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Trento
23 settembre | 20:11

Tra 3 mesi l'Osteria storica Morelli chiude e lo chef Fiorenzo Varesco cerca un successore: "Il lavoro non manca: speriamo qualcuno voglia portare avanti la storia del locale"

Dopo 16 anni e aver rilanciato il locale chef Fiorenzo Varesco va in pensione. Attiva la ricerca di una nuova gestione: "Mi dispiace lasciare l'attività ma è arrivato il tempo di smettere, speriamo possa arrivare qualcuno che voglia mettersi in gioco e continuare la storia dell'osteria"

PERGINE VALSUGANA. "Il lavoro non manca: sono tanti i clienti affezionati che passano per un saluto, altri invece vogliono provare la cucina prima della chiusura". A dirlo Fiorenzo Varesco, chef dell'Osteria storica Morelli a Canezza. Un ristorante che nei suoi 16 anni di gestione è diventato un punto di riferimento per la qualità delle proposte, conosciuto in tutto il Nord-Est. A fine anno, però, la meritata pensione e la ricerca di una nuova gestione che possa dare continuità a questo locale. "Mi dispiace lasciare l'attività ma è arrivato il tempo di smettere".

 

L'azienda è stata fondata da Cristiano Morelli, l'osteria viene aperta nel 1751 a completare l'attività del mulino. Alla fine del Settecento suo figlio Giovanni Battista avviò anche un salumificio che si conquistò un grande prestigio, tanto che nel periodo asburgico i suoi salumi arrivarono fino alle mense imperiali di Vienna. Una storia che ha attraversato le epoche.

Agli inizi del Duemila, l'osteria era un po' in difficoltà e reduce da una serie di cambi di gestione. Il compito rilanciare il locale è stato affidato a Varesco. Originario della val di Fiemme, lo chef aveva riscosso grande successo in Alto Adige per la ricerca della qualità sulla base della territorialità, della stagionalità e della tradizione.

"Ho coltivato la passione per la cucina fin da piccolo". Poi il trasferimento alle porte della val dei Mocheni. Una scelta dettata "dalla volontà di avere un locale che non fosse su una direttrice turistica. Dopo tanti anni impegnato con i turisti cercavo una nuova esperienza". 

Una sfida accettata e vinta. Anni di riconoscimenti: dal Golosario all'Award Best Gurmet of Alpe Adria come Miglior osteria dell'anno, ma anche la Chiocciola assegnata da Slow Food ininterrottamente per 15 anni consecutivi e il Bib Gourmand che la Guida Michelin assegna ai ristoranti per il migliore rapporto qualità-prezzo.

 

Il risultato di una carriera spesa nella ricerca e nella promozione dei piccoli produttori del Trentino Altro Adige. A fine anno ci sarà il passaggio di consegne. "Il lavoro non manca e questo mi riempie di soddisfazione". E' in corso una selezione per trovare un successore alla guida della storia Osteria. 

 

"Per ora c'è stato qualche interessamento ma nulla di concreto. C'è ancora tempo e speriamo che qualcuno voglia mettersi in gioco in questa osteria e proseguire la storia di un locale speciale", conclude Varesco.

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