In chiesa si paga col bancomat, arriva il totem per le offerte "cashless" di fedeli e turisti
A partire dalle prossime settimane in una o due chiese di Trento, così come in tante altre città italiane, "spunterà" un totem per i pagamenti digitali: una novità nata dalla collaborazione tra Banco Bpm, Numia e Conferenza Episcopale Italiana

TRENTO. "Sbarcherà" presto anche a Trento il progetto in collaborazione tra Banco Bpm, Numia (società specializzata in pagamenti digitali) e la Conferenza Episcopale Italiana che prevede, entro la fine dell’anno, l'installazione in 100 chiese italiane di altrettanti "totem" con cui i fedeli potranno fare le offerte con le carte di pagamento.
Il progetto, denominato “100 totem in 100 chiese”, è stato avviato in via sperimentale in alcune chiese di Milano e Assisi, luoghi con grandi afflussi di fedeli e turisti.
Il sistema, caratterizzato da una grafica semplice e intuitiva, utilizza un pannello touchscreen multilingua e poche schermate per facilitare l’uso. La tecnologia installata sui pos Numia-Banco Bpm mira a diffondere strumenti cashless per le donazioni volontarie, sensibilizzando i visitatori e i fedeli all’adozione di un sistema di donazione digitale. È una modalità di pagamento facile, veloce e sicura, che garantisce la riservatezza dei dati, poiché non richiede registrazioni o l’inserimento di informazioni personali.
Una novità che a Trento riguarderà una o due chiese del capoluogo, anche se non è ancora stata definita con esattezza la collocazione del totem: nelle prossime settimane - riprende il comunicato di Banco BPM - si procederà con l’installazione di una prima tranche di POS in 30 chiese distribuite lungo tutto lo stivale, da Trento a Catania".
"Questo progetto - sottolinea don Claudio Francesconi, economo della Cei - si inserisce in un dialogo ampio che stiamo portando avanti con le istituzioni e gli operatori del settore, nella convinzione che trasparenza, tracciabilità e valorizzazione della generosità dei fedeli siano obiettivi condivisi, concreti e raggiungibili attraverso un lavoro comune, rispettoso delle peculiarità ecclesiali".












