"Se la nostra cucina è italiana allora pizza e spaghetti sono tirolesi perché cucinati anche da noi?" gli Schützen contro il marchio Unesco anche per canederli e speck
“Chi definisce i canederli "italiani" solo perché oggi vengono cucinati anche in territorio statale italiano, sta compiendo un’appropriazione culturale"

BOLZANO. Siccome non basta la polemica intorno ai canederli, la Südtiroler Schützenbund ora si scaglia contro la pizza e gli spaghetti. Perché se i canederli possono essere definiti “italiani” la pizza può essere definita tipica della cucina tirolese.
Si, lo hanno detto sul serio. Nello specifico, la Federazione degli Schützen sudtirolesi (traduzione letteraria di Südtiroler Schützenbund), parla di “furto culturale”, ribadendo un concetto già espresso negli ultimi giorni e che è salito alla ribalta delle cronache nazionali: i piatti tipici della cucina tirolese non possono essere definiti italiani “solo perché cucinati su un territorio che è legalmente italiano”.
“Quello che viene spacciato per tutela della cultura è, in realtà, un inganno sull’etichetta – dice la Südtiroler Schützenbund - Canederli, speck e schlutzkrapfen non sono un’invenzione nazionale dell’Italia, ma fanno parte di una cultura tirolese quotidiana e festiva vecchia di secoli e nata molto prima del "confine dell'ingiustizia". L'attuale appartenenza politica non ne sostituisce l'origine”.
“Chi definisce i canederli "italiani" solo perché oggi vengono cucinati anche in territorio statale italiano, sta compiendo un’appropriazione culturale con il timbro dell’UNESCO – prosegue la federazione - Secondo questa logica, domani pizza e spaghetti potrebbero essere dichiarati patrimonio culturale tirolese — a patto che vengano serviti abbastanza spesso in Tirolo”. “I riconoscimenti UNESCO dovrebbero proteggere la diversità culturale – concludono i rappresentanti della Südtiroler Schützenbund - Chi si appropria di cultura e tradizioni su base nazionale, indebolisce proprio ciò che presumibilmente dovrebbe essere preservato”.












