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| 26 mar 2025 | 17:32

"Una terra, tante voci", inizia il festival dei cori di Fiemme: "Un modo per valorizzare il trilinguismo". Il ricavato sarà completamente devoluto in beneficienza

Tutto pronto per il Festival dei cori del territorio della val di Fiemme. L’iniziativa, fortemente voluta dai Regolani Pierangelo Giacomuzzi e Christian Larentis, con la collaborazione del personale del Museo, intende dedicare quattro momenti ai cori della montagna attivi nell’ambito del confine della Magnifica Comunità di Fiemme

"Una terra, tante voci", inizia il festival dei cori di Fiemme: "Un modo per valorizzare il trilinguismo"
Foto di Luca Pardac
di Redazione

CAVALESE. "Una terra, tanti voci", ecco il Festival dei cori del territorio della val di Fiemme: 28 marzo, 11 aprile, 16 maggio e 19 settembre 2025, alle 21, sono le date e l’orario delle serate di musica corale previste all’interno del suggestivo Salone Clesiano del Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme: una novità per il contesto valligiano, che affianca la tradizionale rassegna autunnale.

 

L’iniziativa, fortemente voluta dai Regolani Pierangelo Giacomuzzi e Christian Larentis, con la collaborazione del personale del Museo, intende dedicare quattro momenti ai cori della montagna attivi nell’ambito del territorio della Magnifica Comunità di Fiemme.

 

La musica, la cultura alpina, il volontariato e la condivisione di una passione, sono gli ingredienti che verranno messi in campo per valorizzare anche un altro importante fattore comune, quello del trilinguismo. Il tedesco, il ladino e il fiamàzo, oltre ovviamente all’italiano, sono infatti gli idiomi parlati da Moena a Trodena e rappresentano un elemento importante per una terra come quella di Fiemme, ricca di storia, tradizioni, ma anche differenze, che costituiscono, per le valli dell’Avisio, un valore aggiunto.


Gli otto cori presenti, abbinati due e due, faranno così risonare tra le antiche mura dell’ex residenza vescovile, note e musiche delle tre lingue, attraverso i loro ricchi repertori canori.

 

Aprono le danze, il 28 marzo, il coro Enrosadira di Moena e il coro Negritella di Predazzo. Il primo, nato nel 1981, oltre al tradizionale repertorio di canti della montagna e popolari, dedica parte del suo tempo allo studio e all’esecuzione di canti ladini specialmente quelli legati alla figura storica del compositore moenese Ermanno Zanoner in arte “Luigi Canori”. Il secondo invece, attivo dal 1954, è noto per aver partecipato, nel 2013, all’incisione dell’inno ufficiale dei mondiali di sci nordico scritto e diretto dal musicista e compositore serbo Goran Bregovic.


L’11 aprile tocca al duo composto dal coro Coronelle di Cavalese e dal coro Genzianella di Tesero. Coronelle, inizia la sua attività nei primi anni Sessanta e, senza dimenticare la robusta tradizione canora trentina, ha oggi intrapreso un cammino verso orizzonti e sonorità moderne, che spostato notevolmente in avanti le colonne d’Ercole della cultura coreutica.

 

Genzianella, costituitosi nel 1950, è tra i più longevi cori trentini maschili con repertorio popolare e di montagna. La passione per la storia della Prima guerra mondiale e i numerosi canti ad essa dedicati, ha portato il coro a realizzare nel 2008 uno spettacolo intitolato "Si sta come d'autunno...".

 

La terza serata del 16 maggio vede salire sul palco il coro Stelune e il coro Val Lubie. Il coro cavalesano, sorto dalla volontà di alcuni amici nel 2017, ha nell’evento organizzato dal Gruppo Alpini di Masi di Cavalese, per il Sessantesimo anniversario della loro fondazione, uno dei suoi più importanti concerti. La compagine corale di Varena, fondata nel 1989, oltre a vantare trasferte fuori regione e all’estero, ha come obiettivo primario l'apprendimento dell'arte del buon canto, senza però perderne di vista la funzione sociale e umana.

 

L’ultima esibizione, del 19 settembre è affidata al Coro Rio Bianco di Panchià e a un coro che possa rappresentare la componente musicale e linguistica tedesca, vista l’impossibilità di partecipare al festival da parte del Männergesangverein Truden. Costituito nel 1995, il Rio Bianco è l’unico coro della Val di Fiemme ad avere fra i propri elementi anche la componente femminile. Tra i suoi concerti più significativi si ricorda, nel 2008, l’esibizione in sala Nervi durante l’udienza papale di Benedetto XVI.

 

L’ingresso a ogni serata ha il costo di 5 euro, mentre per i ragazzi sotto i 15 anni il biglietto è gratuito. Il ricavato del festival verrà interamente devoluto in beneficenza a un’iniziativa concordata tra i presidenti dei cori e il Consiglio dei Regolani della Magnifica Comunità di Fiemme.

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