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Belluno
27 settembre | 19:03

Quando mangiare sano diventa un'ossessione? “Il rischio è sfociare nel perfezionismo, con disturbi d’ansia e malnutrizione”. Ecco cos'è l'ortoressia

Nelle scorse settimane Il Dolomiti si è occupato a più riprese di disturbi del comportamento alimentare, ma esiste anche un fenomeno meno conosciuto che si sta imponendo in una società sempre più individualista: l’ortoressia nervosa. Abbiamo chiesto alla docente Caterina Novara di spiegarci di cosa si tratta e a che punto sono gli studi sul tema

Quando mangiare sano diventa un'ossessione?

BELLUNO. "Queste persone spendono una grande quantità di tempo a informarsi e a preparare i cibi, nonché grandi quantità di denaro per acquistarli. Nonostante ciò la salute può uscirne compromessa, a causa di malnutrizione e squilibri nutrizionali dovuti a una dieta impostata su convinzioni personali anziché evidenze scientifiche. Convinzioni spesso imposte ai figli, causando anche a loro conseguenti scompensi".

 

L’alimentazione è sempre più spesso al centro dell’attenzione pubblica, tra opinioni scientifiche, trend del momento e impatto sulla salute. Nelle scorse settimane Il Dolomiti si è occupato a più riprese di disturbi del comportamento alimentare (Qui articolo), ma esiste anche un fenomeno meno conosciuto che si sta imponendo in una società sempre più individualista: l’ortoressia nervosa.

 

Uno studio pubblicato a maggio su Springer Nature (Psychological and motivational correlates of orthorexia nervosa: the role of perfectionism, emotion regulation, and health attitudes), definisce le tendenze ortoressiche come caratterizzate da una “rigida preoccupazione per un'alimentazione sana” e associate a “sintomi di disturbi della condotta alimentare (dca), perfezionismo e difficoltà nella regolazione emotiva”.

 

Abbiamo perciò contattato Caterina Novara, docente all’Università di Padova e tra le autrici dello studio. “A differenza di dca come anoressia e bulimia, l'ortoressia non è inserita nei manuali ufficiali. Ad oggi manca quindi un accordo tra i ricercatori, né abbiamo i criteri per definirla come vera e propria patologia. Questo incide anche sulla possibilità di stabilirne la diffusione nella popolazione, perché dipende dai criteri usati da ogni studioso”.

 

Ci sono comunque dei dati in merito?

Possiamo dire che nella popolazione italiana i tassi di prevalenza oscillano dal 6.9% fino al 57% in alcune popolazioni. Ad esempio è più alto nella popolazione femminile, che è però anche quella maggiormente presa in considerazione in questi studi, e in chi adotta diete specifiche.

 

Allo stesso modo non sappiamo dire se colpisce di più i giovani. Molti studi evidenziano una maggiore vulnerabilità tra 21 e 29 anni, secondo altri il rischio aumenta con l'avanzare dell’età. Consideriamo però anche qui che la maggioranza delle ricerche fatte è sulla popolazione giovanile, quindi una certezza non possiamo ancora darla.

 

C’è oggi sempre maggiore attenzione alle diete: quando si supera il limite rispetto al cercare un regime alimentare salutare?

L’ortoressia ha a che fare con una marcata preoccupazione sul mangiare cibi sani in base alla loro qualità e si manifesta con rigide abitudini che prevedono l’eliminazione di cibi o ingredienti definiti non salutari. A volte però questa definizione è del tutto soggettiva, basata non su dati scientifici o consigli nutrizionali adeguati ma su idee personali. Questo aumenta la preoccupazione sulla sicurezza e la composizione degli alimenti e sugli effetti che possono avere sulla salute, al punto da spingere molte persone a pensare di avere una superiorità morale, che può manifestarsi in intolleranza verso chi ha una condotta alimentare diversa.

 

C’è un legame con l’anoressia o altri dca?

Un tratto che accomuna questi disturbi è il perfezionismo. Molti esperti confermano che quest’ultimo, nelle sue due caratteristiche principali cioè elevati standard di prestazione e un monitoraggio ipercritico del proprio comportamento, rappresenta uno dei fattori di rischio dell'ortoressia nervosa. Invece è debole la relazione tra ortoressia e disturbo ossessivo compulsivo.

 

Detto ciò, l’attenzione eccessiva per il cibo considerato puro non significa attenzione al proprio peso, come nel caso dell’anoressia. L’obiettivo non è dimagrire, tuttavia può essere una conseguenza assieme a risposte disfunzionali sul piano emotivo, come estrema paura delle malattie, ansia e vergogna accompagnate da sensi di colpa eccessivi quando non si rispetta la rigidità delle regole alimentari.

 

Inoltre, le ricerche evidenziano che l’aver sofferto in passato di anoressia è il predittore più significativo dell’ortoressia nervosa, con una comorbidità che può arrivare fino all’80%. Come lo si spiega? Con il fatto che l'ortoressia può fungere da modalità socialmente accettabile per mantenere il controllo su cibo e peso corporeo, mascherandolo da stile di vita sano.

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