Ipes: a Bolzano 1100 cittadini sono in attesa di un alloggio. La presidente: "Ristrutturare appartamenti già esistenti per superare l'emergenza"
Il vero nodo secondo la presidente dell'Istituto Tosolini, non è la mancanza di fondi ma la complessità burocratica. “Il codice degli appalti è il principale freno: i finanziamenti ci sono, ma non possiamo spenderli con la rapidità necessaria”, afferma

BOLZANO. Tredicimila alloggi in locazione, distribuiti in centododici comuni altoatesini, ai quali si sommano 170 locali commerciali. A questi vanno ad aggiungersi altri 617 alloggi previsti entro il 2033. Ma non basterà. I numeri dell'Istituto per l'edilizia sociale in Alto Adige sono importanti, ma, come ribadito nuovamente dalla presidente Francesca Tosolini, l'emergenza è sempre tale, soprattutto a Bolzano.
La pressione sulla casa pubblica nel capoluogo continua infatti a crescere: sono 1.100 i cittadini attualmente in attesa di un alloggio Ipes. Tosolini sottolinea a più riprese l’urgenza di accelerare la ristrutturazione degli appartamenti già esistenti. “La priorità assoluta è rimettere in circolo, nel più breve tempo possibile, le abitazioni già presenti nel patrimonio pubblico”, spiega la presidente.
In tutta la provincia di Bolzano, le domande per un alloggio Ipes superano quota 1.500, con il capoluogo in testa, seguito da Merano, Laives, Brunico e Bressanone. Nel corso del 2024 sono stati consegnati 460 appartamenti, di cui oltre 120 solo a Bolzano, già assegnati o in fase di assegnazione. Attualmente, gli appartamenti “vuoti” dell’Ipes corrispondono quasi completamente al ricambio annuale: circa 400 unità, in gran parte nel capoluogo.
Il vero nodo però, secondo Tosolini, non è la mancanza di fondi ma la complessità burocratica. “Il codice degli appalti è il principale freno: i finanziamenti ci sono, ma non possiamo spenderli con la rapidità necessaria”, afferma. In via Maso della Pieve è ormai pronta una nuova struttura con 15 alloggi, di cui 5 a canone sostenibile. Sono previsti altri bandi per 60 appartamenti a Bolzano e 30 a Merano, ma resta aperta la questione della scarsità di terreni edificabili. “Se non iniziamo oggi a pianificare nuove aree, domani non avremo più possibilità di costruire. E questo non possiamo permettercelo”, conclude la presidente.











