Il legame tra Brigitte Bardot e la "Piccola Parigi" di Trieste, lo scrittore Alberti: "A breve una targa con la prefazione del libro ma sogno una piazza intitolata all'attrice"
La “Piccola Parigi” oltre che essere un caratteristico rione di Trieste è anche un'opera letteraria in grado di collegare la città all'attrice e attivista Brigitte Bardot recentemente scomparsa

TRIESTE. Da Parigi alla “Piccola Parigi” il passo è breve, o almeno lo è stato per Brigitte Bardot, l'iconica attrice recentemente scomparsa, ma che qualche anno fa aveva simbolicamente “visitato” il caratteristico borgo della “Piccola Parigi” (chiamata talvolta “Parigi Piccola”) di Trieste con la mente, e soprattutto con la penna, quando scrisse la prefazione del romanzo dell'autore triestino Massimiliano Alberti, intitolato proprio “La Piccola Parigi”.
Il libro, pubblicato nel 2020 e introdotto dalle parole dell'attrice francese, ha così assunto il valore della presenza artistica di Brigitte Bardot in città e l'autore, raggiunto da Il Dolomiti, ha rievocato come sia nata questa illustre collaborazione.

"Il libro tratta della Piccola Parigi - racconta Massimiliano Alberti - un borgo risalente alla terza occupazione francese di Trieste, che custodisce un'anima intrinsecamente legata all'arte, ma anche all'educazione animale, con i tipici gatti che vivono qui e punteggiano questo paesaggio. Un luogo dalla bellezza bohemièn che mi ha fatto pensare a Brigitte Bardot, e grazie all'intercessione del console di Malta e amico Alberto Panizzoli ho scritto al consulente di Brigitte Bardot nella speranza di ricevere una prefazione per questo libro su cui ho messo l'anima, e questo sogno è diventato realtà”.
In effetti il rione ha un'atmosfera di forte respiro artistico e culturale, non soltanto per le evocative viuzze e le vecchie casette a schiera che lo compongono, ma anche grazie della presenza di diversi artisti che ci vivono, sovviene in tal senso, oltre allo stesso Alberti, anche la casa dello scultore Mino Fusco o quella del musicista Tiziano Bole. Un luogo che, grazie anche all'immancabile colonia di gatti, rappresenta una cornice che ben si presta ad essere affiancata alla figura di Brigitte Bardot, che dei piccoli felini era un'amante.

E proprio in tal senso verte una riflessione che trova spazio già nel libro di Massimiliano Alberti: il valore sociale della gestione e della tutela del gatto in città, un altro filo rosso che collega la Piccola Parigi triestina all'attrice e attivista francese che di questo valore era diventata promotrice.
Non a caso a Brigitte Bardot venne assegnato nel 2020 il premio “Margherita d'argento”, istituito nel 2001 dall'Associazione Il Gattile Odv di Trieste in ricordo di Margerita Hack, su iniziativa dello stesso Alberti, anche a seguito di questo riconoscimento sarebbe pervenuto il riscontro di gratitudine dell'attrice , che viene conservato dal gattile di Trieste.

I progetti di Massimiliano Alberti riguardo alla valorizzazione del legame tra la Piccola Parigi e Brigitte Bardot hanno tuttavia un orizzonte ancora più ampio, che ha portato lo scrittore a donare i diritti della prefazione del suo libro al comune di Trieste, come ha dichiarato: “E' in approvazione al Comune la mia proposta di posizionare una targa con le parole della prefazione di Brigitte Bardot lungo i due accessi del rione della Piccola Parigi, avere una dedica alla città di un personaggio così significativo non è da tutti. Il sogno sarebbe poi riuscire a creare una piazza nello slargo tra via dello Scoglio e via Zannella, all'imbocco di Piccola Parigi 'alta' e dedicarla a Giorgio Cociani, storico presidente e fondatore del gattile di Trieste, scomparso cinque anni fa".
Come ha tenuto a specificare lo scrittore, i proventi del libro, così come quelli delle passeggiate attraverso la Piccola Parigi, organizzate da Alberti assieme a Lorenzo Zuffi, sono tutti devoluti in beneficenza all'associazione del gattile.












