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Trento
19 novembre | 14:10

Un supermercato autogestito dove fare una spesa consapevole a prezzi equi, ecco Edera: è il primo emporio di comunità in Trentino

Si trova a Trento in via Pasubio 22. A gestirlo sono circa 250 soci. E' un negozio al dettaglio dove fare una spesa consapevole a prezzi equi: al suo interno si trovano prodotti per la vita quotidiana selezionati in base a criteri di sostenibilità sociale, ambientale ed economica. In Italia gli empori di comunità sono sette. Merlo: "Vogliamo fare cultura sui temi della sostenibilità, del consumo critico, della lotta agli sprechi"

foto Edera
foto Edera
di Sara Marcolla

TRENTO. E' simbolo di continuità e fedeltà, di rigenerazione e di immortalità. L'edera si aggrappa a tutto ciò che trova, si propaga velocemente ed è molto resistente. Proprio come il progetto a cui dà il nome.

 

Si chiama Edera il primo emporio di comunità nato in Trentino e che oggi, 19 novembre, apre ufficialmente le proprie porte. Si trova a Trento in via Pasubio 22 ed è un negozio al dettaglio dove fare una spesa consapevole a prezzi equi: al suo interno si trovano, infatti, prodotti per la vita quotidiana selezionati in base a criteri di sostenibilità sociale, ambientale ed economica.

 

L'emporio di comunità è un supermercato autogestito da chi lo frequenta, che si ispira al modello delle Food Coop nate negli Stati Uniti negli anni 70. In altre parole, i soci della cooperativa contribuiscono alla selezione dei prodotti, acquistano all'interno del negozio e aiutano anche nella vendita. Il primo esempio di emporio di comunità in Italia è nato nel 2018 a Bologna. Oggi ce ne sono sette in tutto il Belpaese, di cui uno in Trentino.

 

L'idea da cui è stato sviluppato il progetto – spiega a Il Dolomiti la presidente della cooperativa Edera Valentina Merloera creare uno spazio che coniugasse due anime: un emporio autogestito, dove soci e familiari possano fare la spesa e contribuire alla scelta dei prodotti, ma anche un'officina dove fare cultura sui temi della sostenibilità, del consumo critico, della spesa consapevole, della riduzione degli sprechi, dove per esempio si organizzano laboratori di autoproduzione e dove si incontrano i produttori. L'obiettivo è creare pensiero e diffondere una cultura del cibo e dell'agricoltura basata sulla sostenibilità sociale, umana, ambientale”.

foto Edera

 

Per acquistare nell'emporio solidale serve essere soci o familiari di soci della cooperativa: oggi sono quasi 250, di tutte le età. “Al momento della sottoscrizione, si paga una quota di 100 euro una tantum – spiega Merlo – che viene poi restituita nel caso in cui la persona decide di abbandonare la cooperativa. Essere socio consente di acquistare nell'emporio ma comporta anche l'impegno di dedicare tre ore del proprio tempo ogni cinque settimane per gestire il negozio, occupandosi per esempio della cassa, della selezione o della sistemazione dei prodotti sugli scaffali”.

 

Tra gli scaffali dell'emporio solidale “si trovano i prodotti base per la vita quotidiana: pasta, riso, pane, the, caffè, frutta e verdura, yogurt, prodotti di cosmesi e detersivi. Carne e pesce vengono forniti solo su preordinazione dei soci: vogliamo evitare gli sprechi – continua Merlo. - Nei prossimi mesi avremo tutti i prodotti”.

foto Edera

 

I prodotti vengono selezionati per la loro qualità e per la garanzia che la loro produzione rispetti principi e valori di sostenibilità sociale e ambientale. Incontriamo e conosciamo i produttori, selezioniamo i prodotti uno a uno. Sono produttori trentini, ma anche dalle altre regioni italiane e acquistiamo anche prodotti dall'estero purché siano certificati equo solidali” aggiunge la presidente di Edera.

 

Quello che Edera propone è una rivoluzione culturale: è uno spazio che mette al centro le relazioni umane e un nuovo rapporto con il cibo. “E' un modo di pensarsi comunità, per aiutarsi l'un l'altro con spirito mutualistico, per contribuire tutti assieme a ridurre il nostro impatto ambientale. La comunità è più forte del singolo - conclude Merlo – e, proprio come l'edera, più avvolgente e più resistente”.

 

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