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| 18 set 2025 | 22:45

La grande tempesta solare che sconvolse le tecnologie di un mondo in guerra: "Eventi simili oggi avrebbero conseguenze peggiori: fondamentale il monitoraggio del Sole"

Tra il 18 e il 19 settembre 1941 la Terra fu colpita da una delle tempeste geomagnetiche più intense mai registrate

La grande tempesta solare che sconvolse le tecnologie di un mondo in guerra

TRENTO. Avvenne esattamente 84 anni fa e fu una delle tempeste geomagnetiche più intense mai registrate: colpì la Terra tra il 18 e il 19 settembre 1941 trasformando il cielo in uno spettacolo di aurore boreali. 

 

Ma fu un avvenimento che sconvolse il mondo della tecnologia, e che ebbe quindi un impatto diretto anche sulle vicende della Seconda guerra mondiale in pieno svolgimento

 

Tutto ebbe inizio il 10 settembre, quando gli osservatori di Mount Wilson e di Greenwich notarono macchie solari giganti, visibili persino a occhio nudo: 7 giorni più tardi due brillamenti solari confermarono il pericolo imminente

 

Sulla base di queste osservazioni, il Department of Terrestrial Magnetism di Washington emise un avviso ai radio-operatori: erano attesi forti disturbi geomagnetici.

 

 Una previsione che si rivelò corretta e che rappresentò uno dei primi esempi di quello che oggi chiamiamo space weather forecasting, la scienza che studia e prevede gli effetti dell’attività solare sulla Terra.

 

Quando la tempesta raggiunse il nostro pianeta, le aurore furono spettacolari: viste non solo in Canada e negli Stati Uniti, ma anche a latitudini insolite come il New Mexico. 

 

Il Chicago Tribune descrisse "cieli dipinti da un pennello cosmico", ma lo stupore e la meraviglia si trasformarono anche in caos: le reti elettriche subirono improvvise variazioni di tensione, i trasformatori “vibravano e gemevano” sotto l’effetto delle correnti indotte geomagneticamente.

 

Nell'Atlantico addirittura l’illuminazione notturna rese visibili i convogli alleati ai sommergibili tedeschi, favorendo un attacco in cui fu colpita e affondata la corvetta canadese Hmcs Lévis e molti temettero un attacco con armi segrete naziste.

 

"Oggi - ricorda sui suoi canali l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - in un mondo molto più dipendente da satelliti, Gps e reti elettriche, eventi simili avrebbero conseguenze ben più estese. Per questo il monitoraggio del Sole e del campo magnetico terrestre, svolto anche dai ricercatori dell’Ingv, è fondamentale per comprendere e mitigare i rischi legati alle tempeste geomagnetiche".

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