Una settimana studio in Inghilterra ma senza smartphone, il progetto per favorire relazioni e crescita personale per le terze medie: "Questa esperienza? Un successo"
Gli studenti delle medie Bresadola hanno vissuto l'esperienza senza telefonini. Al rientro, i ragazzi hanno compilato un questionario di valutazione: "L’unica osservazione emersa è stata il desiderio di contattare un po' di più i genitori ma non ne hanno sentito realmente la mancanza. Nei rarissimi casi di necessità abbiamo messo a disposizione il nostro telefono, senza mai registrare crisi o lamentele"

TRENTO. Una settimana di studio all'estero per imparare l'inglese, ma senza smartphone. Questa è la scelta per il corso bilingue dell'Istituto Bresadola di Trento che già da un po' di anni ha preso questa decisione educativa per i propri studenti, appena tornati da un viaggio studio in Inghilterra, senza foto, video, o contenuti da creare sui social.
Ogni anno, infatti, gli studenti del corso partecipano ad una settimana studio all'estero, tra lezioni intensive di inglese e attività artistiche. La scelta di vietare l'uso del telefono però, nasce da esperienze passate non sempre positive : "In passato le situazioni erano incontrollabili - spiega la dirigente Paola Pasqualin - perché i ragazzi, dormendo nelle proprie stanze non si potevano controllare, e si erano verificati anche episodi spiacevoli legati all'uso non corretto dei social".
Da qui, l'esigenza di riflettere su una soluzione: "La scuola ha come compito principale l’apprendimento attraverso la relazione, e abbiamo capito che il telefonino, in quel contesto, non era necessario", ha spiegato la dirigente.
La decisione inizialmente ha messo in difficoltà le famiglie, preoccupate di non avere un modo per poter comunicare con i figli: "Ci siamo impegnati a fornire ogni sera un feedback alle famiglie per confermare che tutto stesse andando bene - racconta Pasqualin - e abbiamo organizzato un’attività di accompagnamento che le insegnanti hanno saputo gestire molto bene".
Un divieto che la scuola e le docenti accompagnatrici hanno condiviso con la scuola inglese che ha ospitato gli studenti:" In alcune attività didattiche veniva richiesto l’uso dello smartphone - racconta Silvia Gazzani, docente accompagnatrice - ma siamo riusciti comunque a lavorare senza telefono, senza alcuna difficoltà".
Tra le lezioni e le attività serali, alle quali partecipavano anche altre scuole di altri paesi, una cosa è saltata subito all'occhio: "Come policy, in molte scuole tedesche, l’uso del cellulare è normalmente vietato, ma in gita era consentito - racconta la docente - L’immagine che ricordo è molto chiara: i ragazzi tedeschi spesso chini sul telefono, mentre i nostri studenti, senza cellulare, creavano spontaneamente momenti di socialità che nascono solo quando si è davvero presenti".
Al rientro, i ragazzi hanno compilato un questionario di valutazione: "L’unica osservazione emersa è stata il desiderio di contattare un po' di più i genitori - spiega la docente - ma non ne hanno sentito realmente la mancanza. Nei rarissimi casi di necessità abbiamo messo a disposizione il nostro telefono, senza mai registrare crisi o lamentele".
L’organizzazione è stata curata nei minimi dettagli: le insegnanti si sono suddivise per aree per accompagnare quotidianamente i ragazzi dalle famiglie ospitanti alla scuola: "È stato bello vedere come il gruppo classe si sia rafforzato - racconta -. Una settimana vissuta così ha contribuito alla crescita personale degli studenti, come cittadini e come persone".
La scelta non significa però una presa di posizione contro la tecnologia: "Non siamo contrari all’uso del telefono - chiarisce la dirigente Pasqualin - ma sosteniamo una didattica innovativa che insegni come utilizzare questi strumenti in modo corretto. L’uso scorretto avviene spesso in contesti extrascolastici, dove i ragazzi non hanno ancora gli strumenti cognitivi per gestirlo".
Gli effetti di un uso non sano del cellulare e dei social tra i ragazzi, sono sempre più evidenti anche in classe: difficoltà di attenzione, problemi di memoria, disturbi emotivi e comportamentali. "Sono aspetti che vediamo sempre più frequentemente tra i banchi di scuola purtroppo. Per questo, andare in viaggio senza telefonino è sicuramente formativo - conclude la dirigente -. Curare la relazione è il compito della scuola e far capire che vivere la relazione senza smartphone vale la pena è una grande opportunità educativa. Questa esperienza per noi è stata un successo".












