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Trento
07 febbraio | 09:02

Olimpiadi, la val di Fiemme attende oltre 40 mila persone nei giorni di picco, più di 1.400 operatori sanitari sul campo. Infrastrutture e tecnologie l'eredità dei Giochi

Le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali Milano Cortina sono un grande evento sportivo, ma anche una sfida organizzativa e di sicurezza per il Trentino

TRENTO. Oltre 1.400 operatori impegnati sul campo per seguire la "famiglia olimpica e paralimpica", senza però smettere di garantire l'assistenza sanitaria "ordinaria" ai trentini, così come ai tanti turisti presenti sul territorio. 

 

Le olimpiadi e paralimpiadi invernali Milano Cortina sono un grande evento sportivo, ma anche una sfida organizzativa e di sicurezza per il Trentino e per il sistema sanitario nazionale. Anche l’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino è chiamata a un impegno straordinario per giocare un ruolo centrale nell’organizzazione dell’assistenza sanitaria capillare, integrato e qualificato (Qui articolo).

 

Per la prima volta nella storia dei Giochi olimpici e paralimpici invernali, l’assistenza sanitaria è affidata direttamente al Servizio sanitario pubblico (Qui articolo). Un modello che mette al centro i valori di universalità e di equità delle cure e che consente di integrare pienamente i servizi dedicati alla famiglia olimpica – atleti, staff e accreditati – con quelli rivolti a cittadini, turisti, volontari e spettatori.

 

Complessivamente nei giorni di massima affluenza si stima una presenza in Val di Fiemme di oltre 40mila persone, con un conseguente potenziamento del sistema sanitario che opererà come un’unica rete integrata capace di rispondere alle emergenze e ai bisogni di cura ordinari.

 

Il cuore del sistema è rappresentato dalla rete sanitaria provinciale, basata sul modello dell’ospedale diffuso e su un sistema di emergenza-urgenza tra i più avanzati, con Trentino Emergenza e l’elisoccorso operativo anche in ambiente montano e in condizioni notturne. Gli ospedali di Cavalese e Trento sono stati individuati come presidi di riferimento olimpici, pronti a garantire cure tempestive anche nei momenti di massimo afflusso.

 

L’ospedale di Cavalese è tra i presidi sanitari centrali e nel cuore delle sedi di gara, polo che vanta una consolidata esperienza nella gestione dei traumi sportivi e di montagna. Il presidio è operativo h24 con pronto soccorso, traumatologia ed elisoccorso, e dispone di un’ampia offerta di servizi specialistici (ortopedia, chirurgia generale e mininvasiva, medicina interna, ostetricia e ginecologia, servizi di dialisi, diagnostica per immagini avanzata, day hospital pediatrico, attività ambulatoriali in numerose specialità e un servizio di riabilitazione e fisioterapia).

Durante i Giochi, l’ospedale viene potenziato con percorsi dedicati alla famiglia olimpica, posti letto riservati agli atleti e agli accreditati e collegamenti rapidi con le sedi di gara e il Villaggio Olimpico. L’equipe medico-infermieristica ordinaria dell’ospedale per la gestione degli atleti seguirà procedure clinico-assistenziali in coerenza con gli standard internazionali, in raccordo con i medici delle delegazioni. Sono inoltre previsti canali prioritari per le visite specialistiche, tele-refertazione radiologica. Parallelamente, il pronto soccorso e il personale sono rafforzati per garantire un’assistenza efficace anche a residenti e turisti, mantenendo percorsi separati e invariata la qualità delle cure per la popolazione generale.

 

L’ospedale Santa Chiara di Trento rappresenta il polo sanitario di riferimento della provincia e il presidio di massima complessità della rete ospedaliera trentina (660 posti letto di cui 36 di terapia intensiva). Sede del trauma center provinciale, dispone di terapie intensive specialistiche, reparti chirurgici avanzati, diagnostica di ultima generazione e di un’ampia offerta di specialità mediche organizzate in modo multidisciplinare. Durante i Giochi l’ospedale viene potenziato con percorsi dedicati per la famiglia olimpica, posti letto riservati ad atleti e accreditati e collegamenti rapidi con Cavalese, le sedi di gara e il Villaggio Olimpico.

