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Vallagarina
17 luglio | 19:38

"Vendiamo ortaggi a chilometro zero coltivati da persone con disabilità", nel quartiere di Santa Maria ri-nasce la bottega di "Mi coltivo"

La bottega di Carmelita Gazzini, nel quartiere Santa Maria di Rovereto, è tornata a vivere. Lo ha fatto grazie alla cooperativa sociale Villa Maria di Calliano, che ha riempito di ortaggi a chilometro zero gli scaffali di un negozio per anni punto di riferimento per gli abitanti della zona. Là, da qualche giorno questa parte, possono essere acquistati prodotti rigorosamente coltivati sul territorio, piantati e 'cresciuti' con amore da ragazzi e ragazze con disabilità

"Vendiamo ortaggi a chilometro zero coltivati da persone con disabilità"

ROVERETO. La 'bottega di Carmelita', nel quartiere Santa Maria di Rovereto, è tornata a vivere. Lo ha fatto grazie alla cooperativa sociale Villa Maria di Calliano, che ha riempito di ortaggi a chilometro zero gli scaffali di un negozio per anni punto di riferimento per gli abitanti della zona (e non solo). Là, da qualche giorno questa parte, possono essere acquistati prodotti rigorosamente coltivati sul territorio, piantati e 'cresciuti' con amore da ragazzi e ragazze con disabilità nei campi di via Terranera a Mori. 

Tutto si collega al progetto "Mi coltivo" che porta gli utenti della cooperativa sociale Villa Maria sui campi a Mori, facendo loro mettere le mani nella terra per riscoprire il ciclo di vita di ortaggi che crescono in maniera genuina e vengono venduti "sul posto, grazie a un mercato che organizziamo il lunedì, mercoledì e giovedì dalle 9 alle 12 - esordisce l'operatore Giacomo Manica a Il Dolomiti -. Ora, grazie al nuovo spazio acquisito in Santa Maria, a Rovereto, avremo a disposizione anche una vera e propria bottega in cui vendere i nostri prodotti", prosegue.

 

Si tratta di un luogo abitato per lunghi anni da Carmelita Gazzini, che all'alba dei suoi 80 anni ancora si rifiutava di andare in pensione, pur di mantenere in vita la sua "Naturalmente bio Debiasi", che aveva infine chiuso i battenti a fine 2022: "Questo negozio è un po' la mia creatura: un luogo dove ho imparato molto e nel quale spero di aver trasmesso preziosi 'saperi', fra consigli, ricette e scambi di opinioni con clienti per me ormai amici. Non vorrei che il negozio chiudesse ma è anche vero che a 80 anni è giunta l'ora per me di fare altro", aveva dichiarato la donna qualche mese fa, intervistata da Il Dolomiti (QUI ARTICOLO). 

 

Dopo la chiusura avvenuta la scorso anno, il locale è tornato libero, pronto per ospitare una nuova attività e infine individuato, "un po' per caso", dalla cooperativa sociale Villa Maria, che in quegli spazi ha deciso di crearvi la propria bottega, dove vendere non soltanto ortaggi coltivati a 'pochi passi' dal negozio ma anche prodotti trasformati come "la nostra passata di pomodoro, i crauti o le composte - sottolinea Giacomo -. La volontà è ovviamente quella di arrivare nel tempo a proporre una selezione sempre più ampia". 

Una bottega che offre verdure figlie del progetto "Mi coltivo", che coinvolge persone con disabilità, e che punta a tornare ad essere un punto di riferimento e d'incontro per la comunità: "Per ora siamo io e Anastasia Sandri a gestire il negozio, con apertura il mercoledì e il venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. In futuro, attiveremo dei percorsi per inserire i ragazzi della cooperativa in bottega, consentendo loro di fare esperienza anche per quanto riguarda il mondo delle vendite e del contatto col pubblico", conclude entusiasta. 

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