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Si chiude la collaborazione tra il Gambero Rosso e il 'nostro' Nereo Pederzolli: ''Sono fortunato, a oltre 70 anni si parte con nuove sfide''

Firma prestigiosa della famosa casa editrice specializzata in enogastronomia ha assegnato ''bicchieri'' e recensito cantine dando lustro e prestigio al mondo del vino trentino. Dopo 30 anni si chiude questa collaborazione. Prosegue quella su il Dolomiti a maggior ragione dopo le inchieste realizzate sulla nostra testata proprio sul mondo del vino locale, vero atto d'amore per il settore che non può accontentarsi solo di brindisi autoreferenziali ma necessita di critiche costruttive per non restare fermo al palo

Di Luca Pianesi - 21 giugno 2024 - 06:56

TRENTO. Si potrebbe dire che ''si chiude una porta e si apre un portone'' ricordando un vecchio adagio popolare. Dopo 30 anni da protagonista il 'nostro' Nereo Pederzolli va a chiudere la sua storica collaborazione con il Gambero Rosso famosissima casa editrice italiana specializzata in enogastronomia. Nereo per tre decenni ha assegnato ''bicchieri'' e recensito cantine dando lustro e prestigio al mondo del vino trentino, promuovendolo e aiutandolo a crescere. Oggi si cambia e si cambia in meglio perché le proposte fioccano e le idee (anche da sviluppare con il Dolomiti, ne vedrete delle belle) pure.

 

''Sono una persona fortunata - spiega Pederzolli interrogato al riguardo visto che la notizia del suo fine percorso con il Gambero, corre soprattutto negli ambienti del vino nazionale -. A oltre 70 anni ho la possibilità di avviare una nuova esperienza e sono veramente felice. Sono iscritto all'ordine dei giornalisti dal 1° giugno 1974 e dopo anni di carta stampata tra Messaggero, La Repubblica, l'Alto Adige e ancor più anni in Rai oggi sono ancora qui con la stessa voglia di allora di raccontare il mondo che mi circonda, scovare storie e novità restando sempre e comunque libero da imposizioni, lacci e lacciuoli''.

 

Con il Dolomiti Nereo (firma storica, ormai del nostro giornale, visto che è a bordo da sette anni quando il quotidiano finirà a settembre per compierne otto) ha trovato una casa dove potersi esprimere sempre e comunque fedele ai suoi principi e la dimostrazione plastica di ciò sono stati una serie di articoli pubblicati recentemente sul vino trentino. Personalmente, da direttore della testata, li ho trovati (e passo alla prima persona singolare non a caso) un vero atto di amore di Nereo verso quel mondo che per anni ha valorizzato tra ''bicchieri'' e recensioni. Una serie di inchieste accurate e puntuali (tra l'altro alcune scritte a quattro mani con altri giornalisti della nostra testata) dove si ribadiva come il vino trentino possa contare su prodotti straordinari ma al tempo stesso rischi, prima di tutto adagiandosi nell'autoreferenzialità, di perdere ''treni'' che altrove stanno cogliendo che negli anni a venire potrebbero costare carissimo al comparto.

 

Facile, facilissimo, darsi pacche sulle spalle tutti i giorni, dirsi bravi e farsi i complimenti. Alzare i bicchieri e scambiarsi sorrisi. Più difficile (ma cento volte più importante) per chi fa la professione di Nereo (e quindi la nostra) è elaborare critiche, con finalità costruttive, e per chi le ''subisce'' saperle trasformare in opportunità, specie se arrivano da chi conosce tutto del settore di cui scrive e non parla certo per sentito dire. Insomma come il Dolomiti non possiamo essere che contenti che Nereo continui la sua collaborazione con la nostra testata, che ogni giorno può contare su oltre 150mila lettori, parlando di vino (tanto) e raccontando storie legate all'enogastronomia e non solo. E come dicevamo ci saranno tante sorprese. Il portone è bello aperto. Stay tuned.

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