Contenuto sponsorizzato
Trento
13 ottobre | 06:01

“I soldi delle scommesse per salvare il calcio”. Le parole di Cairo a Trento e la replica delle esperte di Ama: “Associare lo sport all’azzardo crea danni enormi”

Miriam Vanzetta e Giulia Tomasi di "Ama" replicano alle parole di Urbano Cairo che dal palco del Festival dello Sport di Trento ha rilanciato la richiesta allo Stato di destinare al calcio una "percentuale del monte scommesse": "Parole che vanno contro i nostri sforzi nella prevenzione all'azzardo: manca la percezione di quante ferite questo fenomeno in crescita lasci in tante famiglie"

TRENTO. Qual è il livello di disperazione del calcio italiano attuale?

 

A giudicare da quanto emerso dagli “Stati Generali” del pallone durante il Festival dello Sport di Trento, livello alto. Alto alto.

 

Per Urbano Cairo, presidente di Rcs Mediagroup e del Torino Fc, il concetto è ormai un cavallo di battaglia, ma chi lo ha ascoltato al Teatro Sociale venerdì pomeriggio forse avrà pensato di aver capito male.

 

Cairo ha infatti proposto, per risolvere le gravi difficoltà economiche che affliggono un settore in cui ormai da anni costi e ricavi non si allineano nella maniera più assoluta, di destinare al calcio una parte dei fondi incassati dallo Stato dalle scommesse sportive.

 

“Il calcio italiano ha bisogno di un sostegno, o meglio di avere ciò che è suo. Per esempio il monte totale delle scommesse, che ammonta a 16 miliardi, dovrebbe dare una quota al calcio: se noi avessimo ciò che è giusto, come la percentuale del monte scommesse, non chiederemmo nulla a nessuno”. Dichiarazioni del novembre 2023 allo Sport Industry Talk ripetute quasi esattamente anche al Sociale di Trento non più tardi di qualche ora fa.

 

Più ci si pensa, e più gira la testa.

 

Ma come? Il calcio, colpito più volte da scandali sulle scommesse, con tanto di giocatori della Nazionale in terapia contro la dipendenza da gioco d’azzardo e gravati di pesanti squalifiche, che non solo finge che le scommesse non rappresentino un pericoloso problema sociale, ma che anzi vuole la sua parte del bottino?

 

Non sorprende così che sia rimasta spiazzata e colpita dal ragionamento proposto da Cairo anche Miriam Vanzetta, direttrice di Ama, l'Associazione che tra le altre cose si occupa di contrastare le dipendenze come l'azzardo e che agisce sia a livello di sostegno dei giocatori e delle loro famiglie con proposte riabilitative, sia in ambito preventivo e informativo nei confronti della comunità.

 

“Capisco – ha detto Vanzetta a Il Dolomiti - che il quadro economico della situazione del calcio sia complesso, ma la proposta di Cairo è problematica e ancora una volta contraddittoria: dovremmo lavorare per ridurre i rischi e le problematiche che il gioco d'azzardo si porta dietro, invece di cercare di sfruttarlo economicamente. Sembra quasi che si dica: ‘Il problema c’è, tanto vale guadagnarci sopra’”.

 

Calcio in cui, vale forse la pena ricordarlo, tanti club “dribblano” le regole del Decreto dignità che vieterebbe, in teoria, sponsorizzazioni da parte di società di scommesse; e in cui non si contano gli ex calciatori protagonisti di spot tv o di veri e propri contenuti esclusivi che pubblicizzano piattaforme di betting e simili.

 

“Ci sono alcuni Stati – prosegue Vanzetta – che hanno messo in campo misure molto dure contro queste pubblicità all’interno dei contesti sportivi, mi viene in mente su tutti la Polonia. In Italia però come sempre si trova il modo di annacquare le regole e aggirarle”.

 

In un contesto in cui il gioco d'azzardo continua a crescere, e con esso i rischi per i cittadini, la proposta di legare ulteriormente il calcio a questo fenomeno rappresenta un tema delicato che richiede un approccio più responsabile e lungimirante. Così la pensa la referente dell'area "Azzardo: cura e prevenzione" di Ama, Giulia Tomasi.

 

“È un problema culturale - commenta Tomasi -, a maggior ragione quando si uniscono e accostano sport e azzardo. Sono di tutt’altra natura. Dichiarazioni come quella di Cairo vanno contro a tutto il lavoro di prevenzione che portiamo avanti, manca la percezione di quante ferite questo fenomeno in crescita lasci in tante famiglie della comunità”.

 

Anche in Trentino, dove dopo la pandemia i numeri sono aumentati vertiginosamente: “In particolare tra i giovani: nella fascia 18-25 anni abbiamo assistito ad una vera e propria esplosione di questo fenomeno, e oggi l’online ha superato di gran lunga il fisico. Per questi giovani non stiamo parlando di gratta e vinci online, ma di “giochi” che strizzano l’occhio allo sport e al talento. Poker online ma anche tante scommesse sportive. Per questo noi come associazione cerchiamo per quanto possibile di sensibilizzare anche a partire dalle parole: non è gioco d’azzardo, ma solo azzardo. Perché è tutt’altro che un gioco. Ed è quanto di più lontano possibile dai corretti stili di vita e dai valori intrinsechi dello sport”. 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 26 maggio | 11:22
Notte di lavoro per tantissime squadre dei vigili del fuoco chiamate a spegnere un incendio che ha avvolto e distrutto una rimessa
Cronaca
| 26 maggio | 09:41
Un escursionista tedesco di 63 anni risulta disperso e da ieri, lunedì 25 maggio, tra le alture sopra Barcis, in provincia di Pordenone. A [...]
Cronaca
| 26 maggio | 10:16
Il video è stato pubblicato da Carlo Costa ed è stato girato domenica sul Breithorn . Ancona una volta escursionisti con un abbigliamento [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato