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Belluno
08 novembre | 06:43

“La perla delle Dolomiti fulcro di un collier per il turismo”. Dalla pista da bob più bella del mondo a Socrepes: Simico e governo elogiano il modello Cortina

A margine dell’incontro per dare il via alla variante di Longarone, l’amministratore di Simico Fabio Saldini e il senatore Alessandro Morelli elogiano le opere olimpiche. Dai riscontri degli atleti sulla pista da bob al commento dopo la sentenza del Tar sull’impianto di Apollonio-Socrepes: ecco cosa hanno detto

LONGARONE. “A Cortina si stanno svolgendo gli allenamenti internazionali di skeleton e bob, dopo quelli di slittino della settimana scorsa. Tutti coloro che stanno usando la pista dicono che è il sito più bello al mondo e ciò mi rende molto felice. È un cantiere che stiamo ultimando: la rimodellazione ambientale, cui tengo molto, è iniziata e la piantumazione delle oltre 10 mila essenze sarà conclusa dopo l’evento”.

 

C’è entusiasmo per le opere olimpiche e non potrebbe che essere così, visto che a parlare è Fabio Saldini, amministratore delegato di Simico (Società infrastrutture Milano Cortina) e commissario straordinario del governo, a Longarone per presentare il via alla gara per la variante (qui i dettagli). Con lui Alessandro Morelli, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che spende parole anche più elogiative per lo sliding centre, non senza prendersi qualche soddisfazione verso “chi diceva che non sarebbe stata pronta in tempo”.

 

“C’ero dal minuto 1 delle Olimpiadi - afferma Morelli - e, quando è nata la polemica per la pista da bob, ai critici dissi che, se a Cortina si sarebbe arrivati anche senza una delle varianti, senza la pista invece non ci sarebbero state le Olimpiadi. Ho quindi scommesso sul fatto che l’avremmo fatta e oggi gli atleti stanno scendendo lungo il tracciato, quindi con orgoglio dico che è stata una scommessa vinta dal territorio, che si è convinto della necessità dell’opera, che sarà un benchmark internazionale per il settore. Da parte degli atleti, non più nomadi nel loro sport, c'è grande soddisfazione, tanto che quando oggi un atleta olandese mi ha detto ‘finalmente abbiamo una casa’ sono ingrassato di 8 chili”.

 

Certo se agli atleti non può fortunatamente che far piacere, è anche vero che il territorio non si è esattamente convinto della bontà della pista, vista soprattutto l’incognita sui costi di mantenimento e l’impatto ambientale generato. Tuttavia si prosegue: dopo aver paragonato la collaborazione dei longaronesi per la variante all'ostilità italica al ponte sullo stretto (non proprio la stessa cosa), lo sguardo si amplia a tutta la provincia di Belluno. “Queste - prosegue il senatore - sono le prime Olimpiadi diffuse e ciò ha creato una serie di complessità alle quali abbiamo dato risposta. E in particolare in provincia di Belluno ho l’impressione del successo che stiamo ottenendo e che il territorio otterrà grazie all’evento: certo se oggi vai a Cortina trovi delle code ma, sapendo che vanno nella direzione del ‘stiamo lavorando per voi’, le sopporti perché sai che porteranno a un’accelerazione non solo viabilistica, ma anche socio-economica”.

 

Tuttavia il sentore di un turismo sempre più elitario non manca di farsi sentire. “L’auspicio - prosegue Morelli - è che Cortina, la perla delle Dolomiti, possa diventare il fulcro di un collier, composto da una serie di località che potranno permettere l’accoglienza nei prossimi anni: il grande successo di Belluno e del Veneto sarà usufruire delle infrastrutture legate alle Olimpiadi per una solida crescita. Cortina aveva bisogno di passi avanti sul fronte dell’offerta e, con le modifiche che saranno introdotte, avremo una delle capitali mondiali dello sci e degli sport invernali”.

 

Infine, nel giorno successivo alla sentenza del Tar del Lazio che ha respinto i ricorsi (qui il commento Cgil), arriva anche Socrepes. “Penso si tratti - ribadisce Saldini - del progetto più indagato in assoluto: le analisi ante operam sono state fatte seriamente da docenti che non danno le autorizzazioni sulla fiducia, ma vogliono vedere numeri e oscillometri. Abbiamo inoltre usato da subito anche più di quanto serviva per realizzare un impianto sicuro e abbiamo quasi ovunque le slitte sotto i piloni. Perciò il cantiere è partito sia con la stazione di monte sia con quella di valle e a breve avremo altre autorizzazioni per andare avanti: sono felice della vittoria al Tar del Lazio, ma ho avuto così pochi dubbi che non ho mai fermato i lavori”.

 

Nei prossimi giorni, fa sapere infine, si procederà a chiudere il progetto esecutivo per ottenere l'autorizzazione per l'immunità di frana. “A livello autorizzativo, come sentenziato dal Tar, stiamo procedendo con correttezza - conclude Saldini - a livello sostanziale il progetto avanza garantendo un’alta qualità, mentre per le forniture stiamo producendo in Italia tutto quello che serve”.

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