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Bolzano
19 marzo | 20:40

Un soggiorno estivo per fuggire dalla guerra: le storie dei bimbi ucraini ospitati in Alto Adige e la ricerca di famiglie ospitanti

L'associazione “Chernobyl Alto Adige - Südtirol ODV” organizza dei soggiorni estivi per regalare un po' di tranquillità ai bambini ucraini ed è alla ricerca di famiglie che possano accogliere nel corso dell'estate 2025. "E' un gesto di solidarietà che arricchisce più di quanto si possa immaginare", raccontano le famiglie ospitanti

BOLANO.  Arrivano dall’Ucraina per avere respiro, per ritrovare un minimo di normalità e per ricordarsi che c’è vita oltre la guerra che flagella il loro paese. E’ l’associazione “Chernobyl Alto Adige - Südtirol ODV” che, ancora una volta, organizza soggiorni estivi in provincia di Bolzano e che nel mese di agosto 2024 ha permesso a 10 bambini di Irpin di trovare un po’ di normalità.

 

Ora si guarda all’estate 2025: sono necessarie almeno dieci famiglie ospitanti affinché il progetto possa ripetersi. I bambini arrivano in Alto Adige a luglio o agosto a seconda del periodo nel quale ci saranno più famiglie disponibili all’accoglienza, e trascorreranno un mese in un ambiente amorevole, lontano dalla guerra e dalla paura.

 

“Ogni famiglia che decide di accogliere un bambino non solo gli dà una casa temporanea, ma anche speranza -  spiega la presidente dell’associazione Sara Endrizzi - siamo noi ad occuparci completamente del lavoro burocratico, in modo che le famiglie ospitanti possano concentrarsi sull'essenziale: regalare ai bambini un momento indimenticabile e regalarsi tante emozioni positive”.

 

Durante la permanenza i bambini hanno potuto riprendersi psicologicamente e regalare alle famiglie accoglienti delle emozioni indimenticabili. Emozioni raccontate da Livia Ghirardini, che ha aperto le porte della sua casa alla piccola Polina. “Io e il mio compagno Emanuele pensavamo da tempo di regalare a un bambino ucraino una vacanza come questa - racconta Livia - così abbiamo aderito al progetto organizzato dell'associazione “Chernobyl Alto Adige - Südtirol ODV”, che si è occupata di tutte le questioni burocratiche, dell'organizzazione del viaggio, dell’alloggiamento dell’interprete che ha accompagnato i bambini, dei contatti con le famiglie in Ucraina. Questo ci ha dato il tempo di prepararci all’accoglienza, pieni di aspettative, ma anche di incertezze”.

 

Come racconta Livia, ci è voluto qualche giorno per entrare in sintonia, per capirsi, per fare si che la piccola si adattasse a questa nuova realtà. “I primi giorni sono stati davvero una sfida - spiega ancora Livia - Polina parlava solo ucraino e un po' di russo, mentre noi comunicavamo in italiano e in inglese. Ma con l'aiuto di un traduttore, di gesti, di abbracci e di tanta pazienza, abbiamo presto trovato il modo di comunicare e di capirci”. Anche il rapporto con gli altri e soprattutto con gli altri bambini, è stato costruito passo dopo passo, senza fretta. “All'inizio Polina era molto riservata e triste - raccontano - ma presto ha acquisito fiducia e si è sentita sempre più a suo agio. Ha fatto tantissime esperienze, ha conosciuto tanti bambini”.

 

Dopo un mese il viaggio si è concluso e Polina è tornata a Irpin dalla sua famiglia. “È stato difficile dirle addio - spiega Livia -  ma la consapevolezza di essere riusciti a sollevarla, anche se per un breve periodo, dalle preoccupazioni che la guerra comporta, ci ha riempito il cuore di gioia. 

Siamo ancora in stretto contatto con Polina e sua madre, che ci è infinitamente grata per questa opportunità che siamo convinti abbia contribuito a darle la forza per andare avanti e guardare al futuro con fiducia. Una cosa è certa per noi: questa esperienza è stata così arricchente che abbiamo deciso di accogliere un bambino anche quest'anno”.

 

E allora anche la famiglia di Livia lancia un appello: c’è bisogno di trovare altre famiglie aperte all’accoglienza e serve l’aiuto di tutti.

 

L’associazione “Chernobyl Alto Adige - Südtirol ODV” organizza in merito delle serate informative che si svolgeranno mercoledì 2 aprile alle ore 17:30 presso la biblioteca di Collalbo (In lingua tedesca) e mercoledì 9 aprile alle ore 20:30 presso la sala Anne Frank in Via della Mendola 124 a Bolzano (in lingua italiana).

 

L’associazione è disponibile inoltre ai seguenti contatti:  

 

Associazione “Chernobyl Alto Adige - Südtirol ODV”

Tel.: +39 339 5005480

facebook.com/caasu

E-Mail: sara@caasu.it

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