"Produzione ridotta rispetto all'anno scorso ma la stagione è buona", tempo di raccolta per le olive del Garda
Al via la raccolta delle olive nell'Alto Garda. Il direttore dell’Agraria, Massimo Fia: "Quest'anno una produzione più ridotta ma possiamo considerare la stagione buona"

RIVA DEL GARDA. E' cominciata la raccolta delle olive nell'Alto Garda. Un momento delicato che porta alle prime moliture per comprendere la quantità e soprattutto la qualità del prodotto.
E' tutto pronto al frantoio dell'Agraria con l'apertura delle porte alla vendita dal 10 ottobre mentre da giovedì è attiva la prenotazione.
Secondo la regola dell’alternanza di produzione dell’ulivo, dopo un’annata abbondante di produzione, quella successiva tende a essere più scarsa. E proprio questo è il caso di quest’anno, come conferma Massimo Fia, direttore generale dell’Agraria Riva del Garda.
"Rispetto allo scorso anno, la produzione sarà ridotta, anche se possiamo comunque considerare la stagione come buona", commenta Fia. "Entro metà novembre, a raccolta conclusa, potremo avere una stima più precisa”.
Il caldo estivo, che ha caratterizzato la stagione, è stato favorevole per le piante, e le piogge estive, hanno mitigato le temperature favorendo la crescita delle olive, anche se la siccità è un problema che nella zona dell’Alto Garda rischia ancora di segnare la produzione.
Un problema, che è stato risolto circa dieci anni fa grazie all’introduzione dell'irrigazione a goccia, un sistema che consente di somministrare lentamente l'acqua direttamente alle radici degli ulivi tramite tubi alimentati da una fonte d'acqua, con un sistema di filtraggio per prevenire eventuali intasamenti.
La raccolta dell’oliva è un processo delicato che deve essere effettuato il più velocemente possibile, per garantire che il frutto venga lavorato immediatamente e non subisca l’ossidazione. L’olio ottenuto da olive fresche ha un profumo che richiama l’erba appena tagliata e una sensazione di freschezza al palato, caratteristiche che lo rendono un prodotto di alta qualità.
Un lavoro che ha richiesto grande fatica da parte dei piccoli produttori, che conta per l’alto Garda circa 1.300 olivicoltori, ma che vedrà più avanti un calo drastico della manodopera, diventando un problema sempre più urgente da risolvere.
“Le generazioni che portano avanti questo lavoro sono sempre meno, e chiaramente l’ulivo ha bisogno di molta cura – conclude Fia - quindi dovremmo mettere in campo altre forze per gestire questa cultura che non è strettamente legata a un discorso di produzione, ma anche di paesaggio e turismo”.











