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Trento
02 giugno | 09:49

Senzatetto, alla 'Mensa della provvidenza' 120 persone al giorno: ora cambierà sede, la decisione comunicata ai volontari

Il servizio non cambierà nome "per fedeltà alla sua storia e per indicare la sua caratteristica essenziale" e continuerà ad accogliere le persone bisognose con una nuova zona destinata anche a nuclei familiari

 

 

TRENTO. La "Mensa della Provvidenza" di Trento, dopo trent'anni, lascia la sede storica dell'ex convento dei frati Capuccini alla Cervara e avrà una nuova sede: da settembre, infatti, sarà trasferita in centro nell'attuale Centro di Ascolto Caritas in via Giusti.

 

La nuova struttura sarà interessata a breve da importanti lavori di adattamento, per poter ospitare dall'autunno un refettorio in grado di continuare ad accogliere le persone bisognose, con una nuova zona destinata anche a nuclei familiari, nuove cucine e più adeguati spazi di servizio.

 

La decisione dello spostamento è stata già comunicata – in un incontro a cui erano presenti il delegato dell’Area Testimonianza e Impegno sociale don Mauro Leonardelli e il direttore della Fondazione Caritas Fabio Chiari - ai numerosi volontari che si alternano nella preparazione e nella distribuzione del pasto serale attualmente a beneficio, mediamente, di 120 persone per lo più senza dimora.

 

Lo spostamento della mensa consentirà inoltre ai frati Cappuccini, come da loro espressamente chiesto nei mesi scorsi, di disporre dell’intero complesso di proprietà e di destinare l’ex convento alle finalità che riterranno più opportune, con i religiosi che faranno dono alla Diocesi, per la nuova struttura, dei mezzi e di tutta l’attrezzatura attualmente in uso per la mensa.

 

L'aspetto più importante è però che, in via Giusti, le persone più povere potranno continuare a bussare alla porta della “Mensa della Provvidenza”, il cui nome peraltro non cambierà.

 

"Questo per fedeltà alla sua storia, ma anche per indicare la caratteristica essenziale di un servizio davvero provvidenziale - viene spiegato - perché cresciuto grazie alla generosità di chi dona materie prime e offre sostegno economico e in virtù di quel piccolo esercito di volontari che da sempre prestano la loro opera in cucina o nel servire i pasti: saranno loro, infatti, la colonna portante della mensa anche per il futuro".

 

 

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