"Affitti brevi, Regioni e Comuni possono finalmente combattere l'overtourism", la sentenza della Corte fa esultare il Nord Est: "Rimettiamo al centro il diritto all'abitare"
La Corte costituzionale ha chiarito che introdurre limiti, autorizzazioni e criteri urbanistici per le locazioni brevi rientra nelle competenze regionali e comunali, "soprattutto quando l'obiettivo è contrastare gli effetti negativi dell'overtourism e riequilibrare residenza e turismo"

TRENTO. E' un coro unanime di esultanza quello che arriva dal Nord Est dopo una sentenza, molto attesa, della Corte costituzionale: il tema è spinoso e attualissimo, si parla di affitti brevi e overtourism, e poco conta che la sentenza della Corte riguardi la Toscana perché a "cascata" il precedente andrà ad avere impatto sull'intero territorio nazionale.
In sostanza la Corte costituzionale "ha chiarito che introdurre limiti, autorizzazioni e criteri urbanistici per le locazioni brevi rientra nelle competenze regionali e comunali, soprattutto quando l'obiettivo è contrastare gli effetti negativi dell'overtourism e riequilibrare residenza e turismo", come ha affermato in una nota la consigliera regionale del Friuli Venezia Giula Serena Pellegrino (Alleanza Verdi Sinistra).
"La sentenza dimostra che avevamo ragione - prosegue Pellegrino -: regolamentare gli affitti brevi e il turismo non solo è possibile, ma è pienamente legittimo quando serve a tutelare le comunità e il diritto all'abitare. Anche in Friuli Venezia Giulia stiamo assistendo a una locazione distorta che crea difficoltà crescenti a residenti, famiglie e studenti. Lo spopolamento dei centri abitati e la perdita delle comunità locali non sono effetti collaterali inevitabili, ma il risultato di scelte politiche che possono e devono essere corrette".
"Quello che avevo proposto - conclude l'esponente di Avs - non era un divieto, ma una regolazione equilibrata e proporzionata. La Giunta mantenga l'impegno preso e apra rapidamente un percorso condiviso, a partire dalle Commissioni, per governare il fenomeno, prima che il disagio abitativo diventi strutturale anche nella nostra regione".
Parole molto simili a quelle scelte dal consigliere provinciale trentino Paolo Zanella (Pd): "Quando presentammo il nostro ddl per contenere gli affitti turistici brevi molti in commissione e in aula sostennero che si stavano invadendo le competenze civilistiche dello Stato e che si limitava la libera iniziativa privata. Oggi la Consulta sancisce che non è così: avevamo ragione noi!".
"La sentenza della Corte Costituzionale di oggi - prosegue Zanella - riconduce la possibilità di limitare la questione degli affitti turistici brevi alla competenze sul turismo, sul governo del territorio, propria delle Regioni, respingendo tutte le questioni sollevate dallo Stato che riteneva invece la questione civilistica. Le Regioni sono titolate quindi a dare ai Comuni la potestà amministrativa di limitare gli affitti turistici brevi, attraverso autorizzazioni, limitazioni e divieti, ai fini di 'garantire un’offerta sufficiente ed economicamente accessibile di alloggi destinati alla locazione a lungo termine'. Si stabilisce quindi indirettamente - conclude il consigliere del Pd - la preminenza dell'utilità sociale dell'abitare rispetto all’interesse economico del turismo e si riconosce che sono i Comuni, attraverso il loro potere regolatorio, a poter garantire che questo sia riconosciuto, rimettendo al centro il diritto all'abitare, soprattutto nei Comuni ad alta tensione abitativa o pressione turistica. Esattamente quello che sostenevamo noi! Allora torneremo presto ad affrontare la questione in Consiglio".












