Scoperta un'officina metallurgica con forno, impianti per la lavorazione e un'area di dispersione delle scorie di età protostorica
All'Auditorium di Moscheri a Trambileno in programma l'incontro con archeologi e studiosi per presentare i risultati degli scavi archeologici in Val dei Lombardi

TRENTO. Gli scavi hanno permesso di portare alla luce i resti di un’officina metallurgica dedicata all’estrazione del rame, presumibilmente di età protostorica: un forno, altri impianti per la lavorazione e un’area di dispersione di diversi tipi di scorie, derivate dal processamento dei solfuri (minerali) di rame. Attualmente sono in corso gli studi sulle strutture e sui materiali rinvenuti, in particolare le numerose scorie di lavorazione, affidate agli archeometristi dell’Università di Padova, Gilberto Artioli e Ivana Angelini. Le analisi forniranno notizie sulle modalità di lavorazione e sulla provenienza del minerale che, assente nell’areale in esame, potrebbe venire dai giacimenti della Valsugana e della Val dei Mocheni, già sfruttati all’epoca, ma anche dal meno indagato - e più vicino - distretto archeo-minerario di Schio-Recoaro.
Sono questi i risultati dei primi scavi archeologici, nell'alveo del progetto dell''Ufficio Beni Archeologici Provinciale, e condotti nel giugno 2025 in Val dei Lombardi e che saranno presentati al pubblico venerdì 23 gennaio (20.30) all'Auditorium di Moscheri, a Trambileno. La già nutrita mappa dei siti fusori pre-protostorici del Trentino - oltre 200 su tutto il territorio provinciale - si è ampliata con una nuova area di indagine, finora poco esplorata. Si tratta dei territori dei Comuni di Trambileno, Vallarsa e Terragnolo, interessati dal progetto "Antichi metallurghi delle Valli del Leno”.
A partire dagli ultimi secoli dell’età del Rame (ca. 2500 a.C.) ma soprattutto nelle fasi avanzate dell’età del Bronzo (ca. 1450 – 1000 a.C.) sul versante meridionale delle Alpi centro-orientali le attività minerarie legate allo sfruttamento dei giacimenti di rame ebbero uno sviluppo straordinario, come documentano le oltre 200 officine riconosciute in Valsugana e negli altopiani di Lavarone-Luserna.
Obiettivi principali del progetto presentato a Trambileno ieri sono il rilevamento e l’indagine sulle testimonianze archeologiche, o ricavabili dalla documentazione storica, delle attività metallurgiche preistoriche e storiche o comunque connesse allo sfruttamento del bosco, come ad esempio la realizzazione di carbonaie e l’espansione del prato-pascolo, e l’individuazione dell’origine dei minerali metalliferi lavorati in zona, dal momento che qui non sono documentati giacimenti.
Tra il 2024 e il 2025 sono state completate la raccolta documentaria e le ricognizioni di superficie e si sono tenuti i primi incontri di informazione al pubblico. La sistematizzazione delle informazioni sul territorio derivate dagli studi geologici, dalla cartografia storica e da documenti d’archivio è stata curata dal team del Muse guidato da Marco Avanzini, che comprende Paolo Ferretti, Matilde Peterlini e Isabella Salvador.
Nel 2024 gli studenti dell’Università di Verona, sotto la direzione della professoressa Mara Migliavacca, della stessa Università, e di Maurizio Battisti, del Museo Civico di Rovereto, hanno eseguito indagini di superficie in vari punti del territorio. Di particolare interesse è risultata un’area archeologica in Val dei Lombardi, nel comune di Trambileno. Qui sono state individuate due diverse zone in cui aprire i primi sondaggi che sono stati condotti, nel 2025, in un caso dall’Ufficio beni archeologici, nell’altro dall’Università di Verona, sempre in collaborazione con il Museo Civico di Rovereto.












