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Bolzano
01 settembre | 16:39

Famiglie monogenitoriali in Alto Adige, cambiano le regole per l'assegno di mantenimento: le modifiche riguardano importo e durata della prestazione

L'assegno per un singolo figlio passa da 328 a 369 euro. L'anno scorso, 572 famiglie e 896 minori hanno beneficiato di questo servizio

BOLZANO. Nuovi e importanti cambiamenti sono in arrivo per le famiglie monogenitoriali dell’Alto Adige e che riguardano l'assegno di mantenimento erogato nei casi in cui il genitore obbligato nei termini e nelle modalità previste dall’autorità giudiziaria non paghi al genitore affidatario del figlio minorenne il relativo assegno di mantenimento. 

 

A partire dal primo settembre, entreranno in vigore le nuove disposizioni approvate lo scorso gennaio dalla Giunta provinciale e integrate a luglio nella Legge omnibus. L'anno scorso, 572 famiglie e 896 minori hanno beneficiato di questo servizio, ricevendo complessivamente 2,1 milioni di euro. L'Assessora provinciale alla Coesione sociale e Famiglia, Rosmarie Pamer, ha sottolineato l'impegno ultraventennale della Provincia nel fornire questo sostegno finanziario, definendolo un aiuto concreto per alleviare situazioni di difficoltà. Secondo i dati, circa il 22% degli importi anticipati dalla Provincia è stato poi rimborsato dal genitore moroso.

Le novità più rilevanti riguardano l'età dei beneficiari e l'entità del contributo. La prestazione sarà estesa fino al 21° anno di età del figlio, a condizione che sia impegnato in un percorso di formazione, che si tratti di scuola superiore, professionale o università. Finora il limite era fissato al compimento dei 18 anni. Inoltre, sono stati aumentati gli importi massimi erogabili: l'assegno per un singolo figlio passa da 328 a 369 euro, mentre per tre figli sale da 669 a 752 euro. È stato anche rivisto al rialzo il valore della situazione economica (VSE), un parametro fondamentale per il calcolo dell'importo, che passa da 2,2 a 2,5. Per l'aumento del contributo, non sarà necessario presentare una nuova domanda. Al contrario, per richiedere l'estensione del beneficio fino al 21° anno di età, le famiglie interessate dovranno recarsi presso i Servizi sociali territoriali.

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