La grande tempesta solare che sconvolse le tecnologie di un mondo in guerra: "Eventi simili oggi avrebbero conseguenze peggiori: fondamentale il monitoraggio del Sole"
Tra il 18 e il 19 settembre 1941 la Terra fu colpita da una delle tempeste geomagnetiche più intense mai registrate

TRENTO. Avvenne esattamente 84 anni fa e fu una delle tempeste geomagnetiche più intense mai registrate: colpì la Terra tra il 18 e il 19 settembre 1941 trasformando il cielo in uno spettacolo di aurore boreali.
Ma fu un avvenimento che sconvolse il mondo della tecnologia, e che ebbe quindi un impatto diretto anche sulle vicende della Seconda guerra mondiale in pieno svolgimento.
Tutto ebbe inizio il 10 settembre, quando gli osservatori di Mount Wilson e di Greenwich notarono macchie solari giganti, visibili persino a occhio nudo: 7 giorni più tardi due brillamenti solari confermarono il pericolo imminente.
Sulla base di queste osservazioni, il Department of Terrestrial Magnetism di Washington emise un avviso ai radio-operatori: erano attesi forti disturbi geomagnetici.
Una previsione che si rivelò corretta e che rappresentò uno dei primi esempi di quello che oggi chiamiamo space weather forecasting, la scienza che studia e prevede gli effetti dell’attività solare sulla Terra.
Quando la tempesta raggiunse il nostro pianeta, le aurore furono spettacolari: viste non solo in Canada e negli Stati Uniti, ma anche a latitudini insolite come il New Mexico.
Il Chicago Tribune descrisse "cieli dipinti da un pennello cosmico", ma lo stupore e la meraviglia si trasformarono anche in caos: le reti elettriche subirono improvvise variazioni di tensione, i trasformatori “vibravano e gemevano” sotto l’effetto delle correnti indotte geomagneticamente.
Nell'Atlantico addirittura l’illuminazione notturna rese visibili i convogli alleati ai sommergibili tedeschi, favorendo un attacco in cui fu colpita e affondata la corvetta canadese Hmcs Lévis e molti temettero un attacco con armi segrete naziste.
"Oggi - ricorda sui suoi canali l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - in un mondo molto più dipendente da satelliti, Gps e reti elettriche, eventi simili avrebbero conseguenze ben più estese. Per questo il monitoraggio del Sole e del campo magnetico terrestre, svolto anche dai ricercatori dell’Ingv, è fondamentale per comprendere e mitigare i rischi legati alle tempeste geomagnetiche".












