Il Centro Santa Chiara è "salvo" e può respirare. Dai 75.000 euro per il concerto (mai fatto) di Achille Lauro ai 125.000 per gli Europe ai costi sicurezza, così è stato deficit
E' stato chiuso il bilancio dell'anno scorso, i conti erano stati mandati in forte sofferenza dalla Trentino Music Arena. Le spese per i servizi sono schizzate a quasi 10 milioni e gli incassi dei biglietti non sono stati sufficienti a compensare le tante uscite di gestione dell'area di San Vincenzo

TRENTO. Il concerto dei The Kolors si aggira sui 61 mila euro, mentre il cachet per lo spettacolo degli Europe è costato 125 mila euro. Il servizio di biglietteria è di 260 mila euro. Poi ci sono gli investimenti nella promozione. A incidere sulla gestione soprattutto gli interventi di allestimenti: audio, service e così via.
Il Centro servizi culturali Santa Chiara ha chiuso un delicato bilancio 2024, i conti sono tornati in ordine dopo che è stato attinto al Fondo di riserva per ripianare il disequilibrio di 2 milioni, riconducibili alla gestione della Trentino Music Arena.
E' la lettura del bilancio che conferma come l'area San Vincenzo abbia mandato in sofferenza finanziaria l'ente di via Santa Croce. Le attività "proprie" del Centro servizi culturali Santa Chiara sono andate bene e in costante crescita tra spettacoli di prosa, danza e musica, visite guidate, prodotti in residenza o ospitati.
L'affanno è stato causato, come noto, dalla Trentino Music Arena, affidata praticamente in corsa all'ente per organizzare gli eventi estivi. Le spese per i servizi sono schizzate a 9.347.454 euro, un incremento significativo rispetto all'esercizio precedente che si è fermato a 6.429.167 euro. "All'interno di tali voce gli importi più rilevanti sono quelli direttamente riconducibili allo svolgimento di attività sia proprie che delegate, in particolare i compensi degli artisti e le spese per allestimenti".
Qualche esempio? I due affidamenti, 129 mila euro ciascuno, per il servizio di biglietteria; i 69 mila euro per il trittico dei concerti di Mecna, Ariete e Peripezie; 67 mila euro per quello di Capo Plaza, 75 mila euro per Achille Lauro (esibizione poi saltata), 61 mila euro per La Rua e Deva, altrettanti per i The Kolors, quattro accordi da 58.600 per le campagne web e social.
E ancora 139 mila euro per il service audio, 138.900 euro per le luci, 138.250 per i video; due volte 60 mila euro per International voice and baby talent festival e european voice & sound, 55 mila per l'allestimento tecnico dei Pooh; 63.100 per integrazione allestimenti e 88 mila per la promozione dei 4 festival e del concerto degli Europe.
Poi 81.310 euro, 73.195 euro e 137.776 euro per servizi richiesti, logistica generale, coordinamento, produzione operativa e organizzativa degli eventi. La sicurezza compare diverse volte con vari importi: 51.120 euro; 75.806 euro e 55.720 euro.
Manifestazioni che hanno comportato un incremento delle vendite e delle prestazioni, passate da 1.655.006 a 2.292.158 euro, dovuto alla Music Arena (425.591 euro) ma non sufficienti a coprire le spese. Si parla di 32.826 spettatori (25.371 per i concerti organizzati dall'ente strumentale della Provincia e 7.455 per gli eventi organizzati da terzi) per una media di 2.537 persone per ogni appuntamento.
Tempi stretti e una programmazione in rincorsa, necessità di pagare - seppur con trattative per contenere le uscite - non proprio a cifre di mercato e in anticipo, allestire e preparare l'area (Qui articolo).
"L'incremento del 2024 delle spese per i servizi, per importi ben superiori all'aumento del valore di produzione, rappresenta l'elemento che ha contribuito in maniera maggiormente rilevante al conseguimento della perdita. Nello specifico tale aumento è dovuto principalmente ai costi riconducibili alla Trentino Music Arena e, in parte, dall'evento Feste Vigiliane".
E' così che l'ente è andato in negativo di quasi 2 milioni. Il Centro non ha mai nascosto quanto pesasse sul bilancio la gestione della Music Arena e le preoccupazioni sul palinsesto di quest'anno senza un intervento della Provincia per coprire, come da promesse, il disavanzo. La messa in sicurezza dei conti e la possibilità di programmare, le richieste sul piatta. Via libera nel primo caso (con commissariamento, recentemente prorogato di 6 mesi) ma semaforo rosso e area affidata a Magellano, business unit del colosso Partner & Friends. I risultati possono essere la cartina a tornasole sull'appetibilità e sulla progettualità di un'area che, escluso il mega concerto di Vasco Rossi, mostra i propri limiti a far breccia nei trentini.













