Un'alta mortalità per malattie del fegato e arriva una donazione per acquistare un Fibroscan. E' il primo macchinario per la valutazione della fibrosi epatica in provincia
L'ospedale di Feltre ha acquistato un Fibroscan, un avanzato macchinario a ultrasuoni che consente di effettuare un importante esame diagnostico per la valutazione della fibrosi epatica evitando il ricorso alle invasive biopsie epatiche

FELTRE. Da oggi la Gastroenterologia dell’ospedale di Feltre dell’Ulss 1 Dolomiti avrà un fibroscan di ultima generazione che, grazie alla donazione del valore di 80 mila euro da parte di tre enti privati, consentirà ai pazienti di effettuare esami non invasivi per la valutazione della fibrosi epatica attraverso questo macchinario, primo in provincia di Belluno.
Riconoscente il commissario Dal Ben che ritiene questa un’importante donazione per Feltre e per la provincia di Belluno che è soggetta a una mortalità rilevante relativa alle malattie legate al fegato: “Ringrazio Fpb Cassa che ha messo 60.000 euro, l’azienda Vemer che ne ha aggiunti altri 5.000 euro e Arianna il filo della solidarietà che ha coperto la cifra restante con 15.000 euro e che hanno dimostrato tutti insieme, ancora una volta, la sensibilità e la presenza della comunità feltrina verso le esigenze ed i bisogni dell’ospedale”.
Andrea Buda, direttore Uoc Gastroenterologia e direttore Dipartimento chirurgia oncologica gastroenterologica, si è associato ai ringraziamenti del commissario sottolineando come la mortalità derivata da malattie del fegato sia impattante sulla nostra realtà e causata, una volta dell’abuso di alcol, oggi da epatiti virali, da sindromi metaboliche legate ad obesità e diabete, uso di alcuni farmaci e malattie autoimmunitarie.
Per quanto riguarda la situazione feltrina si contano oggi oltre 600 pazienti seguiti dal reparto, più di 200 con epatopatia avanzata, cirrosi, e 15 nuovi casi di epatocarcinoma, tumore al fegato, ogni anno. Le fasi che si riscontrano nell’evoluzione delle malattie epatiche sono dapprima il fegato grasso poi la fibrosi epatica e infine la cirrosi.
Un tempo il metodo più comunemente usato per rilevare lo stato del fegato era la palpazione, seguita poi dalla biopsia epatica introdotta circa negli anni 80 che però, come spiegato da Marco Tollardo dell’Uos Epatologia, consiste in un metodo di analisi invasivo che prevede un prelievo di tessuto epatico da sottoporre ad analisi di laboratorio e che non sempre può essere ripetuto più volte.
Il fibroscan, invece, è un metodo innovativo non invasivo, che può essere ripetuto e prevede un esame, simile all’ecografia, che utilizza ultrasuoni per misurare la velocità di propagazione di onde elastiche nel fegato stimando quindi, attraverso un numero che esce a video, la rigidità dell’organo stesso e quindi lo stato di avanzamento della patologia. I requisiti pre-esame sono molto semplici e prevedono di essere a digiuno da 3 ore e di restare distesi per 5 minuti prima dell’esame, inoltre l’esame può essere effettuato anche da donne in gravidanza e da pazienti con dispositivi impiantabili.
Soddisfatti dell’operazione anche i benefattori che in Fpb Cassa hanno visto Carlo Vadagnini, presidente, sottolineare il fatto che la banca che rappresenta non pensa solo agli affari ma vuole essere sul territorio intervenendo dove c’è bisogno e quindi dando una mano anche alla sanità come già fatto tre anni fa con l’acquisto dell’ecografo per la nefrologia.
La sensibilità verso questo intervento è arrivata da Alessandro Scopel, vice presidente Fbp, che ha evidenziato l’impegno della banca anche verso realtà di volontariato e sport e da Ruggero Lucin, direttore generale Fpb, che ha focalizzato il suo pensiero sull’importanza di investire sul territorio e il futuro attraverso l’innovazione.
Vemer, azienda di Villapaiera ha ringraziato Fpb per il grosso impegno e si è detta soddisfatta di aver preso parte a un’operazione che andrà a beneficio di tutti i cittadini coerente con il mood che dagli anni '90 spinge l’associazione Arianna il filo della solidarietà ad adoperarsi per progettualità utili alla sanità feltrina con un impegno che negli anni ha totalizzato 400.000 euro di donazioni al quale affiancano la prevenzione con momenti di informazione alla comunità.
Il presidente dell’associazione Antonio Bortoli si è detto grato alle aziende che si sono dimostrate sensibili all’acquisto del fibroscan consentendo di raggiungere un importante obiettivo reso possibile anche grazie alla professionalità riscontrata nel reparto dell’ospedale e alla sua disponibilità al confronto con l’esterno. “Un ringraziamento anche alla direzione dell’Ulss 1 che da subito ha capito l’importanza del reparto e l’ha portato ad essere un riferimento regionale”.












