Una piazza per Catarina Lanz, la leggendaria eroina ladina: "Un modo per dare valore alla nostra storia"
Il Comune di Livinallongo del Col di Lana ha celebrato un’importante figura storica del territorio, la piazza del Municipio è stata intitolata a Catarina Lanz

LIVINALLONGO DEL COL DI LANA. Il 12 ottobre è stata un’importante giornata di festa per Livinallongo del Col di Lana che ha intitolato la sua piazza a Catarina Lanz, una donna ladina di umili origini contadine nata a San Vigilio di Marebbe nel 1771, che condusse una vita semplice ma si distinse nel servizio alla propria comunità e nella difesa del proprio territorio.
Nel 1797, nell’ambito dell’invasione napoleonica del Tirolo, vi fu una battaglia tra l’esercito francese e le forze del Sacro Romano Impero nella frazione di Spinges, nel Comune di Mühlbach-Rio di Pusteria e, in questo episodio, più fonti testimoniano che Catarina Lanz, armata solamente di un forcone, decise con coraggio di preservare dalla distruzione e dal saccheggiamento, da parte dei francesi, la propria chiesa con il cimitero annesso prodigandosi anche, immediatamente dopo la battaglia, nel recupero dei corpi dei numerosi caduti, dando loro sepoltura.

Nella primavera del 1809, Catarina si trasferì a Colle Santa Lucia alle dipendenze, come domestica, del curato Piere Antone De Thono e visse nel paese per ben 42 anni comparendo numerose volte nei registri parrocchiali come madrina sia di battesimo sia di cresima, segno che fu molto apprezzata dalla comunità. Nel 1851 prese servizio ad Andraz come perpetua del sacerdote Jan Maneschg e lì visse fino alla morte avvenuta nel 1854. Immediatamente dopo la morte, si sparse in paese la voce che Catarina era la “Mädchen von Spinges”, la Ragazza di Spinges, e le furono immediatamente conferiti gli onori militari presso il cimitero di Livinallongo dove venne sepolta e tuttora riposa.
L’importanza che assunse la sua figura in paese portò già nel 1900 alla decisione di realizzare sulla piazza un monumento a lei dedicato, indicendo un concorso pubblico a Vienna che fu vinto lo scultore Josef Parschalk. L’arciduca Francesco Ferdinando, l’erede al trono assassinato a Sarajevo il 28 giugno 1914, per questa questione si recò in incognito a Livinallongo e assunse il patrocinio dell’opera pagando personalmente oltre l’80% del costo di realizzazione.

Nel 1912 il monumento, alto 2,15 metri e pesante 530 chili, prese posto in piazza dove fu rimosso durante la Prima Guerra Mondiale e messo al sicuro a Corvara e poi Rovereto per tornare sulla piazza nel 1964; piazza che dal 1939, anno delle Opzioni, prese il nome di “Piazza 7 novembre 1918” su delibera del Regio Podestà che scrisse come giustificazione che “il 7 novembre 1918 le truppe italiane hanno raggiunto Livinallongo del Col di Lana, riunendo dopo vari secoli di servaggio anche questo paese alla gran madre d’Italia…” operando una chiara forzatura di italianizzazione del paese con una targa che ricordava il passaggio dall’Austria all’Italia come un importante evento di civilizzazione.
Soddisfatto della giornata il sindaco Oscar Nagler che ha così commentato la scelta della nuova intitolazione: “E' evidente che nel 1939, durante il Ventennio, fu compiuta una forzatura volta a operare sul nostro territorio un’operazione di italianizzazione così come accadde per le Opzioni, che divisero intere famiglie messe davanti alla scelta di trasferirsi in Germania o restare rinnegando le proprie origini tirolesi, o con la spartizione della Ladinia in tre province diverse, nel 1923, con l’intenzione di cancellare la “macchia di colore” ladina dalla cartina dell’Italia. Credo che oggi i tempi siano maturi per operare scelte non nazionaliste ma che diano valore alla nostra storia proprio come questa nuova intitolazione della nostra piazza”.
Presenti alla cerimonia numerose delegazioni tra le quali gli Schützen della Val Badia, della Val Pusteria, della Val di Fassa oltre che di Livinallongo, la delegazione della Provincia di Bolzano, i sindaci della Val Badia, l’ULdA, l’Union Generela di Ladins dla Dolomites, una rappresentanza da Innsbruck e la Lia di Comuns Ladins che, nelle parole del suo presidente Giorgio Costabiei, ha voluto sottolineare il fatto che, anche in questa occasione, le cinque comunità ladine de Souramont hanno dimostrato la loro unità stringendosi intorno a un monumento e su una piazza dedicata da oggi a una donna ladina simbolo della difesa della propria cultura, della propria terra e della propria identità.
Dall’organizzazione fanno sapere che, nonostante l’invito, non si sono visti rappresentanti della Provincia di Belluno, territorio nel quale Livinallongo si trova proprio dal 1923.












