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Bolzano
07 maggio | 12:36

Alto Adige, se nel 1950 arrivavano 330mila turisti oggi sono 8,7milioni. Numeri ''esplosi'', Walcher: "Necessario uno sviluppo turistico responsabile”

L'assessore al Turismo: ''L'impressionante aumento degli arrivi e dei pernottamenti turistici ha avuto ripercussioni positive sull'economia dell'Alto Adige. Con una crescita costante del numero di visitatori, l'economia locale beneficia di maggiori entrate, che portano ad una maggiore domanda di servizi e prodotti, che a sua volta crea posti di lavoro e aumenta il reddito dei residenti''

BOLZANO. Il turismo ha modificato profondamente il territorio altoatesino e la sua cultura. Basti pensare che se nel 1950 le persone che arrivavano in Alto Adige erano 330mila nel solo 2024 si è arrivati a toccare quota 8,7milioni con un aumento del 2.542,6%. Il numero di pernottamenti è passato da 1,8milioni nel 1950 a 37 milioni nel 2024 con un aumento del 1930,3%.

 

L'Istituto provinciale di statistica (Astat) ha pubblicato il 7 maggio dei dati dettagliati e indicatori sul turismo in Alto Adige nel periodo tra il 1950 e il 2024, con dati sull'andamento del turismo in serie temporali. Numeri che dimostrano quanto la presenza dei turisti sia diventata impattante e determinante sulla società locale. 

“Il turismo è un rilevante fattore economico”, sottolinea l'assessore al Turismo Luis Walcher: “L'impressionante aumento degli arrivi e dei pernottamenti turistici ha avuto ripercussioni positive sull'economia dell'Alto Adige. Con una crescita costante del numero di visitatori, l'economia locale beneficia di maggiori entrate, che portano ad una maggiore domanda di servizi e prodotti, che a sua volta crea posti di lavoro e aumenta il reddito dei residenti. Il continuo aumento dei turisti ha portato alla creazione di numerosi posti di lavoro nel settore dei servizi, tra cui alberghi, ristoranti, attività ricreative e commercio al dettaglio. Questo aspetto ha fornito un impulso al mercato del lavoro e ha garantito una fonte di reddito stabile a molte persone in Alto Adige. Anche le professioni legate al turismo, come le guide turistiche, gli organizzatori di eventi culturali e i fornitori di servizi di trasporto, traggono vantaggio da questo sviluppo”.

 

Questi i pro ma ci sono anche i contro. Il turismo piega la cultura delle comunità facendo emergere gli aspetti che ''piacciono'' e facendo scomparire quelli che non ''pagano'', provocano aumenti vertiginosi del costo della vita ai residenti, trasforma la società che investe nell'accoglienza e può rischiare di non investire in attività più produttive e di respiro (ricerca, innovazione, impresa si pensi che il peso del turismo sul Pil nazionale di un Paese come l'Italia che certa, pessima, politica racconta che ''potrebbe vivere solo di turismo'' resta il 10% con i livelli esasperati ed esasperanti che tutti conosciamo, quindi chi traina sono ben altri settori). E se non gestito a dovere può provocare anche lo spopolamento dei territori lasciando sul posto solo chi gestisce gli hotel, le seconde case, bar e ristorantini per turisti (un caso simbolo è Cortina che in 20 anni ha perso il 10% dei residenti). 

 

L'assessore provinciale al turismo, però, non ha dubbi. L'aumento delle entrate derivanti dal turismo ha permesso di investire nel miglioramento delle infrastrutture: strade, trasporti pubblici, strutture turistiche e istituzioni culturali sono stati modernizzati e ampliati, a vantaggio non solo dei turisti, ma anche dei residenti. “Credo sia molto importante prolungare la durata del soggiorno ed investire in concetti di mobilità sostenibile", sottolinea Walcher. Il turismo e l'incontro con altre culture possono aumentare la consapevolezza della propria cultura, dell'importanza della protezione della natura e della sostenibilità. “È necessario uno sviluppo turistico responsabile per conciliare le diverse esigenze della popolazione, ma anche degli operatori turistici, dell'economia, del commercio, dell'artigianato e dell'industria con le risorse disponibili”, conclude l'assessore provinciale al Turismo. 

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