Virus respiratorio sinciziale, negli ultimi 2 anni ricoverati in Trentino 321 bambini con meno di 1 anno. Al via la campagna di immunizzazione
Il direttore generale dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari, Antonio Ferro: "L’immunizzazione contro il virus respiratorio sinciziale è particolarmente importante per proteggere i neonati e i bambini più piccoli"

TRENTO. Negli ultimi due anni per 321 bambini sotto l'anno di vita, il 4% dei nati totali in Trentino, è stata necessaria l'ospedalizzazione: il 20% (cioè 58 piccoli) è stato ricoverato in terapia intensiva. Questi i dati sul virus respiratorio sinciziale sul territorio. L'Azienda provinciale per i servizi sanitari avvia la campagna di immunizzazione.
"Il virus respiratorio sinciziale è altamente trasmissibile e causa di epidemie durante da novembre a marzo con un picco nel periodo dicembre-gennaio", spiega Antonio Ferro, direttore generale dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari. "Anche se nella maggior parte dei casi si presenta in forma lieve, può peggiorare patologie preesistenti e causare gravi complicanze che possono potenzialmente essere fatali. A livello globale si stima che il virus respiratorio sinciziale rappresenti la seconda causa di mortalità pediatrica mondiale dopo la malaria. L’infezione da Vrs è la prima causa di bronchiolite e quindi di ospedalizzazione nei bambini sotto l’anno di vita. L’immunizzazione contro il virus respiratorio sinciziale è quindi particolarmente importante per proteggere i neonati e i bambini più piccoli. Contestualmente, la campagna di immunizzazione ci consente di prevenire l’affollamento dei reparti di pediatria durante i mesi invernali. Concludo ricordando che si tratta di una campagna extra Lea che è partita solo in alcune Regioni; ringrazio l’assessorato per aver colto il carico innovativo di questa campagna strategica per la salute dei nostri bambini".
Nel corso del mese di ottobre arriverà alle famiglie dei bambini nati dal 1 aprile al 31 ottobre 2024 l’invito a recarsi nei centri vaccinali territoriali dell’Apss per la somministrazione dell’anticorpo monoclonale contro il virus respiratorio sinciziale. I nati dal 1 novembre 2024 al 31 marzo 2025 saranno invece immunizzati, direttamente nei punti nascita, prima della dimissione dall’ospedale.
"La bronchiolite – evidenzia Massimo Soffiati, direttore del Dipartimento transmurale pediatrico e dell’Unità operativa di neonatologia dell’Ospedale Santa Chiara di Trento – coinvolge principalmente le basse vie aeree. Quando colpisce bambini e neonati nei primi mesi di vita può determinare una forma di malattia, che in una certa percentuale di casi richiede l'accesso al pronto soccorso pediatrico e, a volte, il ricovero in Pediatria. I casi più complicati, che richiedono supporto respiratorio, vengono ricoverati in Terapia intensiva neonatale per permettere una respirazione efficace. In Trentino, negli ultimi anni, si è avuta una richiesta di ospedalizzazione di questa popolazione pediatrica in linea con i dati internazionali. Negli ultimi due anni 321 bambini sotto l'anno di vita, circa il 4% dei nati totali in Trentino, ha richiesto ospedalizzazione e di questi il 20%, 58 pazienti, è stato ricoverato in terapia intensiva neonatale".
Nel corso del suo intervento la direttrice del Dipartimento di prevenzione, Maria Grazia Zuccali ha affermato: "Non ci sono terapie specifiche per il curare le infezioni da virus respiratorio sinciziale e di conseguenza la prevenzione nel neonato o lattante rappresentano la priorità di sanità pubblica. Recentemente è stato approvato un nuovo anticorpo monoclonale che, con una sola somministrazione, è capace di prevenire le forme gravi di malattia nei neonati e piccoli lattanti nei primi mesi di vita per il periodo corrispondente alla stagione a rischio"
L’invito alle famiglie è di recarsi nei centri vaccinali territoriali dell’Apss per la somministrazione dell’anticorpo monoclonale. "Dal 1998 era disponibile, solo per alcune categorie di bambini più fragili e più a rischio di sviluppare gravi quadri di insufficienza respiratoria in caso di bronchiolite da Vrs, vale a dire prematuri ed ex prematuri, cardiopatici e bambini con patologia polmonare cronica, l'anticorpo monoclonale Palivizumab", commenta Francesca Tota, neonatologa dell’ospedale Santa Chiara di Trento e responsabile della gestione profilassi contro Vrs. "Ora abbiamo a disposizione un anticorpo monoclonale simile indicato per la profilassi universale di tutti i neonati e piccoli bambini nella loro prima stagione epidemica".
Il nuovo piano di immunizzazione nei confronti del virus respiratorio sinciziale approvato dalla Giunta provinciale nel luglio scorso "rappresenta un investimento sul futuro dei nostri bambini e sul benessere dell’intera comunità. La campagna di prevenzione per le infezioni causate dal virus ai nuovi nati permetterà di ridurre significativamente, fino all’80%, i ricoveri ospedalieri, gli accessi al pronto soccorso e le forme più gravi della malattia. La campagna di immunizzazione ci consente quindi di tutelare la salute dei più piccoli e di ridurre la pressione sugli ospedali, limitando i costi e l’impatto sul sistema sanitario. Grazie a un percorso condiviso anche con i pediatri puntiamo a superare il 50% degli aventi diritto all’immunizzazione, che voglio ricordare è volontaria ma vivamente consigliata. Ancora una volta il tema chiave è quello della prevenzione e ancora una volta grazie alla nostra autonomia speciale in Trentino possiamo fare la differenza ed essere innovatori", conclude l'assessore Mario Tonina.













