Hikikomori, i ragazze e le ragazze che si isolano e si chiudono al mondo sono sempre più in aumento. In Trentino 19 famiglie seguite solo nel 2023
La presidente del Rotary Club Trento Ivonne Forno ha organizzato un incontro che i rappresentanti di Ama che hanno riferito quanto grave e importante sia questa tematica che coinvolge sempre più giovani. Il Club di Trento ha quindi annunciato che sta definendo un progetto finalizzato a sostenere le attività che Ama svolge proprio a favore delle famiglie coinvolte nel fenomeno dell’Hikikomori che, non rientrando ancora nei “Lea”

TRENTO. La ripresa delle attività per l’anno 2023-2024 (dopo la pausa estiva) del Rotary Club Trento, presieduto da Ivonne Forno, è iniziata incontrando l’Ama-Associazione Auto Mutuo Aiuto – Trento, che ha trattato “Il variegato e complesso mondo delle dipendenze”. Presenti alla conviviale le referenti Miriam Vanzetta, Lisa Dal Mas e Giulia Tomasi, con le quali era già stato iniziato un proficuo percorso di reciproca conoscenza con la precedente presidenza del club rotaliano. Il tema che è stato trattato è peraltro in perfetta sintonia con il seguente motto - per quest’anno rotariano - del Rotary International: “Creiamo speranza nel mondo. Pace e Benessere mentale”.
L’incontro è iniziato con una breve presentazione, da parte della direttrice Vanzetta, delle attività di cui si occupa l’Ama e del contesto, anche territoriale, nel quale opera. E’ proseguito con la relazione di Giulia Tomasi che si è addentrata nel “variegato e complesso mondo delle dipendenze”, soffermandosi nel finale sul grave fenomeno del “ritiro sociale”, noto anche con il termine giapponese “Hikikomori”, utilizzato per indicare le persone - spesso giovani e giovanissimi - che smettono di uscire di casa e di frequentare scuola e amici. Si ritirano nelle proprie stanze e limitano al minimo i rapporti con l’esterno, mantenendo solo in parte i contatti con il “resto del mondo” esclusivamente attraverso canali “virtuali”. Un fenomeno in notevole aumento, complici sicuramente la pandemia e il lockdown.

Gli “Hikikomori” in Italia si valutano siano quasi 50.000: questo è quello che riporta il primo studio di livello nazionale pubblicato il 6 marzo 2023, promosso dal “Gruppo Abele” di Torino (https://www.gruppoabele.org/), in collaborazione con l’Università della Strada (https://universitadellastrada.com/) e realizzato dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche – CNR (https://www.ifc.cnr.it/index.php/it/). L’obiettivo è quello di avere una prima stima quantitativa attendibile dell’isolamento volontario nella popolazione adolescente. La ricerca ha coinvolto un campione di oltre 12.000 studenti e studentesse, rappresentativo della popolazione scolastica italiana fra i 15 e i 19 anni.
Le proiezioni ci parlano di circa l’1,7% degli studenti totali (44.000 ragazzi e ragazze a livello nazionale) che si possono definire “Hikikomori”, mentre il 2,6% (67.000 giovani) sarebbero a rischio grave di diventarlo. Un primo dato riguarda l’abbandono scolastico: l’81,6% dei Dirigenti rispondenti al questionario, ha affermato che, nell’anno scolastico 2020-2021, vi è stato almeno uno studente della scuola coinvolto nel fenomeno della dispersione scolastica, pari al 2,2%, con percentuali maggiori nelle regioni del Sud (3,0%). Il 18,7% degli studenti rispondenti al questionario afferma, escludendo il lockdown dovuto all’emergenza sanitaria da Covid-19, di non essere uscito di casa per un tempo significativo senza andare a scuola o frequentare amici e conoscenti. In termini di prevalenza, gli studenti che si autodefinirebbero Hikikomori rappresentano il 2,1% del campione dello studio, con tendenza al rapido aumento.
L’età che si rivela maggiormente a rischio per la scelta di ritiro è quella che va dai 15 ai 17 anni, con un’incubazione delle cause del comportamento di auto-reclusione già nel periodo della scuola media. Fra le cause dell’isolamento, assume un peso determinante una fatica diffusa nei rapporti con i coetanei, caratterizzati da frustrazione e auto-svalutazione. In pratica un forte senso di inadeguatezza rispetto ai compagni. L’aver subito episodi di bullismo, contrariamente a quanto si possa ritenere, non è fra le ragioni più frequenti della scelta. Pur in mancanza di dati ufficiali, in Provincia di Trento, il fenomeno Hikikomori è ugualmente presente, sia in città che nelle Valli.
L’associazione Ama ha iniziato a occuparsi di questa tematica circa sei anni fa, su sollecitazione di una famiglia che stava vivendo una situazione di ritiro sociale e scolastico della figlia. Dopo questa prima richiesta, molte altre famiglie hanno contatto l’associazione per chiedere aiuto e sostegno e attualmente sono attivi tre gruppi di auto mutuo aiuto per genitori e solo nel primo semestre 2023 sono state accolte 19 nuove famiglie e svolti 78 colloqui di sostegno. Nonostante l’assenza di un finanziamento pubblico dedicato e continuativo, l’associazione ha scelto di non lasciare sole queste famiglie ed ha promosso ed organizzato gruppi di auto mutuo aiuto per questi genitori, che hanno così avuto l’opportunità di uscire dalla solitudine e sentirsi finalmente capiti e sostenuti. Negli anni le domande hanno continuato a crescere e l’associazione si è sempre più attrezzata per realizzare interventi di cura, prevenzione, promozione e formazione. Per farlo si è partecipato ad alcuni bandi privati e sono state raccolte delle donazioni.
L’esperienza maturata negli anni all’interno dell’Associazione Ama evidenzia che per affrontare in modo efficace questo pericoloso problema, che mette a rischio il futuro dei nostri giovani, quindi di tutti noi, è necessario un massiccio coinvolgimento di tutte che tutte le componenti sociali, nessuna esclusa, a partire proprio dalle istituzioni. Nel corso dell’incontro sono stati proiettati i seguenti tre interessanti video che riproponiamo. Il terzo è realizzato proprio da Ama sul fenomeno Hikikomori:
https://www.youtube.com/watch?v=HUngLgGRJpo
https://www.youtube.com/watch?v=0PmZSovt2xk&t=17s
https://www.youtube.com/watch?v=gzbzf-wOVbE&t=6s
Per chi fosse interessato e per maggiori informazioni, evidenziamo che i contatti Ama sono i seguenti: 0461.239640; info@automutuoaiuto.it; www.automutuoaiuto.it. Al termine dell’incontro la presidente Ivonne Forno ha preannunciato che il Rotary Club Trento sta definendo un progetto finalizzato a sostenere le attività che Ama svolge proprio a favore delle famiglie coinvolte nel fenomeno dell’Hikikomori che, non rientrando ancora nei “Lea”, non può essere oggetto, al momento, di possibili finanziamenti pubblici. I “Lea” sono i “Livelli Essenziali di Assistenza”, le prestazioni che il “Servizio Sanitario Nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini gratuitamente, o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket).


















