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Alcol e minori, una legge provinciale per contrastare il fenomeno.

Audizioni in commissione consigliare. Gli studenti: "Il 75% dei 15enni beve". A Rovereto settimana di sensibilizzazione sul Benessere della comunità

Pubblicato il - 30 settembre 2016 - 14:44

TRENTO - ROVERETO. A Rovereto si è chiusa la settimana di “Sensibilizzazione all’approccio ecologico sociale al Ben-essere nella Comunità” dove, tra gli altri, i Club alcologici hanno a lungo parlato delle problematiche legate al consumo di alcol. A Trento, invece, si sono concluse le audizioni sul disegno di legge Bottamedi-Plotegher per contrastare il consumo di bevande alcoliche tra i minori.

 

Partiamo da quanto è successo nella Città della Quercia e parliamo di quelle cento e più persone (trentini ma non solo, anche di Cuneo, Gubbio, Firenze, Prato, Verona, Cremona, Bergamo, Bolzano) che dal 19 al 23 settembre si sono riunite per la settimana di sensibilizzazione arrivata ormai alla sua decima edizione.

 

“La grandissima ricchezza di saperi emotivi, cognitivi, esperienziali hanno permesso di sviluppare un vero e proprio laboratorio di sensibilizzazione personale e comunitaria”, affermano gli organizzatori. Lo sguardo, però, non è stato focalizzato soltanto sulle problematiche legate al consumo di alcol, anzi. Sono state esplorate le fragilità umane nel loro complesso, affrontando anche gli attaccamenti alle droghe, al gioco, al fumo ma anche a cose, idee, persone, come le perdite, i lutti e gli abbandoni, si è parlato della fatica della convivenza con disagio psichico, con la non autosufficienza, i disagi psico-fisico-esistenziali, si è approfondito il tema dei conflitti e della violenza, cercando al tempo stesso di considerare anche le fragilità della vita sul pianeta e la sostenibilità ambientale.

 

Si sono confrontate le reti del quarto settore, quelle in cui i cittadini si auto organizzano attorno a preoccupazioni, fragilità e obiettivi comuni: i club alcologici, i club di ecologia familiare, i gruppi Ama (auto mutuo aiuto), i gruppi Arcobaleno (formati da famiglie con genitori o figli omosessuali), i gruppi di acquisto solidale e i gruppi Libera. “Abbiamo condiviso l’idea che i gruppi sul territorio, ma anche la settimana di sensibilizzazione stessa – sottolineano – sono beni comuni immateriali alla costruzione dei quali tutti possiamo contribuire”.

 

Un bene comune che potrebbe comprendere anche una proposta di legge che si occupa del benessere dei minori, che cerca rafforzare gli strumenti educativi e culturali per contrastare la diffusione del consumo di alcol tra gli adolescenti. La proposta è ora in discussione presso la IV Commissione consigliare ma già nei prossimi mesi potrebbe approdare in Consiglio provinciale per essere votata.

 

Nei giorni scorsi sono state ascoltate le associazioni, all'interno di un percorso di audizioni. Roberto Pancheri, direttore del Dipartimento dipendenze dell'Azienda sanitaria, ha spiegato “che fino ai 18 anni di età l'alcol è tossico per l'organismo umano. Il “bere” dei minori – ha sottolineato – non si può slegare dalla comunità in cui i ragazzi vivono. C'è quindi a monte un problema culturale e occorre coinvolgere tutta la popolazione locale”.

 

E' intervenuto anche il Comune di Trento: “E' necessario investire nell'educazione soprattutto nell'età dell'adolescenza, età in cui l'alcol è percepito come trasgressione. Diverso – spiega – è l'approccio che invece occorre avere con i giovani maggiorenni, per i quali il non consumo di alcol equivale all'esclusione sociale. Per questo, a loro occorre parlare di 'bere consapevole', consentendo il consumo di alcolici purché con meno di 21 gradi. Vietare del tutto la possibilità di bere risulta infatti perdente”.

 

Gli studenti della Consulta provinciale, attraverso la presidente Petra Zatelli, ha fornito alcuni dati tratti da uno studio secondo cui “nel Nordest del Paese il 75% dei quindicenni dichiara di bere alcolici. Il 19% di loro ricorda di essersi ubriacato almeno una volta nell'ultimo anno”. Ma a preoccupare i ragazzi è soprattutto il fatto che anche un'alta percentuale di undicenni dichiari di consumare bevande alcoliche almeno una volta alla settimana. La presidente suggerisce la necessità di non limitarsi ad un incontro all'anno nelle scuole ma di intensificare ed anticipare anche nelle scuole primarie e medie i percorsi formativi.

 

Confesercenti, anch'essa ascoltata in commissione, ha espresso il suo “disappunto” per l'articolo della legge che prevede l'aumento delle sanzioni a carico dei pubblici esercizi che vendono alcolici ai minorenni. “Consideriamo inaccettabile quest'inasprimento a carico dei baristi come se fossero gli unici o i principali responsabili del problema”.

 

Per il Cnca ha parlato Michelangelo Marchesi, che raccoglie 14 cooperative sociali attive a livello regionale: “I Comuni dovrebbero evitare di dare il patrocinio ad iniziative quali le feste della birra che sposano eventi già in partenza legate all'immagine dello sballo”. Sullo stesso spunto interviene Paride Gianmoena, presidente del Consorzio dei Comuni: “Il problema è all'attenzione dei Sindaci ma cresce – ha assicurato – la consapevolezza che occorre evitare di dare il patrocinio ad un eccessivo numero di feste di questo tipo”.

 

Manuela Bottamedi, che assieme e Violetta Plotegher propone questa iniziativa legislativa, esprime la sua soddisfazione. “Interessante, stimolante e produttiva la seduta della quarta Commissione per le audizioni al mio disegno di legge che contrasta la piaga dell'alcol tra i minori. Ho ascoltato volentieri e ho imparato tanto. Grazie a tutti – scrive la consigliera – in particolare ai ragazzi della Consulta degli studenti”. 

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