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Agricoltura, boom di occupati nel 2016. Coldiretti: "Un comparto trainato dai giovani"

L'agricoltura è il settore che mostra l'andamento migliore nel 2016 in termini occupazionali. Gli 'under 30' della Coldiretti si sono riuniti a Riva del Garda per discutere il futuro del comparto e stringere sinergie

Erika Pedrini
Di Nereo Pedrezolli - 18 May 2017 - 10:37

TRENTO. Chiamalo se vuoi fermentatoio. Tutto il resto sono emozioni. Stimoli per il domani, per un  Trentino che recupera il passato e scommette – agronomicamente – sulle forze giovani, quelle che non amano i confini, puntando a mète condivise. Senza distinzioni di categoria. Appunto, un fermentatoio.

 

Bella sensazione di cordialità imprenditoriale, stamane nella nuova sede di Coldiretti, zona industriale strappata alle colture orticole di Trento Nord, dove è andata in scena una sorta d’anteprima di un ‘summit’ previsto venerdì prossimo a Riva del Garda.

 

Schietto il tema dell’evento in calendario: 'Giornata dell’Economia Giovane di Montagna'. Come dire: rafforzare l’identità territoriale, puntare sulle sinergie anzitutto giovani.

 

Perché al tavolo c’erano davvero le leve più ‘under 30’ delle categorie imprenditoriali legate alla terra. Da Erika Pedrini, presidente Coldiretti Giovani del Trentino Alto Adige, vignaiola con tanto di master universitario a Udine e in Germania, premiata a livello europeo e più volte dal ‘Gambero Rosso’, per i vini della cantina Pravis di Madruzzo. Giovane tra poco mamma, solare e decisa a portare avanti le istanze del migliaio di giovani agricoltori che credono nel progetto presentato proprio in vista della Giornata di Riva del Garda.

 

L'agricoltura è il settore che fa segnare il maggior aumento degli occupati, con un incremento record del 4,9% annuale: un dato che si dimostra quasi il triplo di quello fatto registrare nei servizi (+1,8%), mentre per l'industria il segno è addirittura negativo (-0,5%) nel 2016. A favorire la crescita dell'occupazione è soprattutto il fenomeno del ritorno alla terra di molti giovani. Secondo un’analisi Coldiretti quasi una impresa condotta da giovani su dieci in Italia opera in agricoltura (8,4%) dove sono presenti ben 51.123 aziende guidate da under 35, in crescita del 2016 del 6% rispetto all’anno precedente.

 

"Siamo in tanti, contadini ma anche artigiani del gusto, imprenditori accomunati dall’età e dall’entusiasmo. Spero – dice la giovane Erika – che riusciremo a ‘contaminare’ non solo i nostri genitori, ma anche le imminenti generazioni che s’affacciano alla cura della terra".

 

Una presenza che ha di fatto rivoluzionato il lavoro in campagna con il 70% delle imprese giovani che opera in attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili.

 

Monito ribadito da Gianluca Barbacovi, Luca Deavi, Barbara Battistello – tutti dirigenti di Coldiretti – e pure da Cristina Zanghellini, del direttivo Associazione Giovani Artigiani del Trentino.

 

"Saremo a Riva senza distinzioni, Per un vero ‘fermentatoio’ - sottolinea con un guizzo di gentile caparbietà tutta femminile Cristina Zanghellini - Deve essere bellissimo che una giornata metta assieme oltre 150 giovani (già iscritti alle varie tematiche, dalla sostenibilità alla cura paesaggistica, da come fare impresa in montagna ai temi della filiera agroalimentare ) per dimostrare alla pubblica amministrazione il nostro modo di fare impresa".

 

I giovani non svelano i loro obiettivi. Vogliono semplicemente discutere su come dovrà essere un Trentino del domani. "Venerdì ne discuteranno. Senza preconcetti, senza preclusioni. Ci saranno ‘trentini nuovi’, magari slegati da esperienze tramandate da generazioni d’imprenditori stanziali. Oppure qualche stimolo per sfidare il mercato dell’agroalimentare dolomitico alle prese con questioni di globalizzazione".

 

Idee tutte da concepire. Unico  discriminante il legame con il territorio. E questo Coldiretti, è una garanzia. Coinvolgendo ogni categoria imprenditoriale che rispetti i valori identitari del comparto trentino.

 

Agricoltori preparati, giovani che hanno letteralmente ‘preso d’assalto’ i corsi di formazione della  Fondazione Mach. Passati in un paio d’anni dalle 700 domande d’iscrizione ad oltre 1.200. Puntando su forme d’impresa decisamente innovative, non solo legate alla trasformazione dell’uva o della frutta. Ma anche tutela ambientale e pure del benessere.

 

Impresa agricola davvero a tutto campo. Che in riva al lago, venerdì prossimo, partirà per un viaggio – contemporaneamente – nel passato e nel futuro. Per traguardi – lo giurano i promotori – moderni e da tramandare. Ai giovani. Di adesso e pure del domani.

 

 

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