Il Comune dà "spazio" al film filorusso, le associazioni alla sindaca reggente di Rovereto: "Una sala pubblica non dovrebbe essere concessa per la propaganda d'odio"
Il Comune di Rovereto ha concesso la sala della Filarmonica per la proiezione del film "Il testimone", il lungometraggio della propaganda russa. Le associazioni EUcraina, Rasom, Aiutiamoli a vivere e Ucraina per amore scrivono alla sindaca reggente Giulia Robol per esprimere "sorpresa, sconcerto e preoccupazione"

ROVERETO. Sorpresa, sconcerto e preoccupazione. "Perché una sala pubblica a un film di odio putinista?". Questo il contenuto della lettera firmata dalle associazioni EUcraina, Rasom, Aiutiamoli a vivere e Ucraina per amore e inviata a Giulia Robol, la sindaca reggente di Rovereto. Il motivo è la proiezione del film "Il Testimone" organizzata alla Filarmonica.
"Un film - spiegano i presidenti delle associazioni, Giovanni Kessler (EUcraina), Stefania Shmits (Rasom), Anzhela Kotyk (Aiutiamoli a vivere) e Halyna Hera (Ucraina per amore) - prodotto l’anno scorso nella Federazione russa per giustificare l’aggressione e l’invasione dell’Ucraina. Il film fa apparire gli ucraini come filonazisti e rafforza così la 'giustificazione' addotta dal dittatore della Russia per massacrare un Paese libero e minacciare (anche con le armi nucleari) l’intera Europa".
La sala della Filarmonica è stata concessa dal Comune di Rovereto. "Il presidente della Federazione russa è sotto inchiesta alla Corte Penale Internazionale per crimini contro l'umanità", evidenziano le associazioni. "Nella sola Mariupol, secondo le stime delle organizzazioni internazionali, il regime di occupazione russo ha ucciso almeno 20mila persone: le fosse comuni, le camere di tortura, gli stupri di massa, i rapimenti dei bambini, migliaia di voci testimoniano i crimini di guerra compiuti dai russi".
La pellicola "Il testimone" è un film di propaganda sul conflitto in Ucraina iniziato oltre due anni fa con l'invasione della Russia e in questo periodo viene proiettato in Italia nonostante le critiche del pubblico e delle autorità.
Il lungometraggio russo sull'invasione dell'Ucraina racconta la storia fittizia di Daniel Cohen, un violinista belga che, dopo un viaggio a Kiev, viene coinvolto nel conflitto e assiste a terribili crimini commessi dai nazionalisti ucraini nel villaggio di Semidveri. Decide così di partire per raccontare al mondo la "verità" su ciò che sta accadendo in Ucraina.
Un film che essenzialmente raccoglie la disinformazione della propaganda russa e che cerca di veicolare le giustificazioni dell'invasione. Una pellicola che arriva anche a Rovereto. E le associazioni sono "sorprese e preoccupate" per proiezione ma anche per la concessione della sala da parte dell'amministrazione comunale della città della Quercia.
"Il film 'Il testimone' ribalta l’accusa contro gli ucraini aggrediti: una spregiudicata operazione di propaganda e istigazione all’odio, tipica delle dittature che stravolgono la realtà e infangano vergognosamente la memoria delle vittime della sporca guerra di Mosca. Una sala pubblica, in un Paese democratico, non dovrebbe essere concessa per la propaganda d’odio di una dittatura che uccide il popolo ucraino e minaccia i popoli di tutta Europa", concludono Kessler, Shmits, Kotyk e Hera.














