Violenza di genere, Sgarbi (VIDEO): "Non è patriarcato ma ignoranza. A scuola si educhi alla poesia, più che alla sessualità. Chi ascolta Chopin non può uccidere"
Il presidente di Mart e Mag, Vittorio Sgarbi interviene sul tema della violenza di genere e sulla musica. Ecco il pensiero del critico d'arte

TRENTO. "A scuola si educhi alla poesia e all'arte, più che alla sessualità e ai sentimenti". E' questo il pensiero di Vittorio Sgarbi. Il presidente di Mart e Mag parla della violenza di genere. "Nella mia vita il ruolo delle donne è stato assolutamente positivo: ho avuto solo amicizia e amore, mai danno, dalle donne. Anche le polemiche le ho fatte con i maschi".
Il critico d'arte e sottosegretario alla cultura è intervenuto a margine della Biennale International Art Meeting a Palazzo Stampa di Soncino. "Ciò vuol dire educare alla poesia, alla bellezza, alla lettura di testi con storie spirituali di grande bellezza come quelle di Dante e Beatrice o Tristano e Isotta, più che alla sessualità o a i sentimenti che sono dentro di te", le parole di Sgarbi a Alanews. "L'arte, come quella di Caravaggio e Artemisia Gentileschi, ti induce a sentire qualcosa di altro che ti porta naturalmente a non essere violento. Non ne farei una questione patriarcato di forza del maschio, ma di ignoranza che ti porta a pensare che una persona sia tua e che il possesso sia un obiettivo e tu puoi usare qualunque mezzo".
Per il critico d'arte la violenza di genere non è riconducibile al "patriarcato quanto all'ignoranza", poi Sgarbi spazia sulla musica con riferimento al rap e al trap, quest'ultima al centro delle polemiche per testi violenti e sessisti anche per un evento a Trento.
"Della musica rap so poco. Per me la musica è Mozart, Puccini, Verdi, Chopin. Preferisco Chopin a qualsiasi rap. Non mi pare che l'educazione possa venire dalla musica di Fedez. Viene meglio da Morgan che è colta o può insegnare Beethoven. Non credo che possa farlo Fedez o qualche rappista. Uno che sente Chopin non può uccidere", conclude Sgarbi.












