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Trento
16 gennaio | 19:05

Due manifestazioni in piazza, una per il Venezuela di Maduro e contro gli Usa e una fiaccolata per chiedere la pace in Iran: ''No alla guerra, sì alla democrazia''

Da un lato Rifondazione, Movimento 5 Stelle, Onda Civica saranno in Piazza Pasi contro ''l'aggressione militare voluta da Trump contro il Venezuela e il rapimento del legittimo presidente Maduro e di sua moglie'', dall'altro i sindacati faranno una fiaccolata per ribadire che ''rifiutiamo qualsiasi intervento militare esterno''. In entrambi i casi ci si arroga il diritto di parlare per questi popoli martoriati uno che è stato liberato dal suo dittatore l'altro che sta venendo massacrato e rischia di veder repressa nel sangue anche questa rivoluzione mentre qui si chiede per loro ''una transizione pacifica verso una democrazia reale, pluralista e rispettosa dei diritti''

TRENTO. C'è chi sarà in piazza addirittura per ribadire che il ''legittimo presidente del Venezuela'' è Maduro e quindi per protestare contro il rapimento del dittatore e di sua moglie ad opera degli Usa e contro l'imperialismo americano (tra questi il Movimento 5 Stelle, Onda Civica, Rifondazione Comunista). C'è, invece, chi farà una fiaccolata per la pace in solidarietà al popolo iraniano ma comunque anche per ribadire che ''rifiutiamo qualsiasi intervento militare esterno che possa aggravare ulteriormente la sofferenza della popolazione civile'' e che ''non possiamo neanche dimenticare che l’Iran si trova sotto scacco delle mire espansive e degli interessi geopolitici di Israele e degli Stati Uniti'' (e qui ci saranno i sindacati Cgil, Cisl e Uil, Arci, Anpi e Acli). 

 

Saranno due le manifestazioni che domani andranno in scena a Trento ed entrambe porteranno in piazza una protesta diretta alle politiche americane. Ma al tempo stesso ci si arroga il diritto di manifestare per conto dei popoli venezuelano e iraniano. Il primo che si è ritrovato liberato dal dittatore Maduro dall'intervento Usa (e non è un caso che anche Matteo Trentini sia finalmente uscito dal carcere dopo 423 giorni altrimenti per dissidenti e prigionieri politici come per la gran parte della popolazione affamata e ridotta allo stremo la situazione non sarebbe cambiata di una virgola per chissà quanti anni ancora). Il secondo che manifesta da giorni, muore per le strade chiedendo libertà e spera in un intervento esterno di qualsiasi tipo (che pare, però, sempre più lontano) perché anche questa rivoluzione non finisca nel sangue e nella repressione come accaduto in passato. 

 

Gli organizzatori della manifestazione spiegano che ''crediamo che il futuro dell’Iran debba essere deciso dal popolo iraniano, con una transizione pacifica verso una democrazia reale, pluralista e rispettosa dei diritti. Un Iran che garantisca uguaglianza di genere, giustizia economica e diritti può essere un contributo positivo alla pace e alla stabilità regionale''. Bello. Buono. Simpatico. Accattivante. Ma con migliaia di persone che stanno venendo massacrate per le strade, negli ospedali, nelle scuole dalle guardie della rivoluzione, impiccagioni di massa, violenze e una furia omicida inimmaginabile quel popolo iraniano forse spererebbe in qualcosa di meglio di questa road map quasi infantile se letta con gli occhi di quel che sta succedendo lì dove il popolo cade sotto i colpi dei mitra e qui si chiede per loro ''una transizione pacifica verso una democrazia reale, pluralista e rispettosa dei diritti''. Auguri.

 

Ma a vedere il buono almeno si manifesta al fianco del popolo iraniano ed è già qualcosa. 

 

Le piazze chiamano e allora tutti in piazza. Il ''Presidio in difesa del diritto internazionale e contro le aggressioni Usa'' del Partito della Rifondazione comunista, Sindacato Usb, Movimento 5 Stelle, Onda, Associazione di amicizia Italia - Cuba si terrà in Piazza Pasi alle 15.30. La ''fiaccolata per la pace e di solidarietà al popolo iraniano'' di Cgil, Cisl, Uil, Acli, Arci e Anpi comincerà in largo Pigarelli (di fronte al Tribunale) e si concluderà in piazza Duomo.

 

Qui sotto i testi integrali che invitano alle due manifestazioni.

