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Belluno
20 dicembre | 08:36

Il turismo fluviale per rilanciare il territorio, la Valbelluna cerca di emergere con canyoning e rafting tra due siti Unesco: "Indispensabile oggi offrire esperienze"

Di fronte a una crescita di popolarità delle attività sportive sui fiumi, Il Dolomiti ha intervistato Christian Da Canal, fondatore di Canyoning Borgo Valbelluna, marchio creato per valorizzare i canyon tra i siti Unesco delle Dolomiti e le Colline del Prosecco. Ecco la sua visione del turismo esperienziale, oggi indispensabile per il rilancio della Valbelluna

BORGO VALBELLUNA. “Da piccolo ho sempre vissuto tra le montagne di Borgo Valbelluna, vicino al canyon di Val Maor, considerato tra i più belli d’Europa. Era il parco divertimenti di noi ragazzi e, crescendo, ho pensato che questo patrimonio doveva essere fatto conoscere: perché infatti non capire se qualcosa, per noi naturale, può aprirsi anche agli altri?”.

 

Così Christian Da Canal descrive l’inizio della sua attività tra le acque della Valbelluna. È il fondatore di Canyoning Borgo Valbelluna, marchio nato per valorizzare i canyon situati tra i siti Unesco delle Dolomiti e le Colline del Prosecco. Qui, in realtà, il turismo fatica a trovare unità di vedute tra gli operatori, tutti però d’accordo su una cosa: il turista, oggi, cerca l’esperienza (qui l’articolo) e la Valbelluna è il posto ideale per offrire un approccio lento e consapevole che, unico, può rilanciare in modo sostenibile i territori.

 

Chi vuole fare turismo - prosegue Da Canal - deve farlo di professione, non come lavoro integrativo. Un prodotto turistico, per essere tale, deve infatti essere ripetitivo, cioè offerto più volte al giorno, e continuativo, quindi garantito per un dato periodo, che per me inizialmente andava da maggio a settembre”. Oggi invece la sua offerta abbraccia anche autunno e inverno, con canyoning e rafting in muta stagna. “L’anno scorso - aggiunge - ho iniziato poi a muovermi all’esterno con il consorzio Dolomiti Prealpi e mi sono interfacciato con agenzie internazionali che mi hanno permesso di capire come, in alcuni Paesi, queste attività non sono conosciute o sono viste come pericolose. Dovevo perciò proporre qualcosa che nessuno aveva mai fatto”.

Nel 2024 parte allora il progetto del rafting, sondando tratti adatti alle famiglie e altri più adrenalinici. “In questo modo - spiega - possiamo implementare il prodotto sul mercato, ma anche far capire che quello che abbiamo noi non ha nulla da invidiare a zone dove il rafting è ormai consolidato. E scendere lungo il Piave e il Cordevole ammirando le Dolomiti di sera al tramonto non ha eguali”.

 

Tornano quindi le Dolomiti, onnipresenti ormai in tutti i prodotti del territorio, eppure sfruttabili anche senza gli eccessi cui siamo abituati ad associarle. “Per essere competitivi e fare offerte appetibili - nota Da Canal - non possiamo però fare turismo part time: lo dobbiamo fare a tempo pieno, credendoci, e in Valbelluna questo ancora manca. Inoltre è indispensabile vendere esperienze, far provare più attività, da quella sportiva a quella culinaria e culturale”.

Essere tra due siti Unesco è un vantaggio? “Certo non è facile - risponde - perché sono due realtà forti che stanno esplodendo, ma da noi le persone passano per forza: perché allora non fermarle? E lo si fa proponendo più attività, perché spesso non immaginano neanche quante cose belle ci sono”.

 

Unica nota dolente: fare squadra. “È indispensabile - prosegue - e servono anche figure capaci di aggiornarsi in termini di marketing e gestione del cliente. Oggi, ad esempio, sono sempre più diffusi i portali per la vendita di esperienze, ma l'intelligenza artificiale è già oltre: i clienti chiedono direttamente a Chat Gpt dove trovare un certo tipo di vacanza e l’Ia gli dice chiaramente che, a Borgo Valbelluna, puoi fare ad esempio canyoning e rafting con noi. Nel frattempo, sui social, un reel che lo scorso anno andava fatto in un modo, ora devi farlo diversamente: devi perciò stare al passo”. Un’osservazione in realtà non nuova, già ribadita dall’assessore al turismo di Auronzo dopo un’estate in crescendo di presenze turistiche ma sempre più “temporanee” (qui l’intervista).

 

Infine, non manca l’attenzione al territorio. Da ottobre 2025, la Fattoria didattica KeKe e Glo, con Canyoning Borgo Valbelluna e il Museo del porto fluviale e degli zattieri di Borgo Piave, ha infatti promosso il progetto didattico “Gli Zattieri del Piave di ieri e di oggi” che accompagna gli studenti alla scoperta del fiume con attività interdisciplinari. “Promuoviamo la mobilità a impatto zero: andiamo in treno da Belluno a Ponte nelle Alpi, da qui i ragazzi scendono a piedi al fiume dove raccontiamo la parte sportiva e di sicurezza (tema di cui spesso non hanno cognizione) e poi si fa la discesa in rafting fino a Borgo Piave, dove visitano il Museo e ascoltano la parte storica e culturale” conclude.

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