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L'adrenalina dell'hockey e l'emozione di giocare le Paralimpiadi invernali "in casa": Rosa, Cavaliere e Torella, tre atleti trentini sul ghiaccio di Milano Cortina 2026

Gianluigi Rosa, Gian Luca Cavaliere e Francesco Torella sono i tre rappresentanti trentini della nazionale italiana di para ice hockey che si prepara a vivere da protagonista le sfide delle imminenti Paralimpiadi invernali di Milano Cortina: "Un'occasione fantastica per metterci alla prova e per dare visibilità al nostro sport"

di Articolo redazionale in collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento

TRENTO. Spirito di gruppo, voglia di fare squadra, obiettivi ambiziosi. Le Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 sono ormai alle porte e la nazionale azzurra di para ice hockey scalda i motori in vista di un appuntamento destinato ad entrare nel cuore degli atleti e nella storia del movimento sportivo paralimpico internazionale.

 

Per l’Italia del ghiaccio i match che si disputeranno nell’avanguardistica Milano Santagiulia Ice Hockey Arena rappresentano un’opportunità unica per giocare di fronte ai tifosi azzurri e per lanciare un messaggio forte, fortissimo, a tutti coloro che seguiranno le Paralimpiadi invernali.

 

Tra i convocati nel para ice hockey a questo prestigioso appuntamento, che torna in Italia a distanza di 20 anni da Torino 2006, ci sono anche tre atleti trentini: Gianluigi Rosa, Gian Luca Cavaliere e Francesco Torella, tre veterani di lungo corso pronti a fare la loro parte per inseguire un sogno che si chiama medaglia.

 

Ma prima ancora dei loro gesti atletici sono le loro storie ad incarnare lo spirito dello sport paralimpico: esempi di resilienza, parola spesso abusata ma certo non nel loro caso, esempi di passione per lo sport oltre ogni ostacolo.

 

A caccia di soddisfazioni e di gioie, ispirando tantissimi giovani (e meno giovani) con o senza disabilità. È la potenza di uno sport adrenalinico e intenso come il para ice hockey, è la realizzazione di chi ha saputo trasformare una tragedia personale in un percorso di rilancio anche grazie allo sport.

 

Gianluigi Rosa, classe 1987, ad appena 17 anni di età è rimasto coinvolto un incidente in moto che gli è costato l'amputazione di una gamba: è stato durante la convalescenza per quel terribile incidente che ha scoperto il para ice hockey. “In televisione trasmettevano le Paralimpiadi di Torino 2006 – racconta Rosa a il Dolomiti -, quando ho visto le partite di para ice hockey sono rimasto colpito dalla velocità, dalla difficoltà e dalla bellezza di questo sport. Pochi giorni dopo sono salito per la prima volta sullo slittino e devo dire mi sono subito innamorato di questa disciplina, anche grazie al supporto e all’aiuto del gruppo che fin dal primo istante è stato il vero punto di forza di questa avventura”.

 

Per Gianluigi si tratterà della quinta Paralimpiade disputata da atleta, ma il brivido sarà paragonabile a quello dell’esordio: "Beh, giocare in casa dà sicuramente un’emozione particolare, a maggior ragione dopo l’edizione di Pechino giocata a porte chiuse a causa della pandemia. Stavolta invece siamo qui, pensare alla cerimonia d’apertura all’Arena di Verona vicinissima al nostro Trentino o alle gare di Milano in cui potranno esserci tanti nostri amici, familiari e parenti è stupendo. Sarà qualcosa di intenso e indimenticabile”. 

 

Oltre alle performance, Rosa sa di avere un ruolo che va oltre al ghiaccio: "Essere atleta paralimpico significa essere un riferimento per chi affronta disabilità. Siamo sulle spalle dei giganti, in un certo senso, perché portiamo avanti il grande lavoro fatto da chi è arrivato prima di noi, e abbiamo il dovere di trasmettere passione, entusiasmo, il lato più bello dello sport per avvicinare tanti ragazzi che magari stanno affrontando momenti difficili".

 

A proposito di “giganti”, nella squadra protagonista a Torino 2006 che Rosa guardava in televisione c’era già Gian Luca Cavaliere, classe ’71, veterano per eccellenza con una carriera che affonda le sue radici negli albori del para ice hockey italiano.

 

C’era anche lui nel progetto “pilota” che portò alla formazione della nazionale di para ice hockey per le Paralimpiadi in casa a Torino, e da quel momento in poi è sempre stato anima e punto di riferimento fondamentale del gruppo azzurro. "Una Paralimpiade è sempre speciale – racconta Gian Luca – ma avere la possibilità di viverne un’altra in casa dopo quella di Torino di 20 anni fa è un’occasione unica, grandiosa, per cui sono molto grato. A Torino avevamo a malapena messo insieme i numeri minimi per poter iscrivere una squadra e partecipare, ma da quel momento a oggi il movimento è cresciuto, e tanto. La visibilità delle Paralimpiadi è fondamentale per trasmettere cultura degli sport paralimpici, di fatto è l’unico evento in cui davvero c’è una copertura mediatica e una visibilità importante, a maggior ragione quest’anno che siamo in Italia”.

 

Poi ci sarà da sudare sul ghiaccio e Gian Luca è l’uomo giusto per delineare gli obiettivi della squadra: “Il torneo è a 8 squadre divise in due gironi, occorre vincere due partite nel girone per arrivare in semifinale e a quel punto giocarci le medaglie: nel 2018 abbiamo chiuso al quarto posto, qui il sogno è una medaglia di qualsiasi metallo. Sarebbe il perfetto coronamento di un lungo percorso".

 

Anche Francesco Torella, classe ’92, ha trovato nel para ice hockey la sua strada dopo un incidente in arrampicata nel 2012: “Ho scoperto questo sport ormai 13 anni fa – spiega Francesco -, ma ce ne sono tanti altri che faccio per hobby, sia d’inverno che d’estate, dal monosci alla mountain bike. Le opportunità sono tante, ma quello che mi ha legato di più all’hockey credo sia stata la componente del gruppo. Non ci sono tanti sport paralimpici di squadra, qui ho trovato fin da subito tante amicizie e un ambiente positivo e accogliente. Poi c’è la componente della velocità, dell’adrenalina, della performance, ma viene dopo”.

 

La Paralimpiade in casa porta con sé oneri e onori: “Sarà fantastico essere parte di questo momento storico, ci stiamo preparando da anni per poter fare il massimo. E sarà bello anche vivere l’atmosfera del villaggio e la spinta del pubblico italiano in tribuna: andiamo verso giornate indimenticabili che cercheremo di rendere ancora più piacevoli per noi e per i nostri tifosi”.

 

E allora non resta che assistere allo spettacolo: dal 7 al 15 marzo, occhi puntati sulle Paralimpiadi e sugli atleti trentini che sfrecceranno sul ghiaccio dell’Arena di Santagiulia.

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