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Bolzano
04 agosto | 18:49

Duemila cuccioli di capriolo salvati da morte certa nei campi da sfalcio. Mille i volontari all'opera nei prati dell'Alto Adige

Quest'anno, grazie alla Rete per il salvataggio dei caprioletti, sono state 105 le riserve di caccia coinvolte e 12.816 le ore di lavoro

Duemila cuccioli di capriolo salvati da morte certa nei campi da sfalcio

BOLZANO. Nel 2025, in Alto Adige, sono stati 2.318 i piccoli di capriolo salvati da morte certa, grazie all’impegno di 1000 volontari. Un lavoro di perlustrazione dei prati durato diverse settimane e che ha permesso che i piccoli non venissero falciati.

 

Per portare a termine questo importante compito è nata la Rete per il salvataggio dei caprioletti, dalla collaborazione tra mondo venatorio, agricoltura, protezione della natura e tutela degli animali, insieme alla Provincia e all'Associazione cacciatori.

Da molti anni infatti le cacciatrici e i cacciatori altoatesini si fanno carico del salvataggio dei piccoli di capriolo nei prati da sfalcio, in stretta collaborazione con agricoltori, agenti venatori e volontari. Questo impegno su base volontaria rappresenta un contributo importante per evitare inutili sofferenze agli animali

 

In maggio e giugno, molti animali selvatici danno alla luce i loro piccoli. La femmina di capriolo nasconde i suoi piccoli nell’erba alta per le prime settimane e li raggiunge solo di tanto in tanto per allattarli. Il caprioletto non ha l’istinto di fuga durante questo periodo e in caso di pericolo si limita a schiacciarsi solo contro il terreno per mimetizzarsi. Questo comportamento, però, è la rovina dei caprioletti, quando arrivano le falciatrici. I piccoli che spesso finiscono tra le lame dei macchinari, riportano nella quasi totalità dei casi ferite gravissime e muoiono in modo atroce. 

 

I cacciatori svolgono quest’attività prima di recarsi al lavoro, per il loro senso di responsabilità nei confronti della fauna selvatica. "Attualmente, la realtà è che nessun altro si assume questo compito, e i numeri – 2.318 piccoli di capriolo salvati – parlano da soli. Si immagini cosa accadrebbe se nessuno si facesse carico di questo problema", afferma Benedikt Terzer, direttore dell’Associazione Cacciatori Alto Adige.

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