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Prende forma il progetto "Commons", il piano di rigenerazione urbana parte con 18 macchinari per la manutenzione degli spazi all'ex caserma

Sono stati presentati i risultati del progetto "Commons", un'iniziativa portata avanti dal Coordinamento delle associazioni gestrici dello Spazio Ex di Belluno

Di Antonio Gheno - 18 maggio 2024 - 23:36

BELLUNO. Sono stati presentati sabato 18 maggio i risultati del progetto Commons”, portato avanti dal Coordinamento delle associazioni gestrici dello Spazio Ex di Belluno, un’iniziativa nata ancora nel 2017 che poi ha avuto dei rallentamenti causati da dei lavori che hanno interessato l’area dell’ex caserma Piave, con un progetto di rigenerazione urbana prima, e poi con l’avvento del Covid che ha letteralmente cambiato il mondo e di conseguenza anche l’evolversi di questo piano.

 

A introdurre la presentazione Nicola De Toffol del Csv Belluno-Treviso che ha seguito la chiusura del bando e Lorenzo Bogo, coordinatore dell’assemblea di gestione dello Spazio Ee che, ringraziando il Csv per il supporto fornito, ha voluto dedicare questo momento al ricordo di Nevio Meneguz, allora direttore del solo Csv Belluno recentemente scomparso, che seguì l’apertura del bando e le fasi più complesse negli anni dei rallentamenti dovuti agli eventi citati.

 

Ringraziando poi tutti gli attori coinvolti, in un progetto portato avanti per anni, ben oltre le previsioni, lo stesso Bogo ha affermato: “Grazie ai tanti momenti di condivisione messi a segno nel tempo, si sono instaurate dinamiche gestionali che hanno dato poi vita all'assemblea di gestione. Inoltre la progettazione comune, che ha incluso l’idea di coinvolgere nelle attività persone con debolezze di varia natura, è diventata uno dei principi mutualistici alla base della vita associativa nell'area. Dal punto di vista materiale il valore aggiunto è stato fondamentale grazie all'acquisto di quelli che tuttora sono i mezzi di manutenzione ordinaria utilizzati”.


L’area, di proprietà del Comune di Belluno e affidata alle associazioni per la parte gestionale, ha visto infatti, nel corso del tempo, diversi interventi di progettazione partecipata da parte delle associazioni assegnatarie, organizzate in un’apposita assemblea di gestione, che nello specifico oggi sono I.P.B.C.-Insieme per il bene comune, Slow Machine, Tib Teatro, Radioamatori Valbelluna, Gruppo 90, Radioclub Belluno N.O.R.E., Cooperativa Scout S. Giorgio, Scout Agesci, Casa Dei Beni Comuni, Associazione italiana Arbitri, Banco Alimentare Charles Péguy.

 

Tornando ad analizzare il progetto “Commons” lo stesso è stato finanziato all’interno di un vecchio bando per la co-progettazione sociale, riferito all’anno 2017, dell’allora solo Csv Belluno ed ha previsto un progetto di manutenzione condivisa degli spazi comuni dell'ex caserma Piave.


Nonostante l’allungarsi dei tempi, al termine i risultati concreti si sono visti su più fronti: ci sono stati l’acquisto di mezzi per la manutenzione dell’area, una formazione specifica per persone svantaggiate, la creazione di incontri organizzativi e al contempo di solidarietà e scambio tra associazioni e, infine, l’acquisto di un defibrillatore ad uso comune di tutta l'area e già installato presso lo Spazio Ex. In totale nel progetto sono stati impegnati oltre 10 mila euro.

 

Prima tappa del percorso è stata la costruzione di un parco macchine per la manutenzione della vasta area, concretizzatasi nell’acquisto di diversi mezzi: una motosega a scoppio, un decespugliatore, un motocoltivatore e alcuni accessori aggiuntivi per quest’ultimo. Grazie a queste attrezzature, le associazioni possono ora essere autonome nella gestione ordinaria degli oltre 19 mila metri quadri dell’area interessata.

 

Secondo risultato raggiunto è stata la condivisione di un calendario di giornate comunitarie di manutenzione organizzata, sfociate poi in un regolamento di gestione delle aree in accordo con il Comune. Grazie al progetto, inoltre, è stato possibile coinvolgere nei lavori alcune persone svantaggiate, segnalate dai servizi sociali del Comune di Belluno.

 

La professionalità acquisita sul campo e i corsi di formazione relativi hanno consentito a 2 di loro di trovare effettivamente un lavoro: lo Spazio Ex è stato utilizzato come laboratorio di welfare e di co-partecipazione dove, in particolare, questo progetto si è concentrato sul coinvolgimento dei soggetti deboli, strutturando un pacchetto di formazione sul tema di manutenzione e sicurezza, progettato ad hoc assieme al Centro per la Formazione e la Sicurezza e svoltosi proprio all’interno dello Spazio Ex, spendibile anche sul mercato del lavoro.

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