"Sopravvissute ad Auschwitz perché scambiate per gemelle", la storia di Tatiana e Andra Bucci tocca l'Alto Garda: incontro con la comunità e cittadinanza onoraria
Tatiana Bucci ha portato a Riva del Garda e a Dro, dove le è stata consegnata ufficialmente la cittadinanza onoraria conferitale assieme alla sorella, la testimonianza del suo vissuto: dall'arresto a Trieste alla deportazione ad Auschwitz-Birkenau: "Io e Andra abbiamo avuto due fortune: la prima essere scambiate per gemelle, data la somiglianza, e quindi utili agli esperimenti del dottor Mengele, e la seconda di essere sopravvissute"

DRO. Prima l'incontro al palacongressi di Riva, poi quello con più studenti di elementari, medie e superiori e la consegna della cittadinanza onoraria di Dro: nei giorni scorsi l'Alto Garda trentino ha accolto la testimonianza di Tatiana Bucci, che assieme alla sorella Andra sopravvisse al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau.
Entrambe di Fiume, a 6 e 4 anni, nel 1944 vennero deportate nel campo di concentramento di Auschwitz insieme a mamma, nonna, zia e cuginetto e si salvarono perché erroneamente scambiate per gemelle: oggi Tatiana vive a Bruxelles e Andra si è trasferita in California e sono tra le ultime, e più importanti testimoni della Shoah.
Tatiana Bucci ha dapprima incontrato l'amministrazione rivana - grazie all’iniziativa del liceo cittadino in collaborazione con Living Memory e la Fondazione Museo Storico del Trentino - e poi ha partecipato ad un incontro al Palazzo dei Congressi, nell'ambito del progetto Memoria coordinato dalla professoressa Puleo.
Ad essere ripercorsa in una lunga chiacchierata la terribile esperienza dell’arresto, il 28 marzo 1944 a Trieste, insieme alla madre, alla zia, al cugino Sergio e ad altri familiari, con l’arrivo ad Auschwitz-Birkenau la notte del 4 aprile. La nonna, ha raccontato Bucci, fu uccisa poco dopo l’arrivo e il piccolo Sergio qualche tempo più tardi, mentre la mamma fu separata da loro e la videro di rado.
"Io e Andra abbiamo avuto due fortune: la prima - ha spiegato Tatiana Bucci - essere scambiate per gemelle, data la somiglianza, quindi utili agli esperimenti del dottor Mengele. Perché di norma i bambini prendevano subito la via del forno, come i vecchi e gli ammalati. La seconda, di essere sopravvissute".
Nell’intenso racconto di Tatiana Bucci, i brevi e radi incontri con la mamma, che quando riusciva a far loro visita sempre raccomandava di ricordare il proprio nome, e la convinzione, dopo qualche tempo che non la vedevano più, di essere rimaste orfane mentre anche del padre, prigioniero degli inglesi in Sudafrica, avevano perso ogni traccia. Entrambe furono mandate, dopo la liberazione, prima in un orfanotrofio vicino a Praga e poi assieme ad altri tre bambini a Lingfield in Inghilterra, nel centro pensato specificamente per l'accoglienza di bambini resi orfani dalle brutalità dei campi nazisti.
"Qui è stata la rinascita - ha raccontato Tatiana - dopo anni abbiamo di nuovo sperimentato l’affetto, la dolcezza, la cura. La responsabile del centro era una psicologa infantile e sapeva come rapportarsi ai bambini traumatizzati dal lager". Fino all’esito felice: il ricongiungimento con la mamma, nel dicembre del 1946 a Roma.
Tatiana Bucci, che ha portato la voce anche della sorella Andra impossibilitata a presenziare, ha poi fatto tappa a Dro il 18 marzo dove è stata prima accolta dall'amministrazione e dal professor Romano Turrini per poi incontrare gli studenti dell'Istituto comprensivo Vallelaghi.
Successivamente in sala "Donna Fior" al Centro Culturale è stato proiettato l'intervento al Parlamento Europeo di Tatiana Bucci, a cui è poi stata consegnata ufficialmente la cittadinanza onoraria, conferita ancora nel 2020 dal Consiglio comunale alle due sorelle.
"Uno scroscio di applausi ha accolto Tatiana all'entrata in sala consiliare - spiega la sindaca Ginetta Santoni - che anche a nome anche della sorella Andra ha ringraziato tutti i presenti prima di accogliere a braccia la teca nella quale era custodita una pergamena che suggellava il riconoscimento per l'alto valore sociale e culturale del loro operato silenzioso e minuzioso".












