettavamo
Francesca Braito, blogger fan del Festival dopo aver recensito l'evento per anni sulla sua pagina Fb e su ''Grazie per la domanda'' su Il Dolomiti. Ci porta nelle sale di Trento tra calici (il voto massimo sono cinque calci) e curiosità sugli eventi della kermesse delle Genziane

TRENTO. Buongiorno tieffefers, riemergo dal turbinio di faccende di primi maggi a Gardolo per raccontarvi di cosa ho visto, ormai due giorni fa (che convertito nei tempi della comunicazione internet equivalgono tipo a sette anni come con l'età dei cani). Avete mai l'impressione che le cose succedano così in fretta che non riuscite a processare niente di niente? Io in questi giorni di primavere, cinema e feste nazionali più belle dell'anno sì, molto. Siccome con la vita è molto più complicato facciamo che cerco di rielaborare almeno i documentari del Trento Film Festival, 'ché il segreto è avere obiettivi semplici.
Eccoci qua, ormai il mese scorso ho visto:
Montagne di Famiglia 1 | ITA | 60' 3 CALICI SU 5
Allora, questa proiezione speciale funziona così: si scartabella in un archivio si trovano dei video amatoriali degli anni 20-40, si scelgono i più frizzantini e si mostrano agli spettatori più hardcore della kermesse trentina. Cosa succede però: intanto che i video sono muti (perché vi ricordo che siamo nell'anteguerra letterale), per cui ci viene l'idea di chiamare due buontemponi che sonorizzino dal vivo la proiezione con dell'infernale strumentazione elettronica (e una batteria scomposta). Chi mi conosce forse sa che l'unica cosa che detesto più dei film sugli alpinisti è LA MUSICA ELETTRONICA SENZA I RITORNELLI (perché sono un'ignorante, ovviamente, ma il web non è lo spazio dove ammettere le proprie lacune, lo sappiamo bene).
Un rombo angosciante presagio di imminente sventura proveniente direttamente dalle viscere della terra ci ha accompagnato durante delle gite di famiglia, delle scampagnate burlone sugli sci, delle camminatine all'aquila di Christomannos.
Perché?
Cose preferite.
L'attacco del video sulla Roda di Vael, carrellata di: alpinisti che indicano cose; il nome Oliviero Mario Olivo; la scena di tenerezza lancinante di una signora mamma e una signora bambina che condividono una gamella di pasta per pranzo in un prato.
Ps, buontemponi che sonorizzate dal vivo, nessun rancore. Se volete facciamo pace davanti a una birretta che tanto Cognetti non mi risponde mai.
Ice Merchants | PT, FRA, UK | 2022 | 14' 5 CALICI SU 5
Eccola la scaliciatona che aspettavamo! La reclama a gran voce questo corto di animazione disegnato con la matita blu e rossa da prof di latino, senza neanche una parola ma pieno di tutto il resto. Non vorrei raccontarvelo molto perché sarebbe necessario che ve lo vedeste, a dire il vero, sta pure candidato agli Oscar, dai su non facciamoci riconoscere.
Vi dico solo che c'è una casa in delicato equilibrio sulla montagna, un mestiere bislacco realizzato in maniera bislacca, dei berretti di lana e alla fine si piange. E anche quelle che Guccini chiamava guidogozzanamente Stoviglie color nostalgia.
E infine il C L A M O R O S O Film sui coniugi Krafft per la nuova sezione del festival: Un film sui coniugi Krafft all'anno (Sergio ti prego realizza questo sogno per noi fuori dal Vittoria abbiamo imbastito una petizione a iniziativa popolare).
The fire within: a requiem for Katia and Maurice Krafft | UK, USA, FRA, CH | 2022 | 84' 5 CALICI SU 5
Per cominciare: obbligatorio conoscere i coniugi Krafft (no sottilette si vulcanologi - non facciamoci riconoscere pure qui ragazzi forza) preziosi protegonisti del documentario più bello della scorsa edizione (A Fire of Love) nonché sgabinati totali innamorati tra di loro e delle colate piroclastiche qualsiasi cosa esse siano. Poi: questo documentario ce l'ha fatto il Werner Herzog che quando narra le immagini sembra sempre uno che imita Werner Herzog, cosa che ci piace Da Matti. Il nostro affronta con la stessa tragica consapevolezza l'idea della morte e l'astio senza tregua (se posso dire forse esagerato) contro le poltrone gonfiabili del Maurice e della Katia (che mi richiama fortemente l'astio di Moretti per i sabot e già che ci sono butto cinque calici anche per Il sol dell'avvenire, tiè).
La storia di quei tenerini mattacchioni di vulcanologi non ve la dico perché ve l'ho già detta l'anno scorso e voglio vedere se state attenti, rimenzionerei solamente: gli outfit clamorosi e le immagini della lava più fiche che avete mai visto.
Io vi direi di vederlo, lo fanno oggi alle sei al Vittoria, vedete voi che dovete fare.
(Tanto per ricordarvi che sono una cialtrona vorrei dirvi che ho riso molto quando il Wener ha pronunziato il vulcano El Chichon, non mi dispiace, non me ne pento, ciao)
Concludo con l'inserire un nuovo premio* tra quelli consegnati da Grazie per la Domanda:
Premio Dentisti di Media Montagna
per la MiniRitter pre proiezione più buona
* I premi consegnati da Grazie per la Domanda vi ricordo essere:
Genziana di Placenta
Per il documentario più ovino
Premio Giorgio Mastrota
Per la proiezione più soporifera
Premio Novecento
Per il documentario che suscita più Varal'agnelot Moments
Genziana di Goretex
Per l'umano seduto al cinema con l'abbigliamento più tecnico
Premio Donna Avventura
Per chi riesce ad ordinare una birretta al Bait prima di morire disidratato
e infine l'ambitissima
Grazieperladomanda Award
Per il documentario di cui non sapevamo di avere bisogno












