Inaugurata la "Chiocciola", un progetto artistico di Giorgio Vazza con il Gruppo operativo giovani per elogiare la lentezza
La nuova opera di land art è il risultato di un progetto pluriennale del Gruppo giovani guidati dall'artista Giorgio Vazza: "La forma a spirale diventa quindi un invito alla riscoperta del valore del tempo e dell’ascolto"

ALPAGO. E' stata inaugurata l'opera "Chiocciola - elogio alla lentezza", un progetto artistico per riflettere sull'importanza di rallentare e prestare attenzione agli aspetti importanti. Un'niziativa di land art che coinvolge l'artista Giorgio Vazza e il gruppo giovani.
E’ stata inaugurata sabato 20 luglio, nell’Oasi naturalistica del lago di Santa Croce, la nuova opera di Land Art frutto del laboratorio che da otto anni coinvolge i ragazzi del Gog-Gruppo operativo giovani del Comune di Alpago, guidati dall’artista Giorgio Vazza, dando vita a un importante momento di condivisione attraverso l’arte che negli anni si è espressa in forme quali il nido, il pesce, l’occhio, l’uccello, il cavallo, l’uovo, la veste e quest'anno l’opera “Chiocciola – elogio alla lentezza”.
“L’arte è mandare dei messaggi quindi noi abbiamo cercato di fare un elogio alla lentezza perché il mondo di oggi corre troppo veloce e perdiamo di vista la realtà e le cose più importanti", ha commentato l’artista Giorgio Vazza. "La forma a spirale diventa quindi un invito alla riscoperta del valore del tempo e dell’ascolto e rappresenta la modellazione, la forma, i sacrifici che ogni ragazzo ha fatto nel contorcere i rami per dare all’opera l’aspetto tecnico finale. La chiocciola segue la spirale logaritmica di Fibonacci che rappresenta una progettazione e un pensiero che anticipa la realizzazione dell’opera"
Invece Sonia Vazza ha curato la lettura della poesia di Franco Arminio, poeta e paesologo italiano, tratta dalla raccolta Cedi la strada agli alberi – poesie d’amore e di terra, perfettamente in sintonia con l’opera: “Abbiamo bisogno di contadini, di poeti, gente che sa fare il pane, che ama gli alberi e riconosce il vento. Più che l’anno della crescita, ci vorrebbe l’anno dell’attenzione. Attenzione a chi cade, al sole che nasce e che muore, ai ragazzi che crescono, attenzione anche a un semplice lampione, a un muro scrostato. Oggi essere rivoluzionari significa togliere più che aggiungere, rallentare più che accelerare, significa dare valore al silenzio, alla luce, alla fragilità, alla dolcezza”.
A seguire don Christian Mosca, della parrocchia di Puos d’Alpago, ha espresso il suo apprezzamento per la scelta del tema “elogio alla lentezza” facendo notare come la lentezza sia vista oggi come un difetto ed ecco che dargli valore crea una provocazione, se non proprio una rivoluzione, ed un mezzo di protesta a questo mondo che corre così velocemente spingendo le persone a voler ritrovare un po’ di lentezza utile a rigenerare mente e corpo.
Beatrice Saviane, dell’amministrazione del Comune Alpago, ha fatto poi un breve focus sulle attività che i ragazzi del Gog stanno portando avanti in questi giorni: per quanto riguarda le manutenzioni e la cura del territorio a Pieve d’Alpago hanno sistemato il bocciodromo e il palco del parco insieme a dei volontari adulti, alcune ragazze a Mezzomiglio hanno sistemato il sentiero guidate da un tutor del Cai, a Puos d’Alpago ai campi sportivi è stata fatta una pulizia insieme al gruppo Plastic Free che già gli scorsi anni aveva collaborato con il comune.
A Cornei è stato preparato il materiale per la sagra e sistemato il parco e infine a Bastia è stato sistemato il parco. Nell’ambito del sociale alcuni ragazzi si sono occupati di fare una passeggiata e delle attività con i nonni e altri hanno dato una mano al centro estivo della parrocchia di Puos. Insieme a Denise Barattin altri ragazzi hanno iniziato a realizzare un murales ai campi sportivi di Puos.
Francesca Gaio, coordinatrice del Gog, ha voluto fare un focus sul progetto e su come si è evoluto negli anni: il progetto nasce nel 2009 e vede oggi alcuni ragazzi che hanno partecipato negli scorsi anni essere tutor volontari di quelli che partecipano oggi. Ogni anno al progetto viene dato un tema che quest’anno si riassume in “dammi l’esempio” che non vuole essere un invito ad imitare ma seguire la scia mettendoci del proprio fondendo quindi l’esperienza degli adulti con l’innovazione dei giovani.












