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Belluno
26 maggio | 16:26

Spirito olimpico in quota: al via il progetto dell’Ulss 1 su montagna, sport e salute. Oltre 200 bambini imparano il soccorso alpino e l’inclusione: "Puntiamo sui giovani"

E' partito "Spirito olimpico in quota", il progetto dell’Ulss 1 Dolomiti rivolto ai giovani con iniziative educative ispirate a montagna, sport e salute. Molti i partner coinvolti, che hanno offerto ai bambini un’immersione a 360 gradi nel mondo della montagna, della salute e della sicurezza divertendosi e interagendo in prima persona

BORGO VALBELLUNA. E' partito “Spirito olimpico in quota”, il progetto dell’Ulss 1 Dolomiti rivolto ai giovani con iniziative educative ispirate a montagna, sport e salute. “Ho sempre ammirato il legame tra la popolazione bellunese e il suo territorio. Per questo sono sicuro che la gente di montagna, abituata al sacrificio e al lavoro, utilizzerà nella maniera nella maniera migliore questi fondi, in un progetto che vede uniti bambini, giovani e tante associazioni” afferma Ermenegildo Francavilla, consigliere generale di Fondazione Cariverona.

 

Il titolo completo è "Spirito olimpico in quota: valori olimpici, patrimonio ambientale, stili di vita salutogeni e inclusione” e si inserisce nel contesto della rete dei “Rifugi sani e sicuri”. Il progetto prevede una serie di iniziative educative interdisciplinari in linea con i valori olimpici, con tre incontri tra le Dolomiti bellunesi.

 

Il primo si è svolto oggi al rifugio Pranolz, tra i primi undici ad aver completato il percorso per la certificazione di “Rifugio sano e sicuro”, esposta con orgoglio all’ingresso della struttura. A gestirlo Alessandra Magagnin, che ha aperto le porte a circa 220 bambini delle scuole primarie Luigi Dal Pont di Quartier Cadore (Belluno) e Goffredo Mameli di Sant’Antonio Tortal (Borgo Valbelluna).

 

C’era inoltre una ventina di ragazzi dei centri diurni, coinvolti nel pomeriggio in una prova di rafting lungo il Piave da Ponte nelle Alpi a Belluno: un’ora di navigazione subito accolta con grande entusiasmo da parte loro, dei genitori e degli accompagnatori.


Ma le attività sono tante, grazie ai numerosi partner del progetto: Club Alpino Italiano - Cai Veneto, Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas), Asd Wonder Dolomiteam, Fattoria didattica della Regione del Veneto Kèke e Glò, associazione Canyoning Borgo Val Belluna Dolomiti Rafting, Asd Sci Club Ponte nelle Alpi, Asd Canoa Kayak Club Valstagna e Aps - Asd Equilibero. Divisi per stand, hanno offerto un pieno coinvolgimento nelle rispettive attività: i bambini hanno infatti imparato come funzionano i mezzi del Suem, come avviene un soccorso in barella, le tecniche di rianimazione su un manichino, la prevenzione del melanoma e l’attenzione alle zecche, ma anche come muoversi con il nordic walking, come pagaiare e soccorrere un compagno finito in acqua, come funzionano gli alveari e il processo di produzione del miele. Oltre a fare una vera escursione nell’Altopiano di Melere.

 

Insomma, un’immersione a 360 gradi nel mondo della montagna, della salute e della sicurezza divertendosi e interagendo in prima persona. “A questo incontro - specifica Giuseppe Dal Ben, commissario dell’Ulss 1 Dolomiti - hanno contribuito istituzioni, enti e associazioni e ancora una volta il lavoro di squadra è in qualche modo obbligatorio per ottenere questi risultati. L’incontro nasce all’interno di un percorso di forte integrazione con la comunità bellunese, in particolare sul solco del ciclo di incontriSalute oltre le città", in cui abbiamo cercato di capire come l’area bellunese si possa inserire in un sistema globale di salute. Vogliamo ora continuare il lavoro, puntando in particolare sul coinvolgimento dei giovani in vista dell’appuntamento olimpico: partire dai bambini vuol dire cominciare un percorso per sottolineare l’importanza delle Olimpiadi non solo come evento sportivo ma anche per i valori di comunità, dello stare assieme e dell’inclusione che trasmettono e che trovano nei bambini il tramite migliore per essere portati a casa”.

 

I successivi due appuntamenti si terranno in estate e in inverno. Il progetto, finanziato da Cariverona e co-finanziato dall’Ulss 1 per un importo di 125 mila euro, terminerà a marzo 2026. Prevede percorsi educativi e di confronto multidisciplinari, che integrano la pratica sportiva con la conoscenza del patrimonio locale, valorizzando i principi olimpici e coinvolgendo attivamente scuole e associazioni inclusive verso le persone con disabilità, campagne di sensibilizzazione sulla salute e interventi per valorizzare le strutture alpine.

 

“Un ringraziamento particolare va anche a insegnanti e dirigenti scolastici per la gestione dei bambini. Si dice che le Olimpiadi devono lasciare una legacy: queste sono piccole eredità che i bambini portano a casa, magari con una finalità vocazionale perché forse, tra di loro, ci sono futuri infermieri, medici o volontari del soccorso in montagna” conclude Sandro Cinquetti, responsabile del Dipartimento di prevenzione dell’Ulss 1.

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