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Belluno
15 giugno | 15:43

Donazioni di sangue, nel Bellunese sono state 13mila: quasi la metà esportate ad altre aziende sanitarie più in difficoltà

Il Sit Crcc di Cagliari ha ricevuto 4377 donazioni, l’accordo ne prevedeva minimo 4000, e il Sit di Mestre 3 dell’Ulss Serenissima ha avuto 1007 cessioni, con l’accordo che ne prevedeva almeno 1000. Si è intervenuti poi anche nei Sit di Padova e Verona cedendo rispettivamente 202 e 25 donazioni extra accordi; tutto ciò per garantire l’autosufficienza regionale e nazionale

BELLUNO. Sono state quasi 13mila le donazioni di sangue fatte nel 2023 e oltre 1.200 quelle di plasma. Numeri molto importanti se si pensa che il fabbisogno dell'Ulss1 Dolomiti è di circa la metà e che, quindi, Belluno può permettersi di esportare il sangue verso aziende sanitarie più in affanno. E' questo uno dei punti focali emersi ieri, nella sede della direzione generale dell'Ulss 1 Dolomiti, nella panoramica dell’attività che viene svolta costantemente sul territorio per quanto riguarda le donazioni di sangue; la data scelta per l’incontro è stata dettata dalla giornata mondiale del donatore di sangue celebrata il 14 giugno.

 

La dottoressa Ersilia Angela Barbone, direttrice dell’Uoc di Medicina Trasfusionale, ha fatto notare come a livello mondiale si festeggi la 20esima edizione della giornata del donatore ma sul nostro territorio alcune associazioni, impegnate in questo campo, stanno già festeggiando il 70esimo anniversario dalla loro nascita.

 

Passando poi ai dati si è visto, come detto, che, nell’anno 2023, sono state quasi 13.000 le donazioni di sangue fatte sul territorio provinciale e oltre 1200 quelle di plasma da aferesi cedendo anche parte di esse ad altre aziende sanitarie venete e della regione Sardegna: il Sit Crcc di Cagliari ha ricevuto infatti 4377 donazioni, l’accordo ne prevedeva minimo 4000, e il Sit di Mestre 3 dell’Ulss Serenissima ha avuto 1007 cessioni, con l’accordo che ne prevedeva almeno 1000. Si è intervenuti poi anche nei Sit di Padova e Verona cedendo rispettivamente 202 e 25 donazioni extra accordi; tutto ciò per garantire l’autosufficienza regionale e nazionale.

 

Le cessioni ad altre Ulss vengono fatte poiché il fabbisogno della nostra azienda sanitaria viene soddisfatto con circa la metà delle nostre donazioni consentendo quindi l’esportazione delle rimanenti verso ospedali bisognosi. Per quanto riguarda le donazioni e il fabbisogno dell’Ulss 1 si vede che i dati sono in linea con gli anni precedenti. Come ha ricordato il commissario Giuseppe Dal Ben questo ambito ha bisogno di un continuo ricambio di donatori perché ogni anno per fattori anagrafici o di altro tipo possono esserci persone non più idonee; da qui la necessità di svolgere un importante lavoro di sensibilizzazione verso le nuove generazioni, ma non solo, che ha portato nei primi 6 mesi del corrente anno a 539 il numero degli aspiranti donatori e a 412 il numero di coloro che hanno compiuto la loro prima donazione.

 

Importante poi l’uso delle donazioni di sangue anche nei campi della medicina rigenerativa e della ricerca: per quanto riguarda la prima lo stesso Ulss 1 sviluppa emocomponenti sia autologhi, della persona stessa, che omologhi, provenienti da un altro donatore, per trattare numerose patologie specialmente in campo ortopedico, dermatologico ed oculistico mentre l’attività clinica e di ricerca viene fatta in collaborazione con l’Università di Padova. Nello specifico i prodotti di medicina rigenerativa richiesti ed assegnati tra il 2010 e il 2023 sono stati quasi 21000 destinati ad articolazioni, tendini, muscoli, tessuto osseo, cute, cornea e hanno visto una crescita costante tranne nel biennio 2020-21 causa covid.

 

Molto importante anche il lavoro svolto dalle associazioni sia del distretto di Feltre che di quello di Belluno: la Fidas di Feltre, presente da Santa Giustina a Fiera di Primiero, vede un 7% della popolazione idonea attiva nella donazione del sangue contro un 4,5% di media veneta, dispone di 29 sezioni locali e anche di un gruppo giovani, con 30 aderenti, che si stanno occupando di fare attività di informazione nelle scuole e hanno portato 100 nuovi possibili donatori nel bacino oltre a portare idee valide nel campo informatico quali la prenotazione per la donazione attraverso agenda elettronica ed ora anche la possibilità di prenotare la prima visita per verifica dell’idoneità direttamente inquadrando un qr-code presente su un centinaio di roller sparsi sul territorio.

 

L’Abvs di Belluno presenta invece 49 sezioni con oltre 6000 donatori e ha visto in questo ultimo anno un aumento di donazioni di plasma da aferesi. Tra i servizi ha da 15 anni l’ufficio chiamate che sollecita i donatori in base alle richieste di sangue e, vedendo 3 anni fa un problema di ricambio generazionale, ha promosso in varie scuole dei comuni di competenza uno spettacolo dal titolo “Non voglio donare” proprio per stimolare i ragazzi dalla terza alla quinta superiore ad aderire; questo lavoro ha portato ad un più 20% di donazioni nel 2023 incrementate da un ulteriore 5% nel 2024.

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