Un tassello fondamentale dell’organizzazione sanitaria è il Policlinico del Villaggio Olimpico di Predazzo, allestito all’interno della Scuola alpina della Guardia di finanza. Struttura sanitaria di riferimento per Olimpiadi e Paralimpiadi, il Policlinico è pensato per garantire assistenza immediata e ridurre al minimo gli spostamenti verso gli ospedali.

 

Il Policlinico opera 24 ore su 24, organizzato secondo un modello integrato su tre livelli: il presidio sanitario all’interno del Villaggio, il Poliambulatorio di Predazzo e l’Ospedale di Cavalese, che rappresenta il riferimento per le prestazioni più complesse.

 

Questa rete coordinata assicura cure tempestive e specialistiche agli atleti e alla famiglia olimpica, senza gravare sui servizi sanitari ordinari. Il Policlinico fornirà servizi di medicina generale ed emergenza, assistenza infermieristica continua, fisioterapia e supporto riabilitativo, oltre alla presenza di ambulanze dedicate per la gestione delle urgenze. Accanto a questo presidio, il Poliambulatorio di Predazzo, facilmente raggiungibile a piedi dal Villaggio, garantirà prestazioni specialistiche aggiuntive, come odontoiatria e oculistica, riservate alla famiglia olimpica.

Personale sanitario qualificato è ovviamente presente nelle sedi di gara, il Cross Country Stadium di Tesero per le gare di sci di fondo e combinata nordica e lo Ski Jumping Stadium di Predazzo per il salto con gli sci e la combinata nordica. Nelle due sedi di gara di Tesero e Predazzo sono operativi dispositivi medici strutturati con medici esperti in pronto soccorso, anestesisti e infermieri specializzati.

 

L’organizzazione generale è pensata per garantire sicurezza, continuità assistenziale e coordinamento con il sistema di emergenza, valorizzando le strutture sanitarie esistenti. Al termine dei Giochi, le attrezzature e le dotazioni del Policlinico saranno riutilizzate nei presidi sanitari del territorio trentino, lasciando un’eredità concreta per il sistema sanitario provinciale.

 

Accanto all’assistenza clinica, un ruolo centrale è svolto dalla sanità pubblica e dalla prevenzione: sorveglianza delle malattie infettive, campagne vaccinali, sicurezza alimentare, controllo delle acque, prevenzione dei rischi ambientali e promozione della salute. Un impegno che contribuisce a rendere i Giochi un evento sicuro, non solo dal punto di vista sportivo.

Per affrontare un evento di tale portata Asuit ha previsto un potenziamento del personale sanitario, con operatori dedicati nei siti di gara, nel Policlinico olimpico e nel soccorso territoriale. Grande attenzione è riservata anche alla formazione, per preparare al meglio professionisti e volontari a lavorare in contesti complessi e ad alta intensità.

 

Si punta a sfruttare il grandissimo evento per strutturare le metodologie e gli interventi di domani, l'eredità dovrebbe lasciare benefici concreti e permanenti sul piano delle infrastrutture e delle tecnologie, su quello delle competenze e della cultura della salute.

 

Accanto agli interventi materiali, i Giochi rafforzano la cultura della prevenzione e della promozione della salute, con particolare attenzione alla sicurezza alimentare e ambientale e alla diffusione di corretti stili di vita. Il Trentino consolida anche il legame tra sport, salute e inclusione sociale. Lo sviluppo del polo sportivo paralimpico all’ospedale Villa Rosa di Pergine e il programma “Trentino per tutti” garantiscono strutture e servizi accessibili alle persone con disabilità, con un impatto destinato a durare nel tempo.

 

Un’eredità importante riguarda infine le competenze: l’organizzazione sanitaria di un grande evento internazionale rappresenta un’occasione formativa unica per professionisti e volontari, che possono acquisire esperienze e capacità utili a rendere il sistema sanitario trentino più efficiente e pronto alle sfide future.

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