Senza i droni strage di piccoli di capriolo: in Alto Adige 1500 esemplari strappati alla morte per sfalcio
La femmina di capriolo nasconde i suoi piccoli nell’erba alta per le prime settimane e li raggiunge solo di tanto in tanto per allattarli. Il caprioletto non ha l’istinto di fuga durante questo periodo e in caso di pericolo si schiaccia solo contro il terreno. Questo comportamento, però, è la rovina dei caprioletti, quando arrivano le falciatrici

BOLZANO. I droni salvano i piccoli di capriolo dalle falciatrici. E ne salvano tanti. Solo nel 2024 più di 1500 esemplari in Alto Adige grazie all'impegno di numerosi volontari, degli agricoltori e dei cacciatori.
In maggio e giugno, molti animali selvatici danno alla luce i loro piccoli. La femmina di capriolo nasconde i suoi piccoli nell’erba alta per le prime settimane e li raggiunge solo di tanto in tanto per allattarli. Il caprioletto non ha l’istinto di fuga durante questo periodo e in caso di pericolo si limita a schiacciarsi solo contro il terreno per mimetizzarsi. Questo comportamento, però, è la rovina dei caprioletti, quando arrivano le falciatrici. I piccoli che spesso finiscono tra le lame dei macchinari, riportano nella quasi totalità dei casi ferite gravissime e muoiono in modo atroce.
Molti agricoltori e cacciatori lavorano insieme da anni per salvare i caprioletti da questo crudele destino. Nel 2024 in stretta collaborazione con gli agricoltori, sono stati salvati dalla morte per sfalcio più di 1.580 caprioletti, operazioni per le quali sono state spese oltre 7.400 ore di volontariato.
E sempre più spesso si ricorre a droni dotati di telecamera che individuano il calore dei piccoli mammiferi nascosti nei prati. Soprattutto caprioletti, ma anche piccoli di lepre e perfino cerbiatti. Tuttavia, l'acquisto di questa tecnologia è costoso e finora non è stato previsto alcun finanziamento pubblico.
Da quest'anno la Fondazione Cassa di Risparmio dell'Alto Adige sostiene le operazioni di salvataggio dei piccoli di capriolo, permettendo così, a partire dal 2026, l'impiego di 33 nuovi droni in tutto l'Alto Adige a supporto dei volontari. La Fondazione copre una parte dei costi di acquisto, offrendo così un contributo prezioso alla tutela della fauna selvatica e al benessere animale.