 

 

Quella di Rifondazione comunista, Sindacato USB , Movimento 5 Stelle, Onda, Associazione di amicizia Italia - Cuba

L'aggressione militare voluta da Trump contro il Venezuela e il rapimento del legittimo presidente Maduro e di sua moglie, sono l'ennesima violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, che ha come obiettivo le risorse petrolifere di quel Paese. L'attacco a Caracas segue più di due decenni di destabilizzazione e di terrorismo statunitense cominciati fin dal primo giorno della vittoria elettorale di Hugo Chavez. Come al solito le campagne mediatiche fabbricano il nemico e poi arrivano le bombe.

 

Trump, quello che voleva il Nobel per la pace, andato poi follemente all’oppositrice di Maduro, Machado, la “pacifista” che auspica le bombe e il colpo di stato, sta attuando la dottrina Monroe: sud America “cortile di casa” degli Stati Uniti.

Altri Paesi sono stati direttamente minacciati dal Presidente USA, dalla Colombia al Messico a Cuba e ora di nuovo addirittura la Groenlandia.

 

Come condanniamo la sanguinosa repressione delle proteste contro il carovita messa in atto dal regime teocratico in Iran, condanniamo insieme la minaccia di intervento di Trump e del genocida Netanyahu per un sedicente sostegno agli insorti , in realtà un’altra follia di guerra, potenzialmente mondiale.

 

Deploriamo il Governo italiano che ha giustificato l’azione terroristica di Trump ed esprimiamo la nostra solidarietà al popolo del Venezuela. L’Europa assuma finalmente la sua piena libertà di azione e riprenda quel cammino che ispirava i suoi soci fondatori basato sulla costruzione della pace e dell’autonomia dagli imperialismi, fermando l’escalation delle violazioni del diritto internazionale e della corsa al riarmo.

 

Invitiamo alla mobilitazione per la cessazione immediata delle minacce di intervento militare e per il ripristino della legalità internazionale.

 

Quella di Acli Trentine, Anpi Trentino, Arci del Trentino, Cgil del Trentino, Cisl del Trentino, Uil del Trentino

In questi anni molte volte abbiamo richiamato l’attenzione della comunità internazionale contro l’autoritarismo, la repressione e le profonde ingiustizie perpetrate dal regime iraniano a danno dei propri cittadini. Il motto "Donna, vita, libertà" ci ha accompagnati dal settembre 2022 e ha rappresentato la speranza di un movimento.

 

In questi giorni vediamo tanti cittadini, tra cui tanti giovani battersi per portare l’Iran verso un vero cambiamento; vediamo la brutale repressione dei manifestanti da parte del regime, arresti arbitrari e intimidazioni che hanno provocato migliaia di morti e feriti, segnando una delle fasi più drammatiche nella storia recente dell’Iran. E non possiamo neanche dimenticare che l’Iran si trova sotto scacco delle mire espansive e degli interessi geopolitici di Israele e degli Stati Uniti.

È necessario che la comunità internazionale sostenga con coerenza e fermezza i diritti fondamentali dei cittadini iraniani, promuovendo il rispetto delle libertà fondamentali e vietando pratiche repressive come i processi sommari e le esecuzioni.

In un mondo che sembra abbia abbandonato il diritto internazionale come strada per la risoluzione dei conflitti, crediamo la pace non si costruisca con nuovi conflitti, ma sostenendo le aspirazioni popolari per una società giusta e inclusiva. Rifiutiamo qualsiasi intervento militare esterno che possa aggravare ulteriormente la sofferenza della popolazione civile, aumentando l’escalation militare a cui assistiamo nel mondo. In questo senso l’espressione di Papa Francesco del 2014 “viviamo in una terza guerra mondiale combattuta a pezzi” sta diventando sempre più tristemente attuale.

Crediamo che il futuro dell’Iran debba essere deciso dal popolo iraniano, con una transizione pacifica verso una democrazia reale, pluralista e rispettosa dei diritti. Un Iran che garantisca uguaglianza di genere, giustizia economica e diritti può essere un contributo positivo alla pace e alla stabilità regionale.

 

Per questo sollecitiamo un intervento di mediazione da parte dell’ONU e nello stesso tempo chiediamo al Governo italiano e alla Commissione europea di assumere ogni iniziativa necessaria per far pressione sul Governo iraniano perché cessino le violenze e le repressioni e si apra un vero confronto sul futuro di quel Paese così ricco di storia e così importante per gli equilibri del mondo.

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