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| 24 ott 2025 | 12:39

Kompatscher difende Sinner: ''Chi sa di tennis lo capisce. Anche Federer rinunciò alla Davis''. E sulle 'tasse' a Montecarlo: ''Chi ci perde è soprattutto l'Alto Adige''

Il presidente della Provincia di Bolzano interviene sulla polemica che ha investito il campione altoatesino dopo la rinuncia alla nazionale. E chi lo ha attaccato perché 'parla meglio il tedesco che l'italiano' Kompatscher risponde: ''Qui si fa sempre l'esame sulla diversità. Ma la diversità è un valore aggiunto tutelato dalla Costituzione''

BOLZANO. ''Chi sa di tennis capisce la scelta di Sinner. Ha fatto esattamente come aveva fatto Federer nel 2015. Nel 2014 ha vinto la Davis con la Svizzera e l'anno dopo non è andato perché voleva tornare numero 1. Gli svizzeri sono stati dispiaciuti ma poi hanno tifato il loro campione che è tornato numero 1 al mondo''. Arno Kompatscher scende in campo in difesa di Jannik Siner dopo la tempesta mediatica che si è scatenata contro il campione altoatesino all'indomani della decisione di non giocare con la Coppa Davis con l'Italia. Una scelta che ha dato il via a insulti, prese di posizione al limite del razzismo sul fatto che parli meglio il tedesco che l'italiano, considerazioni più o meno condivisibili sull'opportunità che un campione ''restituisca'' l'amore che riceve giocando non solo per sé stesso.

 

Il presidente della Provincia di Bolzano è intervenuto nella trasmissione ''Uno, nessuno, 100 Milan'' di Radio24 condotta da Alessandro Milan e Leonardo Manera per spiegare cosa sta accadendo e perché la polemica su Sinner sia veramente ''stucchevole'', come l'ha il Milan: ''Una vicenda che non è più solo sportiva, devo citare Bruno Vespa che ha detto ''come si fa a tifare Sinner che non parla nemmeno italiano perché la sua lingua madre è il tedesco''. Lei si è adombrato, è la solita ignoranza di chi non conosce l'Alto Adige presidente?''.  ''Dal punto di vista sportivo - ha risposto Kompatscher- credo sia una scelta che vada assolutamente rispettata. Roger Federer nel 2015 fece la stessa cosa, nel 2014 la Svizzera vince la coppa Davis e l'anno dopo disse 'devo concentrarmi'. Gli svizzeri furono delusi per quella scelta ma poi sono tornati a tifare Federer e lui tornato sul trono di numero 1, quello che speriamo riuscirà a fare Sinner''. E Kompatscher ha portato un altro esempio ancor più chiaro, quello di Mats Willander: ''Lui vinse la Davis e poi l'anno dopo non andò a giocare per la Svezia perché doveva sposarsi. Gli svedesi hanno capito. Chi sa di tennis capisce la scelta di Sinner''. 

 

Poi, però, c'è l'aspetto etnico che nella vicenda Sinner inevitabilmente riappare ad ogni 'caduta' (che sia una sconfitta o una polemica di qualche tipo). ''Da questo punto di vista credo che la polemica sia ancor più stucchevole. L'idea che uno Stato è concepito come nazione con un'unica lingua e un'unica cultura e magari anche un unico colore della pelle è un idea datata che nel ventesimo secolo ha portato alla catastrofe. La Costituzione stessa all'articolo 6, lo ricordo anche a uno come Bruno Vespa, vuole tutelare le minoranze perché la diversità è considerata un valore aggiunto. Perciò non possiamo dire che solo perché uno parla una lingua diversa non può rappresentare anche i colori della nazionale e non fare il tifo per lui mi sembra una cosa deplorevole. Bisogna essere uniti nella diversità e apprezzare la diversità che è un valore aggiunto. Qui si fa sempre l'esame sulla diversità. Ricordiamo anche la polemica su Paola Egonu nel volley, chi l'ha difesa dopo dopo che qualcuno ha detto 'non rappresenta l'Italia' perché forse non piaceva  il suo colore della pelle, chi l'ha difesa forse ha sbagliato ancora di più perché ha argomentato dicendo, 'lei è italianissima perché parla pure il dialetto veneto'. Io dico, e se non fosse così? Se non aveva un accento veneto allora non andava difesa? Ma dove siamo? La diversità è un valore aggiunto. L'importante è che siamo uniti e ci si riconosca nei valori scritti nella Costituzione''.

 

Infine altro grande classico dell'affaire Sinner. La polemica sulla residenza a Montecarlo e sulle tasse che non paga in Italia. ''Va detto che anche Musetti e Berrettini hanno la residenza a Montecarlo - ha chiarito il conduttore Milan -. Per voi che siete autonomi, però, si tratta di una perdita economica non indifferente o sbaglio?''. ''E' verissimo soprattutto per l'Alto Adige perché noi abbiamo compartecipazione alle tasse che è del 90%. Il 10% va allo Stato e poi diamo il contributo alla finanza pubblica che è un altro miliardo. La Provincia di Bolzano è uno dei pochi territori che pagano di più di quanto ricevono. Ma questo vuol dire che trattenendo il 90% del gettito la perdita è soprattutto nostra. Io credo che ci siano delle prospettive interessanti sulle rivalutazioni dei guadagni all'estero. Potrebbe accadere che tutti questi campioni, e avete fatto bene a ricordare che Sinner è mica l'unico, potrebbero tornare in Italia avendo un regime specifico e riportare i loro capitali nel nostro territorio''.

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