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Vincere le dipendenze giovanili con alternative positive: un bando su misura per ragazzi in difficoltà

C’è tempo fino al 27 maggio per partecipare al nuovo bando per la progettazione di proposte rivolte ai giovani e alle famiglie con l’obiettivo di prevenire forme di disagio e fenomeni di dipendenza. Come il 2020, anche il 2021 sta mettendo a dura prova la resistenza di ragazze e ragazzi che hanno visto quasi scomparire i momenti relazionali

Di Francesca Faccini - 03 May 2021 - 19:24

TRENTO. Nell’ultimo anno e mezzo, a fronte delle chiusure attuate a causa dell’emergenza coronavirus, si è assistito a un considerevole aumento di difficoltà relazionali per quanto riguarda la popolazione dei più giovani. Ansia, depressione, incapacità di proiettarsi nel futuro sono solo alcune delle situazioni comuni a quelle ragazze e quei ragazzi che stanno mostrando una particolare sensibilità nell’affrontare il cosiddetto “anno del Covid”. In questo contesto complesso e articolato, prende vita il nuovo bando valido fino al 27 maggio per il finanziamento di progetti rivolti a ragazzi, adolescenti, giovani e alle famiglie al fine di prevenire forme di disagio personale, relazionale e fenomeni di dipendenze.

 

Nella presentazione del bando, predisposto dal servizio Welfare e coesione sociale e rivolto a soggetti pubblici e privati senza fini di lucro, l’assessora Maule si è soffermata sulla necessità di utilizzare la forma plurale: dipendenze, non dipendenza. Quella che potrebbe sembrare un’accortezza è, secondo Maule, il modo corretto per riportare una realtà che vuole l’esistenza di varie forme di dipendenze e la frequente copresenza di diversi tipi di dipendenze. La cornice di riferimento è #daimuoviamoci, un’alleanza sottoscritta nel 2018 che vede coinvolti il Comune di Trento, l’Azienda provinciale per i servizi sanitari, l’Associazione auto mutuo aiuto (Ama), il Punto famiglie, Non Profit Network-Centro servizi volontariato Trentino, l’Associazione Uisp-Comitato del Trentino, Coni-Comitato provinciale del Trentino e il Forum delle associazioni del Trentino. Con questo nuovo bando – il cui importo complessivo a disposizione degli interventi progettuali da finanziare ammonta in totale a 182 mila euro, ripartiti in due annualità (80 mila euro per il 2021 e 102 mila euro per il 2022) – si vogliono accogliere proposte le cui linee di azione non prevedono un occhio giudicante, ma alternative positive alle dipendenze e ai fenomeni di disagio come lo sport, la musica, il teatro. Inoltre, davanti a un sempre maggiore utilizzo del digitale, si auspica alla creazione di occasioni di incontro e aiuto dentro i luoghi virtuali abitati dai ragazzi. La domanda “come è possibile raggiungere i giovani nei luoghi non fisici?” è dunque ora estremamente attuale.

 

Nell’ultimo anno le denunce da parte di operatori sanitari, insegnanti, psicologi e associazioni che si occupano di giovani rispetto all’aumento del disagio nell’età evolutiva e in particolare in adolescenza, derivanti soprattutto dalla mancanza di relazioni, dalle nuove condizioni di studio o di lavoro e dalla costrizione in casa, sono all’ordine del giorno. In questo scenario è peggiorata anche la dipendenza da smartphone dei giovanissimi. Il questionario sulla dipendenza digitale proposto a oltre 2000 adolescenti dal Movimento etico digitale nelle scuole di tutta Italia riporta dati allarmanti: il 79% di ragazze e ragazzi tra gli 11 e i 18 anni attiva lo smartphone anche 120 volte al giorno, spendendoci più di quattro ore al giorno, 120 ore al mese. Davanti a questi numeri sembrerebbe necessario riuscire a intercettare i giovani anche attraverso i canali digitali per farli, però, tornare a vivere i luoghi fisici, reali.

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