“Un turismo legato ai piccoli scrigni di storia e arte che sono le nostre chiese”: parrocchie aperte grazie a quattro ragazzi 'ciceroni'
Grazie a quattro giovanissimi volontari nel Bellunese ecco una nuova iniziativa di turismo culturale per valorizzare le chiese di Vallada Agordina: “Si tratta di un servizio importantissimo per chi frequenta le nostre montagne”

BELLUNO. La promozione del territorio nel Bellunese passa anche dalla passione e dagli sforzi di quattro giovanissimi 'ciceroni', che hanno tenuto aperte per tutta l'estate le chiese di San Simon ad Andrich e San Rocco a Celat (a Vallada Agordina), raccontandole con entusiasmo ai visitatori. A riportarlo è la stessa Provincia di Belluno, mentre la consigliera delegata al turismo Vanessa de Francesch parla di un “servizio importantissimo per chi frequenta le nostre montagne”.
“C'è un turismo – continua la consigliera – legato alla cultura, ai piccoli scrigni di storia e d'arte che sono le nostre chiese. E sempre più persone ricercano questi luoghi come valore aggiunto all'interno della vacanza o di un semplice giro in montagna. Per noi rappresenta un'offerta in più nella promozione delle Dolomiti bellunesi, uno strumento concreto che ci aiuta a destagionalizzare e quindi tanto di cappello a chi riesce a tenere aperte le chiesette e valorizzarle”.
Come anticipato, a Vallada Agordina sono stati protagonisti quattro giovanissimi (tutti tra i 14 e i 16 anni), impegnati in un progetto di valorizzazione delle chiese dell'area: Oscar Ganz, Martino Tura, Viola de Toni e Giada Tormen. “Prima dell'estate – spiega il sindaco di Vallada, Fabio Lucchetta – a San Simon c'è un importantissimo ciclo pittorico di Paris Bordon, con un'ultima cena che richiama quella celeberrima di Leonardo. La chiesa è stata visitata anche da Sgarbi qualche anno fa. E la valorizzazione che ne hanno dato i nostri ragazzi è spettacolare. Senza di loro sarebbe stato impossibile tenerla aperta, come la chiesa di Celat, per tutto luglio e tutto agosto”.
“Si tratta – conclude De Francesch – di un'operazione di orgoglio territoriale, che valorizza non solo l'offerta culturale ma anche i nostri giovani. Il turismo ha bisogno di questi servizi. E proprio il turismo culturale è fondamentale per ampliare il ventaglio di proposte del territorio e contribuire alla destagionalizzazione. In un'epoca in cui si parla di overtourism, poter differenziare i flussi e dare ai visitatori una chiave cultura della destinazione turistica è sicuramente uno strumento importante”.













