Morte Kj1, "L'abbattimento è un fallimento", De Guelmi: "L'artefice di una cattiva gestione si erge a paladino della sicurezza ma dimentica le gravi responsabilità"
L'ex veterinario che è stato responsabile del benessere e dell'anestesia degli orsi durante le fasi di cattura in Trentino, Alessandro De Guelmi, sulla morte di Kj1: "Triste e tragico epilogo di una storia annunciata. In ritardo di 20 anni sulla prevenzione e piano Pacobace da rivedere ma oggi le modifiche sono impensabili"

TRENTO. "Triste e tragico epilogo di una storia annunciata". Queste le parole di Alessandro De Guelmi, l’ex veterinario che è stato responsabile del benessere e dell'anestesia degli orsi durante le fasi di cattura in Trentino commenta la rimozione di Kj1 nelle scorse ore. "Se non si investe in ricerca e nel monitoraggio con l'obiettivo di migliorare le nostre conoscenze sulla popolazione degli orsi trentini e del loro utilizzo del territorio, avremo sempre più animali su cui intervenire mediante l’abbattimento".
Discendente di Jurka e Joze, l'orsa era "forse più vecchia in Trentino. Dal punto di vista genetico ha svolto il suo lavoro con numerose cucciolate". L'ex veterinario non ha mai avuto "incontri diretti" in operazioni particolari con Kj1, "un plantigrado che ha insegnato a essere tendenzialmente elusivi rispetto all'essere umano, anche se gli ultimi esemplari hanno avuto vicende sfortunate e sono diventati confidenti". Tra i figli rientrano, infatti, sono F43 (morta in val di Ledro durante le fasi di cattura per posizionare il radiocollare), M57 (trasferito in Ungheria) e M62 (nella black list della Provincia ma ucciso da un altro orso).
L'ex veterinario evidenzia, però, il molto lavoro da fare in termini di prevenzione e di buone pratiche nella gestione del territorio. "C'è un ventennale ritardo nella sostituzione dei bidoni dei nostri rifiuti organici che per anni hanno attirato e continuano ad attirare gli orsi nei centri abitati. Allo stesso modo la pratica, ancora consentita, del foraggiamento artificiale degli ungulati a scopo venatorio, continua a condizionare i plantigradi all’uomo rendendoli confidenti, problematici e pericolosi per la sicurezza delle persone e per sé stessi".
Oggi la base di partenza nella gestione dei grandi carnivori sono la direttiva Habitat e il piano Pacobace, quest'ultimo è "l'unico regolamento: vecchio di 25 anni - evidenzia De Guelmi - elaborato da tecnici capaci, ma ormai superato. Non siamo stati in grado di modificarlo seguendo il naturale incremento numerico della popolazione degli orsi e il loro spostamento sul territorio. Non possiamo certo pensare di modificarlo in questo momento di ansia e di psicosi collettiva, in cui la riflessione e i pareri tecnici sono sempre meno considerati".
Il piano Pacobace prevede la rimozione di un esemplare "però l’abbattimento di un animale protetto quale l’orso non può che segnare il fallimento della politica, ma in generale anche l’incapacità della società civile di confrontarsi in modo aperto e costruttivo su temi divisivi. Paradossale che il maggior responsabile politico di questa cattiva gestione degli orsi in Trentino si erga adesso, attraverso proclami inattuabili e l'emanazione di ordinanze, a paladino della sicurezza delle persone, dimenticando le sue gravi responsabilità in merito alle manifeste carenze in termini di ricerca, monitoraggio, conoscenze, informazione, comunicazione e prevenzione in generale", conclude De Guelmi.












