"Un percorso per valorizzare la minoranza ladina", arriva il progetto "Filò Ladin": un dizionario digitale per la divulgazione di parole e tradizioni
Un progetto che si inserisce nell'ambito di diverse iniziative per valorizzare la minoranza ladina. A scuola c'è il piano "Plurilinguismo, interculturalità e metodologia Clil con il ladino"

BELLUNO. La Provincia di Belluno ha presentato, ufficialmente in questi giorni, il progetto “Filò Ladin” creato per raccontare il territorio provinciale ed in particolare le varietà linguistiche delle aree del Cadore, del Comelico, dell’Agordino e dello Zoldano, attraverso un lavoro partecipativo che ha visto il coinvolgimento di 13 istituzioni quali il Comune di Val di Zoldo, il Museo del Ferro e del Chiodo, il Museo etnografico di Goima, il Museo Albino Luciani, l’Ecomuseo Valle del Biois, l’Union Ladina Val Biois, il Musla - Moviment de Union e Sensibilisazion Linguistica del Agordin, il Museo geologico di Agordo, l’Union Ladign da Selva, il Museo del Seggiolaio Gosaldo, l’Union Ladina del Cadore de Medo, la Magnifica Comunità di Cadore, e Algudnei - Spazi per la cultura ladina del Comelico.
“Si tratta di un percorso che la provincia ha intrapreso da almeno due anni per andare a valorizzare la minoranza ladina, grazie anche alla collaborazione della regione del Veneto, attraverso varie iniziative i cui risultati si sono visti specie negli ultimi mesi come la creazione del telegiornale in lingua visibile su Telebelluno, il trasferimento del fondo dell’ex Istituto ladino di Borca presso la Biblioteca storica cadorina di Vigo di Cadore e ora il dizionario digitale” ha commentato il presidente della provincia con delega alle minoranze linguistiche Roberto Padrin.
A Daniela De Carli, segretaria generale della provincia, il compito di illustrare l’iniziativa: “Il progetto è stato presentato nel 2021, e finanziato l’anno successivo, nell’ambito della legge 482/1999 che tratta delle “norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche” con l’obiettivo di valorizzare i musei presenti sul territorio, e il sapere delle persone che li gestiscono, attraverso la digitalizzazione e di promuovere successivamente delle attività con le scuole. Nel nostro percorso abbiamo incontrato il museo digitale Dolom.it che ha una piattaforma digitale già strutturata in tal senso e si è pensato quindi di creare al suo interno la sezione dedicata”.
Per quanto riguarda le attività nelle scuole, nei mesi scorsi si è concluso il progetto strategico pluriennale “Plurilinguismo, interculturalità e metodologia Clil con il ladino”, presentato nell’ambito della programmazione strategico 2013-2018 del Fondo Comuni confinanti e che prevede l'insegnamento di alcune materie in una lingua straniera, cosa che può essere adottata anche per il ladino, come avvenuto nell’ambito del progetto pluriennale a cui hanno aderito diverse scuole nella parte alta della provincia.
Dando uno sguardo alla pagina dedicata nel sito https://museodolom.it/filo-ladin/ si possono trovare raccolte 70 parole associate a tradizioni, mestieri, piatti tipici, luoghi, abitazioni e fenomeni atmosferici che caratterizzano o hanno caratterizzato le vallate dell’Alto Bellunese. Per ogni termine sono visibili anche delle fotografie, anche di oggetti museali, racconti di vita e di comunità e file audio che ne riproducono la pronuncia corretta. La divulgazione di tali termini si estende anche ai canali social Instagram e Facebook di Museo Dolom.it, che ogni settimana condivide un nuovo termine.
Il termine filò, che dà il titolo alla pagina, è stato scelto perché indica una tradizione locale che consisteva nel ritrovarsi della comunità attorno al larìn, focolare, per condividere storie ed esperienze. Filò Ladin ha adottato un metodo simile connettendo digitalmente i vari soggetti coinvolti che, tramite incontri in videochiamata quasi settimanali per sei mesi, si sono confrontati sulla scelta delle parole significative, sulla creazione di una narrazione delle stesse ed infine sul caricamento dei materiali sul sito di Dolom.it che è aperto ad accogliere nuovi termini e nuovi contributi da parte di altri soggetti che volessero ampliare questa raccolta.
Molto soddisfatti i partecipanti al progetto che hanno fatto presente di aver visto tra loro delle comunità appassionate del proprio territorio, un bel clima di condivisione e conoscenza reciproca, un’occasione di scambio e confronto e una possibilità in più di poter tramandare la cultura locale alle nuove generazioni.












