Ipes, cambiano le regole per il calcolo del canone di locazione: da gennaio 2026 aumenta l'affitto minimo
"Il nostro obiettivo è quello di portare maggiore equità nel sistema e, allo stesso tempo, trasformare in incentivi gli attuali ostacoli esistenti al miglioramento della propria situazione reddituale, affinché l'impegno e il rendimento ne risultino premiati", spiega l'assessora Mair

BOLZANO. L'Assessorato all'Edilizia abitativa, guidato da Ulli Mair, ha messo in atto una revisione strutturale del sistema di calcolo degli affitti a canone sociale, effettiva da gennaio 2026, con l'obiettivo dichiarato di aumentare l'equità e la sostenibilità finanziaria del settore.
La manovra più rilevante riguarda i contratti storici (pre-2024), per i quali si introduce un adeguamento della formula di calcolo della capacità economica e l'innalzamento dell'affitto minimo da 80 a 120 euro mensili. Questo aumento, pur mantenendo il canone molto al di sotto dei valori di mercato, consentirà una maggiore entrata da parte dei circa 3.000 inquilini che attualmente versano l'importo minimo.
Attualmente esistono diversi sistemi di calcolo del canone di locazione per i contratti stipulati prima del 2024 e per quelli firmati successivamente; criteri che, in linea di massima, vedono il calcolo per i contratti più datati più vantaggioso, anche a causa di alcuni automatismi che per i nuovi contratti non sono presenti. Per evitare che le discrepanze che ne derivano diventino ancora più marcate nel corso del tempo, l'Assessorato provinciale all'Edilizia abitativa ha proposto alcune misure correttive.
"Il nostro obiettivo è quello di portare maggiore equità nel sistema e, allo stesso tempo, trasformare in incentivi gli attuali ostacoli esistenti al miglioramento della propria situazione reddituale, affinché l'impegno e il rendimento ne risultino premiati", spiega l'assessora Mair.
Il nuovo affitto minimo per questa categoria di reddito rimane, comunque, nettamente inferiore rispetto agli affitti comparabili sul mercato abitativo privato. "Di fatto, circa 3.000 inquilini pagano attualmente un affitto minimo. Gli anziani rappresentano circa il 20% di questo totale, mentre la parte rimanente è distribuita su altre categorie", precisa Mair. Prima dell'adeguamento a 80 euro dell'anno scorso, dal 2017 l'affitto minimo era sempre rimasto invariato a 50 euro. Con le nuove regole ora approvate si genera un maggiore incentivo a migliorare la propria situazione economica.
Per quanto riguarda quelli più recenti, ossia quelli stipulati a partire dal 2024, viene adeguato un parametro: questo consentirà di tenere conto della perdita di potere d'acquisto dovuta all'inflazione. L'adeguamento risulta quindi in questo caso vantaggioso per gli inquilini. "Anche per in questi casi l'affitto minimo viene aggiornato a 120 euro, sebbene di norma sia già superiore a tale importo a causa della diversa formula di calcolo", osserva Mair.
Gli adeguamenti approvati dalla Giunta provinciale si applicheranno ai canoni di locazione dovuti a partire da gennaio 2026, poiché gli affitti vengono calcolati su base annuale.











